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Torino. Presidio solidale con i lavoratori TNT in lotta a Piacenza



Torino. Presidio solidale con i lavoratori TNT in lotta a Piacenza

Giovedì 21 luglio
presidio solidale
con i lavoratori TNT in lotta a Piacenza
Appuntamento alle 18,30,
alla TNT di Settimo Torinese, in via S. Giorgio 1

La TNT Traco è una multinazionale della logistica che, grazie al sistema
di caporalato legalizzato che si è imposto nel nostro paese, sfruttano
all’osso i lavoratori senza neppure sporcarsi direttamente le mani.
A Piacenza i lavoratori delle due cooperative Stella e Vega del gruppo
GescoNord sono in lotta da settimane. Dopo due scioperi con blocco dei
camion in entrata ed in uscita, dopo due tavoli di trattativa, al di là di
qualche vaga promessa, non hanno ottenuto che minacce di licenziamento e
una serrata padronale che ha tenuto fuori i lavoratori che avevano
partecipato a scioperi e picchetti.
Sono lavoratori in gran parte immigrati dall’Egitto e dal Marocco. Come
tutti gli immigrati rischiano molto di più dei loro colleghi europei,
perché se perdono il lavoro perdono anche il permesso di soggiorno
ripiombando nella clandestinità dalla quale erano usciti a fatica.
Nonostante il rischio hanno deciso di lottare, perché sono stanchi di
soprusi, lavoro nero e a chiamata, perquisizioni corporali all’uscita
dello stabilimento.
Non chiedono la luna. Vorrebbero solo l’applicazione del contratto
nazionale del settore commercio, sistematicamente non applicato dalla
cooperative, vorrebbero ricevere i soldi in busta e non a mano, vorrebbero
orari e ritmi di lavoro più dignitosi.
Alla TNT di Piacenza i lavoratori sono costretti a ritmi massacranti,
intervallati da pause imposte e non retribuite. Funziona così: lavori come
una bestia per quattro soldi, poi ti fermi quando dico io e non prendi un
euro. Se fai casino, se protesti, il giorno dopo il caporale dimenticherà
di chiamare proprio te.
Alla TNT di Piacenza ogni mattina ed a ogni inizio turno tutti i soci
lavoratori delle cooperative, che hanno l’appalto per la movimentazione
merci (carico e scarico dei camion che portano la corrispondenza) si
presentato ai cancelli: alcuni entrano, gli altri restano fuori. È il
nuovo caporalato tipico di tante cooperative della logistica.
In Italia solo i più anziani ricordano il tempo che i lavoratori si
radunavano nei posti stabiliti dai caporali, sperando di essere chiamati,
sperando di mettere insieme il pranzo con la cena.
Ci sono voluti decenni di lotte durissime per porre fine a questa
vergogna, che sta ritornando.
Ne sono vittime i lavoratori più deboli e ricattabili, come gli immigrati,
ma in prospettiva in rapido avvicinamento, prima o poi, toccherà a tutti.
Se non ci mettiamo di mezzo, se non lottiamo, se non scioperiamo ed
interrompiamo la produzione e gli scambi, se non facciamo male al padrone,
sarà lui a bastonare. I padroni, quando possono, quando nessuno li
contrasta, pestano e pestano duro.
A Piacenza, nonostante le minacce continue, nonostante la promessa di 100
euro a chi avesse riconsegnato la tessera del sindacato, i circa 300
lavoratori di Stella e Vega hanno deciso di tenere duro. Mantengono un
presidio permanente davanti ai cancelli dello stabilimento e giovedì 21
luglio hanno deciso una nuova giornata di lotta.

Le lotte crescono e si rafforzano grazie alle solidarietà.
Invitiamo tutti a partecipare al presidio di giovedì alla TNT di Settimo
Torinese

Approfondimenti sulla lotta alla TNT sul blog:
http://senzafrontiere.noblogs.org/

Per info e contatti:
338 6594361
fai_to at inrete.it