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Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre)



Associazione per i popoli minacciati / Comunicato stampa in
www.gfbv.it/2c-stampa/2010/101124it.html

Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre) Lo stupro come arma di guerra: non c'è giustizia per le donne in Birmania e Darfur

Bolzano, Göttingen, 24 novembre 2010

L'Associazione per i Popoli Minacciati (APM) chiede l'incriminazione e la condanna di chi usa lo stupro come arma di guerra in Darfur e nelle regioni delle popolazioni minoritarie in Birmania. Nonostante in queste regioni la violenza sessuale venga usata da oltre cinque anni in modo sistematico e mirato come arma di guerra, gli istigatori e gli esecutori di questi crimini restano impuniti. Mentre la comunità internazionale ha adottato diverse misure concrete per porre possibilmente fine agli stupri sistematici commessi nella Repubblica Democratica del Congo, le donne nel Sudan occidentale e in Birmania attendono ancora che vengano prese serie misure contro questo crimine e contro i colpevoli e che vengano attivate misure concrete per la protezione delle donne.

Nei campi profughi del Darfur oltre un milione di donne sono a rischio. Particolarmente pericolosa è la situazione nei dintorni del campo profughi di Kassab (Darfur settentrionale) dove nell'autunno 2010 diverse donne hanno subito violenza sessuale. Le donne che subiscono violenza da combattenti e soldati hanno poche possibilità di ottenere giustizia. Per essere credute dalle autorità hanno bisogno di almeno quattro testimoni maschili, ma la maggior parte degli stupri avviene quando le donne sono insieme ad altre donne alla ricerca di legna da ardere. I colpevoli solitamente restano impuniti soprattutto perché le autorità non hanno alcun interesse a perseguire sistematicamente la violenza sessuale.

Dall'inizio del genocidio in Darfur nel 2003 la violenza sessuale viene utilizzata sistematicamente come arma da guerra per umiliare le donne musulmane e africane e per distruggere la società tradizionale. Le vittime solitamente non hanno il coraggio di denunciare la violenza subita e di parlarne apertamente. Manca inoltre una qualsiasi forma di assistenza psicologica e sociale delle vittime.

Anche nelle regioni abitate dalle popolazioni minoritarie della Birmania è ormai diffusa la violenza sessuale commessa da soldati e ufficiali dell'esercito. Nelle regioni abitate dai Karen dagli Shan sono stati documentati centinaia di casi. Donne e ragazze vengono torturate, violentate da gruppi di soldati e infine uccise a caso. La polizia e la giustizia birmana restano a guardare senza intervenire in alcun modo. Le organizzazioni di donne birmane chiedono quindi l'intervento di una commissione delle Nazioni Unite per documentare i crimini contro le donne commessi dalla giunta militare e per avviare l'incriminazione e la condanna dei colpevoli.

Vedi anche in gfbv.it: www.gfbv.it/2c-stampa/2008/081124it.html | www.gfbv.it/2c-stampa/2010/101109it.html | www.gfbv.it/2c-stampa/2010/101104it.html | www.gfbv.it/2c-stampa/2010/101102it.html | www.gfbv.it/2c-stampa/2010/101014it.html | www.gfbv.it/2c-stampa/2010/101026it.html | www.gfbv.it/2c-stampa/2010/101005it.html | www.gfbv.it/2c-stampa/2010/100817it.html | www.gfbv.it/2c-stampa/2010/100728it.html | www.gfbv.it/3dossier/africa/darfur-it.html | www.gfbv.it/3dossier/africa/darfur-man.html | www.gfbv.it/3dossier/asia/burma/burma-1it.html | www.gfbv.it/3dossier/asia/burma/birmania.html | www.gfbv.it/3dossier/asia/burma/burma-shan-it.html in www: www.freeburma.org | www.freeburmacoalition.org | www.justice4darfur.org | www.wantedforwarcrimes.org | www.hrw.org/doc?t=africa&c=sudan