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Punti per una riforma del lavoro su cui impegnarsi. Documento da inviare e diffondere se condiviso



 
Movimento per la società di giustizia e per la speranza
Cari amici
                il Movimento ha preparato questo documento contro le assurde pretese della Lega; per il quale chiede il vostro aiuto nell'invio e nella diffusione. Il documento può sempre essere fatto proprio o anche modificato. Gli indirizzi:

Segr. CGIL Susanna Camusso,  segreteria.epifani at cgil.it

Segr. CISL Raffaele Bonanni,  segreteriagenerale at cisl.it

Segr. UIL Luigi Angeletti, info at uil.it  
Un saluto fraterno da Arrigo Colombo
 

Movimento per la Società di Giustizia e  per la Speranza

Lecce

 

Ai Segretari di CGIL, CISL, UIL

Susanna Camusso, Raffaele Bonanni, Luigi Angeletti

 

Punti per una riforma del lavoro su cui impegnarsi

 

Di fronte al tentativo del Governo di una presunta riforma del lavoro in termini di flessibilità

e di mobilità, cioè di due forme della precarietà:

 

il Sindacato deve capire, e far capire ai governanti,

che il lavoro stabile è un diritto fondamentale della persona umana,

senza del quale essa (e con essa la famiglia) viene abbandonata alla precarietà,

viene menomata nella sua dignità e nel suo stesso essere;

 

che assicurare un lavoro stabile ai cittadini è un dovere fondamentale dello stato;

poiché lo stato si genera da una cessione di diritto del cittadino,

e questa cessione avviene in ordine alla tutela e promozione del cittadino stesso,

tutela e promozione che si realizzano anzitutto nel lavoro, da cui dipende la soddisfazione di ogni bisogno umano;

 

altro che la “monotonia” di Monti, il quale ha avuto sempre un lavoro stabile come professore universitario;  e la derisione del posto fisso.

 

Perciò ecco alcuni punti per la riforma del lavoro:

1. Anzitutto garantire un lavoro stabile, anziché facilitare il licenziamento;

2. Riformare la legge Biagi, che favorisce il lavoro precario (i precari sono circa 4 milioni);

3. Introdurre il salario minimo garantito, come in Francia (dove per il 2012 è di euro 1096,94 netti mensili); e la pensione minima garantita, o si preferiscono certe attuali pensioni da fame?

4. Colmare il divario tra i salari italiani e quelli dei maggiori stati europei (circa il 30%; per Germania e Inghilterra il 50%);

5. Ridurre la settimana lavorativa: se la produttività si è raddoppiata, l’orario di lavoro dovrebbe dimezzarsi, dalle 40 alle 20-24 ore settimanali (6 ore al giorno per 4 giorni); e ci sarebbe anche lavoro per tutti. O almeno introdurre le 35 ore, come Jospin in Francia.

 

Il Sindacato deve spiegare al Governo, e al suo gruppo di professori e di banchieri,

il significato umano del lavoro, il diritto umano del lavoratore;

su cui non si può decampare.

Deve anche spiegarlo a livello europeo, alla Commissione, agli altri sindacati.

Lecce, febbraio 2012

                                                                        Per il Movimento, il Responsabile

                                                                                Prof. Arrigo Colombo

 

Arrigo Colombo, Centro interdipartimentale di ricerca sull’utopia, Università di Lecce

Via Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel/fax 0832-314160

E-mail arribo at libero.it/ Pag  web http://digilander.libero.it/ColomboUtopia