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Torino. Scioperi, picchetti, reti solidali: le lotte degli immigrati



Torino. Scioperi, picchetti, reti solidali: le lotte degli immigrati

Martedì 26 ottobre
ore 21 – corso Palermo 46
incontro con alcuni lavoratori delle cooperative dell’hinterland milanese
e con gli antirazzisti che sostengono le lotte dei lavoratori immigrati a
Milano e dintorni.
Interventi di Fabio Zerbini e Antonio D’Errico del Comitato antirazzista
milanese.

Un’occasione per ascoltare dalla viva voce dei migranti e degli
antirazzisti le vicende di chi approda in Italia per afferrare una fetta
di futuro e trova lavoro nero, sfruttamento bestiale, caporalato, paghe da
fame. Sono uomini e donne che le leggi razziste obbligano a lavorare come
qui nessuno faceva più. Sono uomini e donne che hanno cominciato ad alzare
la testa lottando, facendo scioperi e picchetti.
Cresce la resistenza, cresce la repressione, crescono anche le reti solidali.

Di seguito la cronaca dello sciopero, con blocco delle merci e picchetto
dello scorso 18 ottobre  al magazzino Billa (ex Standa).

Milano, lunedì 18 ottobre. Siamo a Villamaggiore, dove ci sono i magazzini
della Billa – Ex Standa, in appalto alla cooperativa C.L.O. (Cooperativa
Lavoratori Ortomercato). La C.L.O. ha oltre 2000 dipendenti e gestisce una
buona fetta dell'ortomercato milanese di via Lombroso.
I lavoratori – in buona parte immigrati - sono in sciopero.
Il picchetto si forma davanti ai cancelli del polo logistico intorno alle
cinque e mezza del mattino. Ben oltre il centinaio i partecipanti: una
trentina di operai della C.L.O., altri trenta delle cooperative che
lavorano e Brembio, Liscate, Settala, Varedo e i licenziati di Cerro al
Lambro. A questi si aggiungono una cinquantina di solidali del comitato
antirazzista, del sindacato di base, dei centri sociali.
Sino alle 9 vengono bloccati ai cancelli sia i camion in uscita che quelli
in entrata: numerosi autisti sono solidali. Si forma una coda di un
chilometro.
I capi della cooperativa provano a spingere dentro gli indecisi, poi, per
limitare i danni decidono di deviare i camion verso altri magazzini.
Alle nove e mezza arrivano numerosi caporali della C.L.O.: ne nasce un
tafferuglio in cui una ventina di crumiri si infila. Poco dopo arrivano in
forze Digos e celerini, in tutto una novantina.
Alle dieci e mezza parte un’assemblea.
Gli operai che intervengono sottolineano gli scopi della lotta:
l’abolizione del cottimo e la restituzione dell’indennità di mensa.
Una lotta – e lo ribadiscono in molti – che ha tuttavia un senso più
ampio. La fine di un sistema – sancito dalle leggi sull’immigrazione – che
riduce in schiavitù i lavoratori stranieri.
Il direttore della cooperativa promette l’apertura di un tavolo di
trattative e l’azione termina. Gli operai decidono comunque di non
rientrare al lavoro, nonostante lo scioglimento del picchetto.
Va avanti – ogni giorno - la lotta per la dignità, il salario, la sicurezza.

Per approfondimenti:
http://senzafrontiere.noblogs.org/post/2010/10/19/milano-sciopero-picchetti-resistenza-operaia-alla-billa/

Per info e contatti:
Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46 – riunioni ogni giovedì dalle 21
fai_to at inrete.it - 338 6594361