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Torino. Presidio e assemblea No Tav



Torino. Presidio e assemblea No Tav

Mercoledì 22 ottobre dalle 17,30 alle 20 presidio No Tav con aperitivo
condiviso in via Roma (civico 94), nei pressi della galleria S. Federico,
dove ha sede LTF, il general contractor per la Torino Lyon.
Ore 20,30 assemblea in via Garibaldi 13.
All’odg:
- prove tecniche di presidio No Tav a Torino
- assemblea informativa

Organizza la Rete No Tav “Torino e cintura sarà dura”

Viviamo a Torino e siamo No Tav

Il Tav – Treno ad alta velocità - è un opera inutile, dannosa, distruttiva.
Un’opera che ha già devastato mezza Italia. Ovunque inquinamento del
suolo, rumore insopportabile, perdita di fonti idriche, distruzione
irreversibile dell’ambiente, case abbattute, città spezzate in due da
muraglioni.
Ogni chilometro di linea costruita in Italia è costato la vita ad un
lavoratore.
Una montagna di soldi pubblici sono stati sottratti ai treni per chi
lavora, alle scuole per i nostri figli, ad una sanità decente per tutti… a
quello che serve per la vita di ciascuno di noi.
Ha guadagnato chi costruisce, i signori del cemento e del tondino, amici e
destra come a sinistra, abbiamo perso noi tutti.

Molti credono che il TAV Torino-Lyon sia solo un affare valsusino ma si
sbagliano: l’impatto dell’opera e dei cantieri che per 30 anni
sventreranno la nostra città sarà fortissimo.
Secondo il commissario straordinario per la Torino Lione, Mario Virano,
ben 250.000 torinesi si troveranno a fare i conti con i cantieri del Tav.
1 su 4 di noi.
Cagnardi, l’architetto che ha preparato il progetto per Torino ha chiamato
“birillo” una casa ad otto piani che si troverà sul percorso del Tav nella
nostra città. Che fine fanno i birilli lo sanno anche i bambini. Peccato
che in questo, come nei tanti altri “birilli” che il Tav incontrerà sulla
sua strada, ci abitino uomini, donne e bambini. Gente come tanta, che
magari ha fatto fatica a mettere insieme i soldi per una casa che verrà
espropriata a basso costo. E parliamo dei “fortunati”, perché gli altri,
quelli cui la casa non la tireranno giù, il Tav se lo vedranno (e
sentiranno) sfrecciare sotto il naso.

Ma… ne vale la pena - dice il sindaco, che ha dichiarato esplicitamente
che a Torino “i rischi di impatto sono più forti che in Valsusa”.
Chiamparino è convinto che dopo le inutili cattedrali olimpiche i torinesi
siano ormai rassegnati a tutto.
La retorica di chi vuole l’opera ad ogni costo è piena di due espressioni
ripetute come una pubblicità ossessiva perché ci entrino bene in testa:
“progresso” e “collegamento con l’Europa”. L’immagine è quella della
piccola Italia schiacciata dietro la catena alpina, mentre fuori corrono
veloci treni e autostrade: camion e vagoni pieni di biscotti, caramelle e
copertoni made in Italy che vanno in Francia mentre dalla Francia arrivano
biscotti, caramelle e copertoni made in France.
Ma… vale davvero la pena di inquinare l’aria e l’acqua, utilizzando fonti
energetiche inquinanti e limitate per così poco?

Torino era la città intorno alla fabbrica, poi le fabbriche le hanno
chiuse e ci hanno messo i centri commerciali, belli e luccicanti. Tanti di
noi faticano ad arrivare alla fine del mese, l’asilo per i nostri figli
costa troppo, dobbiamo fare sei mesi di coda per un esame medico.

La domanda che facciamo a tutti è semplice ma precisa: a noi, alla nostra
vita serve tutto questo?
I dati, confermati anche dai tecnici governativi dicono NO.
Invece chi ogni giorno prende il treno per andare a scuola o al lavoro
vorrebbe carrozze pulite, treni in orario, gabinetti nelle stazioni, più
sicurezza ma di queste “piccolezze” poco importa a chi ci governa, oggi
come ieri. Alla destra come alla sinistra.
In questi anni hanno ridotto drasticamente le spese per il trasporto
ferroviario. 95.000 lavoratori in meno, molte linee piccole ma preziose
tagliate come rami secchi, nessun investimento per la manutenzione mentre
miliardi sono stati spesi per l’alta velocità.
Viaggiare in treno è diventato ogni anno più pericoloso: incidenti come
quello di Viareggio sono il risultato di scelte scellerate che pongono in
secondo piano la salute e la vita di noi tutti.
Sui treni ci sono quelli della Freccia Rossa, passeggeri di serie A, e
passeggeri di serie B. È il viaggio all’epoca del Tav, un’opera pagata da
tutti ma riservata ai pochi che se la possono permettere.

