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Torino. Sei anarchici alla sbarra



Torino. Sei anarchici alla sbarra

Il 24 settembre comincia il processo per sei compagni accusati di
imbrattamento di edificio storico in occasione delle iniziative torinesi
contro il G8.
Se la critica finisce in tribunale, è in ballo la libertà di tutti
Appuntamento alle 9 al palagiustizia, aula 82, primo piano, ingresso 22.

E, nel pomeriggio…
Venerdì 24 settembre punto info sui CIE.
Un’estate di lotte, fughe, rivolte
Ore 17,30 in via Po 16

Ricordiamo brevemente i fatti.
Il PM Antonio Rinaudo, indefesso cacciatore di anarchici, sprezzante del
rischio di cadere nel ridicolo, accusa sei compagni per “i delitti 81 cpv,
110, 639 comma 2 perché con più azioni esecutive di un medesimo episodio
criminoso (…) deturpavano e imbrattavano parte di un immobile sito in via
Fanti 17, facente parte di un edificio parzialmente costruito nel 1700 e
quindi ritenuto di interesse storico, luogo dove ha sede il centro
congressi dell’Unione Industriali di Torino”.
Una roba dal tono dannatamente serio. “Delitto”, “disegno criminoso”,
“deturpare ed imbrattare”.
D’altra parte i compagni, complici le norme approvate proprio lo scorso
con il pacchetto sicurezza, rischiano sino a tre anni di reclusione.

Facciamo un passo indietro.
Era il 7 luglio 2009. All’Aquila i padroni del mondo facevano la loro
passerella tra le rovine della città distrutta dal terremoto. La gente in
tenda circondata da uomini armati, i potenti in una caserma/fortezza
milionaria. Roba da brividi. Un G8 tra le macerie. Metafora reale di un
tempo segnato dalla ferocia e dalla forza, dalla guerra e dalla miseria,
dal banchetto di una minoranza di ricchiepotenti sulle spalle dei più.
L’arroganza nemmeno si maschera dietro la retorica, nemmeno finge i buoni
sentimenti.
L’Aquila è il simbolo inquietante di un futuro che è già presente.
Un’intera popolazione sotto controllo, mentre i soliti noti costruiscono
fortune “umanitarie”. Roba sperimentata fuori, tra Somalia e Albania e,
adesso, pronta anche per noi.

A Torino, quel 7 luglio, sul marciapiede di fronte all’ingresso
dell’Unione Industriali in via Fanti, vengono gettate mazzette di soldi in
una pozza rosso sangue. Sulla cancellata della palazzina che ospita
l’organizzazione dei padroni della città uno striscione bianco con la
scritta “G8: guerra, schiavitù, oppressione”, siglato FAI.
Sangue e soldi al palazzo dei padroni, la cifra di un mondo diviso tra chi
ha troppo e chi nulla, chi comanda e chi è obbligato a chinare il capo, ma
anche il segno della lotta e della resistenza che, ogni giorno, in ogni
dove, vede gli ultimi alzare la testa.

Un anno dopo scatta la vendetta. Pomodoro e soldi finti di fronte
all’ingresso dell’Unione Industriali diventano “imbrattamento e
deturpamento”, “delitto”, “disegno criminoso”. Il marciapiedi di via Fanti
si è trasformato un edificio storico del 1700!
Si rasenta il ridicolo. Peccato che quando i pagliacci recitano in toga
nelle aule di un tribunale ci sia poco da ridere.
Di questi tempi, veri tempi di guerra, la logica dei vari pacchetti
sicurezza, quella dell’emergenza permanente diventa il grimaldello che
chiude ogni residuo spazio per dire quel che si pensa, mettere alla
berlina i potenti, schierarsi dalla parte dei senza potere.
In questo paese vogliono tappare la bocca ad ogni voce scomoda,
trasformare in delitto ogni piccolo gesto di protesta simbolica. È un
fatto che, al di là della vicenda che ci coinvolge, dovrebbe inquietare la
coscienza dei più.
Giorno dopo giorno si restringono gli spazi di libera espressione: se la
critica finisce in tribunale, è in ballo la libertà di tutti.

Altre iniziative:
Mercoledì 22 settembre presidio No Tav in via Roma, nei pressi di galleria
S. Federico, dove, al civico 2, c’è la sede di LTF

Sabato 25 settembre parteciperemo alla giornata contro la repressione
organizzata dagli anarchici alessandrini. Da pomeriggio a sera, concerti,
mostre, interventi ai giardini della stazione (cavallo).

Federazione Anarchica Torinese
Corso Palermo 46 - La sede è aperta ogni giovedì dopo le 21
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