[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

L'Europa a una svolta: sarà la democrazia o la finanza a decidere il futuro?



Editoriale del manifesto, 27 novembre 2012
 
 
L’Europa a una svolta
 
di Mario Pianta
 
 
Oggi, a mercati chiusi, potrebbe arrivare una notizia che cambia la direzione della crisi 
europea. Angela Merkel potrebbe annunciare che la sua proposta di “Trattato di stabilità 
europea” offre una garanzia comune per i titoli pubblici dell’area dell’euro, in cambio 
di uno stretto coordinamento delle politiche di bilancio. Mario Draghi potrebbe 
annunciare che la Banca centrale europea acquisterà senza limiti i titoli pubblici 
dell’area euro messi sul mercato. Lunedì – immediatamente - finirebbe l’anno e mezzo di 
speculazione finanziaria contro l’Europa, i tassi d’interesse per i paesi in difficoltà – 
dalla Grecia alla Francia – crollerebbero ai livelli tedeschi, le banche europee 
tirerebbero il fiato, le Borse e l’euro balzerebbero in alto. L’Italia tornerebbe (più o 
meno) a funzionare, la spesa pubblica non dovrebbe finire soprattutto a pagare gli 
interessi sul debito alla speculazione, si riaprirebbe uno spazio per la politica.
E’ improbabile che questa notizia arrivi. Nella proposta di Angela Merkel potrebbe 
esserci soltanto il controllo europeo sulle politiche di bilancio, ancora lacrime per i 
“colpevoli” debitori europei. Mario Draghi e la Bce potrebbero lasciar salire i tassi 
d’interesse sul debito di mezza Europa a livelli da usura. I risultati sarebbero 
un’esplosione degli spread, la caduta delle Borse e dell’euro, le agenzie di rating 
declasserebbero il debito di altri paesi, Francia compresa, si precipiterebbe nella 
recessione. Saremmo all’implosione dell’euro, alla disintegrazione dell’Europa.
La decisione su quanto accadrà verrà da Berlino. E’ stata espropriata ai cittadini 
europei: non sarà la democrazia a decidere il futuro del nostro continente. E’ stata 
espropriata dal potere illimitato lasciato alla finanza, da un’imposizione delle 
politiche liberiste tanto ossessiva da lasciare increduli economisti e giornali americani 
e inglesi. E’ stata espropriata dal potere della Germania e dalla cecità di un’élite 
tedesca che rischia di avviare l’autodistruzione dell’Europa. Sarebbe la terza volta in 
un secolo; a ricordarci che “il pangermanesimo è qualcosa che deve essere superato” fu 
nel 1984 il ministro degli esteri Giulio Andreotti. Sta qui la svolta per l’Europa di 
oggi.


Mario Pianta, Università di Urbino; Centro Linceo Interdisciplinare, Accademia dei Lincei 
http://works.bepress.com/mario_pianta

www.peacelink.it