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Re: Repubblica Europea






>Da: ferroferrarese at libero.it <ferroferrarese at libero.it>

>Questa Europa non è quella di Spinelli, è quella delle massonerie e delle
>"marchette" pro lobby finanziarie, militari, farmaceutiche, e della
>criminalità organizzata (leggere SOLDI, di Ernest Backes, Nuovi Mondi
>media,
>per scoprire chi seleziona i grandi funzionari europei, chi pulisce i soldi
>della criminalità, quale ruolo hanno avuto Heny J. Leir e..la .CIA e le
>organizzazioni sioniste).
>
>Nando
>
>www.perilbenecomune.net




Vorrei innanzitutto affiancarmi a Nando nell'esprimere il pensiero che questa Europa non 
è affatto degna di presentarsi davanti ai cittadini europei. E di seguito, a mio avviso, 
si capisce bene quale sia la gigantesca magagna da rimuovere:


>Per evitare future crisi siete favorevoli alla nascita di un vero Stato
>unitario europeo, a struttura federale?
>http://www.corriere.it/appsSondaggi/pages/corriere/d_7197.jsp


Non è uno STATO quello che deve nascere. Ciò che ha da nascere in questa nostra epoca è 
una Repubblica Europea, una Europa costruita su basi repubblicano/democratiche. Non uno 
Stato Europeo, bensì una REPUBBLICA EUROPEA!


Al posto degli STATALI, degli assunti a vita protettori/spalleggiatori dei peggiori 
governanti, nei ruoli pubblici europei hanno da fare il loro ingresso i CITTADINI 
europei. Quelli tra questi preparati e desiderosi di prestare servizio devono avere la 
possibilità di alternarsi periodicamente nei ruoli del bene comune, della res publica 
europea. Solo in questo modo, rendendo dinamica la Funzione Pubblica europea, potrà 
dinamizzarsi, costantemente ripulirsi, rinnovarsi, anche il mondo politico.

Ai soliti cacciatori di voti si sostituiranno così pina piano le migliori guide, i 
migliori pensatori. Rimuovendo dalle Università gli statali, i giustamente noti come 
BARONI, i quali diffondono la solita centralista cultura autoritaria avente come 
riferimento l'antidemocratico stato monarchico, potranno venire in luce nuovi pensatori 
in grado di trasformare il presente autoritarismo nell'autorevolezza di governi al vero e 
sapiente servizio della collettività.

Sono gli statali a far scadere i governi nell'autoritarismo. Liberi cittadini 
democraticamente alternantisi faranno sì che invece si affermi una autorevole condotta.


>Per evitare future crisi siete favorevoli alla nascita di un vero Stato
>unitario europeo, a struttura federale?
>http://www.corriere.it/appsSondaggi/pages/corriere/d_7197.jsp


E' una vergogna che vengano poste tali fuorvianti domande. Per evitare crisi e sofferenze 
i CITTADINI hanno da prendere il posto degli STATALI. Sono gli statali a permettere, 
avallare, giustificare, difendere, proteggere, pessime politiche. Senza gli statali, 
senza assunti a vita che inculcano al popolo una stravecchia cultura e fanno da bravacci 
a difesa di cattivi governanti, nessuno si potrà più permettere di fare ciò che non deve.

Tutti ci impegneremo invece a fare del nostro meglio.


Fuori gli statali! Dentro i cittadini a rotazione.

Questo è un lavoro che avrebbero dovuto fare i docenti universitari d'ambito umanista. 
Proprio per non averlo fatto, per non aver fatto progredire d'un sol passo la società 
dopo la fine della seconda guerra mondiale, ci sono stati gli anni di piombo. Se la 
nostra società fosse progredita, quando avrebbe potuto e dovuto, divenendo una vera 
Repubblica ed una vera Democrazia, a chi sarebbe venuto in mente di ricorrere alla 
violenza?

La violenza è SEMPRE da evitare e non va affatto giustificata. Tuttavia, se al posto 
degli statali i cittadini avessero potuto partecipare a rotazione alla Cosa Pubblica, 
sarebbe mai potuta nascere la benché minima idea di violenza? No che non sarebbe nata! Ne 
sarebbero state risparmiate di sofferenze e lutti!

Quindi: fuori gli statali! Dentro i cittadini a rotazione.

Facciamo a gara a chi farà per prima il Grande Passo: l'Italia, un altro Paese europeo, 
od addirittuta l'unione Europea?


Danilo D'Antonio