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Re: La Ministra Gelmini distrugge la scuola. Documento da inviare e diffondere se condiviso



Caro Colombo,ho utilizzato il termine "utopia" pensando,appunto,ad una finalità non realizzata,negata,in questo momento storico italiano.
Ho pensato il piano Gelmini,di dismissione della scuola pubblica,come parte di un progetto finalizzato al far diventare i diritti del cittadino (anche il diritto allo studio) utopia,etimologicanente:cose " non di questo luogo".

--- Sab 19/3/11, Arrigo Colombo <arribo at libero.it> ha scritto:

Da: Arrigo Colombo <arribo at libero.it>
Oggetto: Re: La Ministra Gelmini distrugge la scuola. Documento da inviare e diffondere se condiviso
A: "Cristina Veronesi" <chveronesi at yahoo.it>, dirittiglobali at peacelink.it
Data: Sabato 19 marzo 2011, 23:29

Cara Cristina, non capisco bene. Dunque il diritto allo studio come utopia; cioè, nel senso autentico, come punto da raggiungere da una società di giustizia, che fa giustizia alla persona promovendola culturalmente, e quindi professionalmente. Ma che c'entra con l'azione distruttiva Gelmini? la quale sarebbe contro il diritto allo studio che gonfierebbe la scuola? Ma ciò è falso perché la scuola non è gonfia, come rilevato dai dati OCSE citati.
Un saluto da Arrigo Colombo
 
 
----- Original Message -----
Sent: Tuesday, March 15, 2011 4:49 PM
Subject: Re: La Ministra Gelmini distrugge la scuola. Documento da inviare e diffondere se condiviso

Forse,l'utopia è il diritto allo studio,in questo momento storico italiano.

--- Mar 15/3/11, Laboratorio Eudemonia <eulab at hyperlinker.com> ha scritto:

Da: Laboratorio Eudemonia <eulab at hyperlinker.com>
Oggetto: Re: La Ministra Gelmini distrugge la scuola. Documento da inviare e diffondere se condiviso
A: dirittiglobali at peacelink.it
Data: Martedì 15 marzo 2011, 15:29




On 15/03/2011 at 12.23 Arrigo Colombo wrote:

> Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull'utopia,
>Università di Lecce




Non riuscivo a capire di quale utopia tu parlassi.
Oggi finalmente mi appare chiaro: l'utopia del posto pubblico a vita.


Gentili Presenti, riflettiamo insieme: in una società giusta, se una persona vuole un posto fisso aprirà una sua bottega, di artigiano, commerciante, artista, qualsiasi cosa ma sempre e comunque un'attività che egli e chiunque altro possa considerare a tutti gli effetti sua.

Al contrario i posti pubblici, che pertengono e sono addirittura di propietà collettiva, non possono che essere condivisi. "Pubblico è di tutti": questa è la consapevolezza che gira per l'Europa ed il mondo intero:

http://www.hyperlinker.com/ars/de_todos.htm

"Privado é de alguns": ciò che è privato invece è di alcuni.

Quindi, sempre in una società giusta, chi vuole un posto fisso se lo trova da solo, apprendendo una qualche arte, mettendo a frutto una sua capacità. Ma ciò che è pubblico, non solo la scuola ma tutta la Funzione Pubblica, sono un bene comune che tra tutti va condiviso.

La Gelmini certamente non conosce i principi di una società giusta e sbaglia su tutta la linea. Ma è sicuro che nemmeno gli statali la conoscono. I cittadini prendano coscienza che non esiste solo la Gelmini e gli statali. Esistono soprattutto i cittadini, i semplici esseri umani, che in una Repubblica e Democrazia se la possono cavare benissimo da soli senza la Gelmini e senza gli statali.


T'è capì, Professor Colombo?


Danilo D'Antonio










































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