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CIE. Sommossa a Gradisca, labbra cucite a Modena



CIE. Sommossa a Gradisca, labbra cucite a Modena

Giovedì 24 febbraio. Questa mattina i reclusi del CIE hanno dato fuoco ai
materassi, danneggiando gravemente quattro stanze della zona blu. Una
decina di immigrati sono stati pestati dalla polizia.
A dieci giorni dall’ultima protesta il Centro torna ad infiammarsi: fanno
da detonatore le condizioni di vita sempre più dure, la mancanza di
coperte, il cibo scadente, la voglia di libertà che alita sempre forte tra
le gabbie dei senza carte.

Al CIE di Modena un ragazzo tunisino si è cucito le labbra. A darne
notizia è lo stesso Daniele Giovanardi, il responsabile del Centro
modenese, gestito dalla Misericordia. Giovanardi, con sconcertante
ipocrisia, teme che altri possano seguirne l’esempio e si dichiara
impotente di fronte ad un problema “più grande di noi”. Sono mille i
trucchi e gli inganni dei ben pagati aguzzini dei lager della democrazia,
sempre a caccia di un alibi per quanto succede ogni giorno nei CIE.
Il ragazzo che si è cucito le labbra è uno dei tanti che sono sbarcati la
scorsa settimana in Italia. Chiede di essere liberato perché esule
politico.

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