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! ! ! R E G I M I ! ! !





>India, NO Nucleare: spari sulla folla
>*Repressa nel sangue una manifestazione * contro la più grande centrale
>nucleare del mondo (9.900 MW) che *Areva* sta costruendo nei pressi
>Jaitapur, nello stato centrale del Maharashtra. Le proteste erano già
>partite nei mesi scorsi. Il recente disastro di Fukushima ha aggravato
>ulteriormente la tensione http://retedeicittadini.it/?p=11545

Abominevole! Ma leggiamo quanto accade un tantino più ad occidente:

>Ungheria, Costituzione ultraconservatrice
>Dio, etica e bavaglio a stampa e pm
>Il testo approvato ieri tra le polemiche dell'opposizione.
>Che accusa: il premier Orban vuole istituzionalizzare la dittatura
http://www.repubblica.it/esteri/2011/04/19/news/ungheria_costituzione-15118085/?ref=HREC1-7




Ebbene, si vorrebbe proprio vedere come farebbe
il regime indiano a reprimere una manifestazione
ed il premier Orban ad attuare la sua dittatura
se quanto segue venisse affermato anche solo da NOI
qui presenti tutti. Perché non serve Berlusconi,

BASTIAMO NOI, BASTA LA NOSTRA ONESTA', A CAMBIARE IL MONDO!





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Magica Internet: riapre il cuore alla fiducia!
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Mai come di questi tempi si sono visti gli statali così impegnati. Giustamente attaccati 
tanto da destra quanto da sinistra, sono tutti così intenti a mostrare quanto sono 
indispensabili al punto che si rischia di credere ai loro fitti comunicati. Fatto è che 
la scuola ed i servizi veramente pubblici, da loro vantati, finora noi cittadini non 
abbiamo MAI avuto il piacere di conoscerli. A tutt'oggi abbiamo invece conosciuto solo la 
scuola ed i servizi di regime in mano agli statali.


Infatti:

- un conto sono i servizi imposti alla popolazione dagli assunti a vita nella Cosa 
Pubblica;
- tutt'altro conto sarebbero i servizi offerti a turno da cittadini preparati.

I servizi attuati dagli statali sono i classici servizi ammanniti dal regime.
I secondi sarebbero i veri servizi pubblici perché gestiti direttamente dai cittadini per 
loro stessi.


Non son forse gli statali a curarci con la chimica e non con i frutti della natura? Non 
son forse gli statali a proibirci di far uso delle erbe più preziose per la cura e la 
salute, criminalizzando ingiustamente tante persone e giungendo a rinchiuderle in carceri 
inumane?

Non son forse gli statali a non informarci ancora oggi correttamente? Non son forse gli 
statali a far sì che nessuno sappia nulla dell'imponente fenomeno demografico (che 
comanda quisquillie come l'intera economia del pianeta e l'inflazione), a far sì che 
attorno ad esso ancora non si sviluppi l'abbondante attenzione e cultura che esso merita?

Non son forse gli statali a continuare a chiamare "religione" ciò che è in massima parte 
superstizione, ciò che letteralmente impedisce l'affermarsi di una autentica, genuina 
cultura religiosa?

Non son forse gli statali a farci credere che la democrazia coinvolga il solo ristretto 
ambito decisionale, di Governo, e non pure quello ben più ampio e corposo delle mansioni 
pubbliche?

Non son forse gli statali a controllarci e schedarci ad ogni passo senza alcun rispetto 
per la sfera personale, non son forse gli statali a far sì che nessuno sia più padrone 
nemmeno a casa sua?

Non son forse gli statali a decretare l'imperio della legge al posto dell'amore per la 
giustizia, a far sì che chiunque possa essere risucchiato e scomparire nell'incubo senza 
fine dei tribunali in mano alla sacerdotale casta dei magistrati a vita, invece che 
ricevere subito giustizia da probiviri scelti a turno tra la popolazione?

Non son forse gli statali a supportare i politici, a permettere che essi continuino a 
fare il procio (di ulissea memoria) comodo loro, a scrivere leggi richieste dalle lobby e 
non dal popolo, leggi che invece mai avrebbero dovuto essere manco immaginate? Non son 
forse gli statali a mantenere in vigore questo disonesto sistema e ad emarginare noi 
cittadini dal nostro stesso potere?

Non son forse gli statali a far sì che quasi tutti al mondo abbiamo perso la fiducia? Se 
questa è la democrazia, se questo è il meglio possibile, a che serve continuare a vivere? 
Meglio morire che vivere sottomessi agli statali! I nostri figli non si ubriacano, non 
perdono il senno, non giungono a volte a suicidarsi per questo scandaloso modo, tutti 
contro tutti, in cui, per il decisivo tramite degli statali, è impostata la società?


Statali? No grazie. Mai più! Il loro tempo finì con la fine della seconda guerra 
mondiale, con la fine dello STATO fascista dal quale la figura dello STATALE fu concepita 
per fini di controllo e sottomissione della popolazione. Oggi è invece tempo di liberi 
cittadini che si alternano secondo competenza ed esperienza nella loro propria Funzione 
Pubblica (il Popolo è sovrano!) così come vogliono Democrazia e Repubblica, così come non 
può non auspicare chiunque rispetti gli altri ed ami libertà.


Per decenni la cronaca e l'arte, dal romanzo al cinema, ci hanno informato su come sono 
stati selezionati un enorme numero di statali: con un atto di corruzione, con la famosa 
raccomandazione, col baratto del posto pubblico fisso con la preferenza elettorale. "Io 
ti assumo a vita, tu mi voti a vita". Con un atto di corruzione! così è cominciato per 
tantissimi il "loro" impiego pubblico. In quale altro modo può essere continuato? Che 
genere di educazione hanno potuto dare costoro ai nostri figli, che genere di servizi ci 
hanno imposto?

Ora basta. Finora non c'era Internet, finora pur sapendo non potevamo far nulla. Ma ora è 
tempo di dissolvere l'indegna struttura autoritaria di una Funzione Pubblica proprietà 
privata degli statali, vero blocco di ogni progresso. Ora è tempo di alzarci in piedi ed 
affermare di continuo, fintantoché non avremo raggiunto il nostro scopo:

Fuori gli statali dalla Cosa Pubblica.
Dentro a rotazione cittadini preparati.


Danilo D'Antonio

Monti della Laga
Italia  Centrale

tel. 339 5014947



I due principi della Democrazia mai divulgati dagli statali:

1) quanto di pertinenza e proprietà della Collettività va condiviso,
2) quanto di pertinenza e proprietà della Persona va rispettato.


http://www.hyperlinker.com/ars/sant_innovazio.htm