Da ormai 20 anni, invece, i No Tav si battono per treni sicuri, puliti, a
basso prezzo per tutti.

Tav. I costi e le misure dello scempio

Il nuovo progetto per la tratta internazionale della linea ad alta
velocità tra Torino e Lyon è uscito in agosto. Il quadro che emerge è
terribile: una montagna di soldi – tutti pubblici – spesi per un’opera
inutile e devastante.

Ecco alcuni dati.
Secondo quanto dichiarato dal Commissario Straordinario per la
Torino-Lione, Mario Virano, i 260 km di linea costeranno 20 miliardi di
euro. 120 milioni al km!
1 cm di tav costerebbe 1.200 euro, come lo stipendio di un operaio.
12 cm di tav sono il suo stipendio annuale
4,8 m di tav valgono come 40 anni del suo lavoro

E questo è solo il preventivo, ma sappiamo bene che i costi dell’alta
velocità in Italia sono sempre lievitati - per la tratta Firenze-Bologna
quasi triplicati. In più la manutenzione di questo inutile e costosissimo
giocattolo costerebbe 700 milioni l’anno.
Vogliono fare altri 31 sondaggi per un costo di 15 milioni. Ma in questo
preventivo non sono calcolate le spese per i poliziotti incaricati di
presidiarli, perché i No Tav, appena ripartiranno li contesteranno e li
contrasteranno come lo scorso anno.

Dicono che la linea sarà sicura, ma non sanno bene come garantire la
sicurezza dagli incendi per una linea che, nella tratta internazionale, su
80 km, ne fa 76,2 in galleria. Non ci pare troppo rassicurante che alla
stazione di Susa abbiano previsto un “punto raccolta vittime” e un “centro
raccolta coinvolti”.

I cantieri dureranno minimo 20 anni. Questo tipo di cantieri comporta
traffico di mezzi a tutte le ore del giorno e della notte, rumore,
polveri, taglio delle falde acquifere, riducendo la qualità della vita di
chi ci abita.
I detriti degli scavi sono destinati a due punti raccolta, uno a Cantalupo
di Meana, l’altro a Prato Giò di Giaglione, da dove vorrebbero
trasportarli alla discarica di Carriere du Paradis al Moncenisio,
costruendo una teleferica di 9 km con carrelli di 9 tonnellate.
I 17 milioni di tonnellate di materiale estratto verrebbero spostati più
volte.
In base ad un primo calcolo ci vorrebbero:
- 812.868 viaggi a/r solo per la movimentazione del materiale estratto
(più altri 446.702 ove non utilizzati i nastri trasportatori), per un
totale di 9.302.234 Km
- 450 passaggi al giorno quindi solo per il materiale estratto, 19 all’ora
per 24 ore, uno ogni 3 minuti circa, giorno e notte, sulle 2 Statali e
sull’Autostrada, se i cantieri durano come programmato per “soli” 85 mesi
(se i camion sono da 40 tonnellate, perché se sono da 20 bisogna
raddoppiare).

Per i cantieri calcolano di usare 49.500 Kwatt di potenza e 5,9 milioni di
litri di acqua al giorno.
I danni alle falde sarebbero enormi. Badate bene che non lo dicono i No
Tav ma sono previsti dal progetto.
- Da 407 a 1040 litri al secondo di perdite di acqua al portale di Susa
per il tunnel di base; da 170 a 350 litri al secondo per il tunnel
dell’Orsiera, provocando così l’inaridimento delle montagne e del Parco
sovrastante, come già avvenuto al Mugello.

- 550.000 metri quadrati di terreni verrebbero espropriati solo tra Vaie,
Chiusa e Sant'Ambrogio, dove il cantiere avrebbe un’estensione pari
all’abitato di Sant’Ambrogio.
I 3 cantieri di Susa ovest, est e autoporto occuperebbero una superficie
di 30
ettari.
- 770 case sono a rischio perché si trovano al limitare della linea di
esproprio, perderebbero gran parte del loro valore a causa della vicinanza
della linea e dei disagi che essa provocherebbe ai residenti in termini di
inquinamento acustico e di polveri.
I rimborsi (dal 15 all’8%) sono previsti solo per chi ha la casa a meno di
250 metri dal cantiere. Per gli altri niente. In Francia viene invece
rimborsato interamente il valore antecedente dell’opera.

Presto uscirà il progetto per Torino e cintura, dove le case sono ben più
vicine, dove l’inquinamento è tale che siamo al secondo posto tra le città
più inquinate d’Europa.
Ne va della nostra salute, della già misera qualità della vita, intendiamo
permetterglielo? O ci metteremo in mezzo?
Fermare il Tav è possibile. Anche a Torino. E tocca a ciascuno di noi farlo.

Rete “Torino e cintura sarà dura”

Per info: notav_autogestione at yahoo.it
338 6594361