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Valle Susa. La resistenza continua



Valle Susa. La resistenza continua

Martedì 28 febbraio. Sono trascorse 24 ore dall'attacco ai No Tav. Mille e
cinquecento uomini in armi si sono radunati in Val Susa per allargare il
fortino/cantiere della Maddalena. E ci sono riusciti. Non avrebbe potuto
essere altrimenti, perché la violenza dello Stato, quando si dispiega in
tutta la sua arrogante sicumera può sradicare alberi, spianare terreni,
ignorare le proprie stesse leggi. Non si fermano di fronte a nulla,
nemmeno all'assassinio.
I giornali di oggi si distinguono nella disinformazione e nella calunnia,
utilizzando, censurandola, la diretta a radio Blackout di Luca dal
traliccio.
Di fronte alle ragioni della forza si erge tuttavia la forza delle
ragioni, le tante ragioni dell'opposizione al Tav, alle grandi opere
inutili, ad un sistema legale di drenaggio di denaro pubblico a fini
privati. Le ragioni di tanti uomini, donne, ragazzi, anziani che hanno
deciso che la misura era colma. Da ieri l'autostrada A 32 è occupata dai
manifestanti che hanno eretto barricate e allestito cucine da campo.
Le statali sono congestionate, le auto procedono a fatica, ma la gente
imbottigliata esprime solidarietà ai No Tav ai blocchi.
Questa notte a Salbertrand, in alta Valle, il blocco per ostacolare il
cambio dei mezzi provenienti dal Sestriere, è stato attaccato da oltre
quaranta blindati della polizia. Hanno usato idranti e sparato gas sino a
saturare l'aria, inseguendo i No Tav sin dentro il paese. Non hanno però
fermato nessuno: le porte delle case si sono aperte per dare rifugio ai
resistenti. Una tazza di the e il calore di una casa, che si apre di
fronte ai partigiani della Val Susa, a quelli del paese e della bassa
valle come a quelli venuti da lontano.
Ieri nelle scuole elementari le lezioni si sono interrotte più volte,
perché i bambini volevano notizie di Luca, perché sono bambini cresciuti
bene, respirando l'aria dei presidi, delle manifestazioni. Un movimento
che lotta perché il futuro per chi viene dopo sia migliore del presente
terribile in cui siamo forzati a vivere.
Anche Luca resiste al CTO. Le sue condizioni continuano lievemente a
migliorare, anche se la prognosi resta riservata.
Vale la pena ascoltare la testimonianza di Barbara, che ieri mattina era
in Clarea. Barbara è una compagna medico chiamata per soccorrere Luca, cui
i poliziotti hanno impedito di passare. Ha rilasciato un'intervista a
Radio Onda Rossa.

per info:
http://anarresinfo.noblogs.org