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Torino. Sul tetto del CIE da due giorni e due notti



Torino. Sul tetto del CIE da due giorni e due notti

Torino 20 luglio 2010. Continua la resistenza di Sabri, l’immigrato
tunisino sul tetto della sezione viola del CIE di corso Brunelleschi a
Torino. Va avanti giorno e notte anche il presidio solidale davanti al
muro del CIE, dove, nel corso della giornata, si sono avvicendati un
centinaio di antirazzisti.
Un immigrato che si trovava in isolamento è stato espulso nella mattinata
di martedì.
Durante la giornata quattro detenuti hanno accettato il trasferimento
dalla sezione viola, dove, oltre a Sabri, sono rinchiusi 16 immigrati
decisi a dargli man forte. Il pranzo in questa sezione è stato consegnato
solo alle 15. Intorno alle 17, dopo una veloce assemblea, una quindicina
di persone si è mossa verso l’ingresso di via Mazzarello per consegnare
acqua e the freddo, battendo i pali per farsi sentire dentro.
Uno striscione con la scritta “20 luglio 2001. Carlo assassinato dallo
Stato” è stato appeso al presidio, per ricordare che quel giorno, nove
anni prima un carabiniere aveva sparato in faccia ad un ragazzo di 23 anni
che manifestava contro i padroni del mondo.
In serata la Torino Samba Band ha suonato davanti al muro del CIE, poi si
è svolta una lunga assemblea.
Gli antirazzisti hanno ribadito la loro volontà di mantenere il presidio
permanente, moltiplicando le iniziative di informazione e lotta:
volantinaggi nei mercati e in città, per far conoscere una vicenda sulla
quale grava il silenzio dei media.
Giovedì alle 21 si sta pensando ad una manifestazione intorno al CIE.
L’invito per tutti gli antirazzisti è di trascorrere qualche ora al
presidio – importante – per chi può -esserci nelle prime ore del mattino.
Purtroppo nella mattinata di mercoledì 21 un altro immigrato, Maher, in
isolamento sin dal giorno precedente, è stato portato via.

Cronaca del 19 luglio, primo giorno di presidio:
http://piemonte.indymedia.org/article/9469

Foto e cronaca del 20 luglio:
http://piemonte.indymedia.org/article/9487

Per info:
noracism at inventati.org
338 6594361

Se un giorno ci chiederanno “dov’eravate quando la gente moriva in mare e
nel deserto? Dov’eravate ai tempi dei lager e delle deportazioni? Vorremmo
poter rispondere “ero lì, con gli altri, a resistere”.
Mettersi in mezzo è un’urgenza che parla a ciascuno di noi.
Se non ora, quando? Se non io, chi per me?