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Torino. Quelli della pummarola



Torino. Quelli della pummarola

Torino 24 settembre. È cominciato in tribunale il processo contro sei
anarchici accusati di aver imbrattato un edificio storico del ‘700.
La settimana precedente il punto info solidale in via Po aveva visto una
buona partecipazione di compagni e simpatizzanti.

I fatti.
Era il 7 luglio 2009, all’Aquila, tra le rovine della città distrutta,
prendeva l’avvio la riunione dei G8. I terremotati in tenda, circondati
dalla polizia, i potenti a banchetto in una ex caserma ristrutturata a
tempi record per l’occasione. Una beffa ed un insulto per le migliaia di
aquilani che avevano perso tutto: casa, affetti, lavoro. Il segno
dell’arroganza dei potenti, che riescono a fare teatro anche delle macerie
e del dolore.
A guadagnarci, era chiaro sin da allora, solo gli imprenditori del cemento
e del tondino, gli stessi che avevano edificato con sabbia e sputo il
“nuovo” ospedale del capoluogo abruzzese, crollato alla prima scossa di
terremoto.
Quello stesso giorno sul marciapiede antistante l’ingresso della sede
dell’Unione Industriali, in via Fanti 17, venne gettata una secchiata di
salsa di pomodoro, alcune mazzette di soldi finti, alcuni sacchi di
“monete”, alla cancellata venne legato uno striscione “G8: guerra,
schiavitù, oppressione”.

Un anno dopo questa vicenda è approdata in tribunale. Il PM vuole farcela
pagare ad ogni costo, anche a rischio del ridicolo, sostenendo che una
secchiata di pomodoro su un marciapiede sia “imbrattamento” di edificio
storico. L’edificio in questione, che pure non è stato toccato, è la
brutta palazzina anni ’50 che ospita l’organizzazione dei padroni della
città.
Nell’udienza di venerdì 24 la giudice ha acquisito la documentazione e
subito rimandato al 13 gennaio il processo.
Se credono di poterci tappare la bocca con la minaccia di una condanna a
tre anni si sbagliano di grosso.

Giovedì 14 ottobre riprende il processo “Borghezio”.

Arriva alla seconda udienza il processo che vede alla sbarra due anarchici
accusati di aver minacciato e diffamato l’europarlamentare leghista Mario
Borghezio.
Era la vigilia del 25 aprile 2009. Di fronte alla sede centrale della
Lega, in via Poggio, comparve un manichino appeso a testa in giù con le
fattezze di Borghezio. Una postura che ricordava quella di Mussolini a
piazzale Loreto. Un modo per dire che oggi il fascismo ha il volto della
Lega, il volto di uno come Borghezio, uno che disinfetta i vagoni dove
viaggiano le ragazze africane, uno che da fuoco ai ricoveri di senzatetto
rumeni sotto ad un ponte, uno che incarna oggi la violenza fascista.

Borghezio sarà presente all’udienza.
È importante essere in tanti a sostenere i compagni sotto processo.

Martedì 12 ottobre punto info solidale in via Po 16 dalle 17,30
Giovedì 14 ottobre appuntamento alle 11,15 al tribunale di Torino,
ingresso 22, aula 82, secondo piano.

Per info:
Federazione Anarchica Torinese – FAI
Corso Palermo 46 – la sede è aperta ogni giovedì dalle 21
fai_to at inrete.it – 338 6594361