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La definitiva lotta per la libertà






“... se è lecito avanzare una profezia sulla politica che viene,
essa non sarà più lotta per la conquista o il controllo dello Stato
da parte di nuovi o vecchi soggetti sociali, ma la lotta fra lo Stato
e il non-Stato (l’umanità), disgiunzione incolmabile
delle singolarità qualunque e dell’organizzazione statale”.

da “Mezzi senza fine”, 1996, di Giorgio Agamben





Sono semplicemente commosso.

Stavo leggendo ed apprezzando un intervento di Leopoldo Bruno dal titolo "Pace Nostra" 
quando ho letto, citate, le parole di Agamben riportate qui sopra, le quali mi pare 
spieghino con magica sintesi la situazione d'indebita sudditanza globale dell'umanità ad 
una politica, corrotta ed incapace, che si mantiene in auge solo per il fedele sostegno 
fornito dagli statali, indicando quindi la naturale via per uscirne.

A mio avviso gli eventi stanno pian piano convogliando verso una terza guerra mondiale 
che stavolta non avverrà tra popoli diversi bensì, proprio come dice Agamben, tra 
l'umanità e lo Stato, ad essere più specifici aggiungo: tra esseri umani e statali, 
poiché non vi può essere Stato senza statali e chiunque si ponga al di sopra di un altro 
per spadroneggiarlo perde automaticamente ogni carattere di umanità.

Compito prioritario è dunque quello di far sì che questo processo di liberazione degli 
umani dagli statali si attui su un piano rigorosamente pacifico, legale e civile. Per 
ottenere ciò nulla di meglio vi è che produrre materiale letterario ed artistico in 
qualità e quantità tale da rendere più che evidente a chiunque la meravigliosa e nuda 
realtà delle cose:

in una democrazia
non vi è posto
per l'autoritaria
e bruta figura
dello statale.

Internet è il posto giusto dove avviare questo percorso evolutivo.
Internet siamo noi ed a noi spetta compiere questo lavoro iniziale.

Gli statali che sono qui, in questa stessa Lista, non tardino a prendere coscienza del 
loro essere complici di questa oppressione e riduzione in semi-schiavitù operata nei 
confronti del genere umano dalla truppa di statali di cui sono parte integrante. Oggi è 
tempo di ammettere le proprie responsabilità nel costituire questo fronte compatto che 
separa i cittadini dal potere. Oggi è tempo di dispiacersi, di scusarsi e di impegnarsi 
ad essere parte del cambiamento. Oggi è tempo di dire: sì, la Funzione Pubblica è un 
primario bene comune. Essa non può essere considerata come dispensatrice di meri posti di 
lavoro bensì è un necessario luogo d'incontro sociale dove costruire la comunità 
attraverso la partecipazione.


Danilo D'Antonio