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Torino. Il silenzio dei bugiardi



Torino. Il silenzio dei bugiardi

Sabato 22 maggio. Non che sia capitato nulla di speciale per carità. A
parte che via Roma, causa il grande afflusso di gente alla “festa della
bugia”, è stata chiusa al traffico da polizia e vigili che non riuscivano
più a contenere sui marciapiedi i partecipanti.
Qui trovate qualche foto della giornata:
http://piemonte.indymedia.org/article/8874

Forse una nota l’avrebbe meritata la consegna del premio Nebula per il
miglior racconto di fantascienza del 2010 al noto giornalista subalpino
Massimo Numa. In fondo è la prima volta che il prestigioso riconoscimento
dell’American Science Fiction Writers Association viene attribuito ad un
italiano e, sia pure d’adozione, torinese.
Se a questo si aggiunge la cottura e distribuzione gratuita di bugie fatte
in casa da una squadra di pinocchi con tanto di naso e cappello, il numero
speciale della Sbusiarda, realizzato dalla Rete No Sindone, andato a ruba,
la Samba Band scatenata e, ducis in fundo, il grande ritorno a Torino
della papessa, c’erano tutti gli ingredienti per una fitta cronaca.
Ne avranno notizia solo quelli che seguono i media alternativi e… i
coreani. La TV coreana, ha ripreso l’intera giornata, dando ampio spazio
all’iniziativa promossa da Torino Squatter e fatta propria anche dalla
Rete No Sindone, che ha così festeggiato la fine dell’invasione clericale.

Se non lo sapete l’avrete comunque capito, i quotidiani cittadini non
hanno scritto una parola. La manifestazione di ieri di fronte alle vetrine
de “La Stampa” in via Roma dava fastidio, molto fastidio.
Le voci libere, quelle che raccontano di una Torino che resiste agli
sgomberi, che non gradisce che una montagna di soldi pubblici siano stati
spesi per la mostra/mercato della chiesa cattolica, non devono trovare
spazio. Nessuno deve parlare di libertà, nessuno deve gettare ombra sul
mega show organizzato dalla banda Ratzinger, per recuperare consensi dopo
l’incresciosa fuga di notizie sulla pedofilia dilagante tra i preti.
Sapremo dai dati sulle iscrizioni alle scuole cattoliche – generosamente
finanziate dallo Stato - se ci sono riusciti.
Il loro silenzio, il silenzio dei bugiardi, beccati a leccarsi le dita
sporche di marmellata non cancella una bella giornata nel centro
cittadino. Via Roma che viene invasa da tanta gente che si prende tutta la
strada, trasformando il presidio di fronte alla Stampa, in un vero
happening, con i passanti del sabato che scendono a loro volta in mezzo
alle carreggiate, partecipando alla festa.

Facciamo un passo indietro.
Venerdì scorso due ragazzi, colpevoli di aver appeso uno striscione con la
scritta “liberi tutti” in un giardino pubblico, sono stati arrestati.
Erano nella zona rossa non ufficiale ma reale della città. Una zona rossa
che delimita l’area limitrofa al duomo, colonizzata per quasi due mesi dai
cattolici che vi hanno esposto un lenzuolo. Sacro, dicono loro. Certo
sacra era la consegna affidata a poliziotti e carabinieri che nessuna voce
critica dovesse penetrare il recinto del centro cittadino, ben oltre la
zona del duomo.
Men che meno si doveva sentire la voce di chi solidarizza con i sette
compagni privati della libertà per aver resistito alle cariche seguite ad
uno dei tanti sgomberi dell’inverno appena trascorso.
Massimo Numa, vero talento fantascientifico confinato tra le aride colonne
della cronaca, narrerà l’episodio su “La Stampa” come guerriglia urbana e
assalto ai pellegrini, guadagnandosi così il premio Nebula per la
straordinaria capacità di evocare e descrivere universi paralleli.

Per l’innata modestia che lo contraddistingue, Numa, non è intervenuto di
persona alla cerimonia di consegna del Nebula sabato 22 in via Roma.
L’incaricato dell’ASFWA, magnificamente coadiuvato dalla papessa, ha
consegnato il premio – una pergamena e un robocop a pile – al consulente
editoriale del noto cronista, la Questura di Torino. I funzionari dopo
alcuni momenti di titubanza, hanno preso in consegna il premio tra i
plausi della piccola folla raccoltasi intorno. Gli uomini
dell’antisommossa hanno garantito il servizio d’ordine schierandosi di
fronte all’ingresso de “La Stampa”.
Tra i tanti striscioni esposti in strada, oltre agli ormai classici
“Calabresi Busiard”, “Chi vuole dio se lo preghi e se lo paghi”, “Scherza
con i santi e lascia stare gli infanti”, è ricomparso “Mauro e Calabresi,
delinquenti quotidiani”, che un mese fa la polizia aveva cercato senza
successo di sequestrare.
La manifestazione è andata avanti sino alle 18,30. In tanti si affollavano
alla friggitoria da strada dove i pinocchi distribuivano le bugie. La
gente, per una volta se le è mangiate, invece di bersele dalla “Stampa”.
La busiarda - bugiarda, dicono da sempre sotto la Mole.

Nonostante le censure, le falsità diffuse ad arte, il fragoroso silenzio
alternato al baccano indecente della calunnia, c’è e sa farsi sentire
un’altra Torino. Laica, anticlericale, libera.

Per info e contatti:
Federazione Anarchica – Torino
corso Palermo 46 – ogni giovedì dalle 21
338 6594361 - fai_to at inrete.it