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Torino. Incontro antipsichiatrico



Torino. Incontro antipsichiatrico

Nell’assemblea dello scorso 16 novembre “La psichiatria uccide. Il caso di
Francesco Mastrogiovanni” è scaturita la proposta di un ulteriore incontro
per discutere della possibilità di dar vita anche a Torino ad
un’esperienza di resistenza alla psichiatria, che riesca a rendere meno
opache le mura dei repartini, dei luoghi dove l’arbitrio psichiatrico
continua a macinare le vite da tanti uomini e donne. Occorre fare
informazione, occorre lottare.
A quarant’anni dalla chiusura dei manicomi la psichiatria continua a
torturare e, qualche volta, anche a uccidere.
In parlamento da tempo c’è un progetto di legge per far riaprire le
prigioni per i “matti”, discariche sociali per contenere e reprimere gli
incompatibili.

Per discuterne ci incontriamo
martedì 27 novembre alle ore 21
in corso Palermo 46

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Altre iniziative:

Venerdì 30 novembre
Assemblea contro la repressione
interverranno gli avvocati Eugenio Losco e Mauro Straini di Milano e
alcuni imputati nei processi No Tav e antirazzisti
ore 21 in corso Palermo 46

Processi ai No Tav, agli antirazzisti, agli antifascisti…
…non si contano più i procedimenti penali che coinvolgono attivisti
politici nel nostro paese

Quando lo Stato non può o non vuole più usare ammortizzatori del conflitto
sociale, la parola passa alla repressione.
In piazza i poliziotti pestano gasano torturano. Poi parte il lavoro delle
procure.

Con il pretesto dell’emergenza - rifiuti, sicurezza, terremoto - hanno
militarizzato il territorio, piazzato i soldati nelle strade, nei CIE, nei
cantieri.
L’apparato sanzionatorio dei vari “pacchetti sicurezza” legittima i
sindaci ed i loro vigili urbani a comportarsi come sceriffi ed a
moltiplicare i divieti.
La normativa sull’immigrazione si è configurata come nuova legge razziale.
I provvedimenti legislativi che hanno dato corpus giuridico ad un diritto
diseguale, sono un’aberrazione anche per chi crede nell’universalismo
liberale.
Certo. Senza solide basi materiali eguaglianza e libertà sono solo vacui
principi: la distanza tra la forma e la sostanza è comunque molto grande.
Tuttavia la sanzione giuridica della disuguaglianza ha avuto una valenza
simbolica e reale enorme. Un modello esteso anche agli oppositori politici
e sociali.

L’azione della magistratura ha operato una vera torsione del diritto,
introducendo di fatto il criterio della responsabilità collettiva.
L’utilizzo di un reato da tempi di guerra come “devastazione e
saccheggio”, il moltiplicarsi di procedimenti basati sui reati associativi
costruiti intorno alle lotte, la supposizione che basti andare ad una
manifestazione per essere responsabili di quanto vi capita, sono i perni
intorno ai quali sono stati operati arresti, rinvii a giudizio, condanne.
La scelta dei soggetti da colpire, costruita sui dossier delle polizie
politiche, la digos e i ros, consente operazioni apparentemente “neutre”,
in realtà ben mirate.

Gli spazi di contestazione politica e sociale sono stati colpiti in modo
drammatico, investendo le pratiche di lotta dei movimenti.
È la democrazia. Reale.

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Lunedì 3 dicembre
Manifestazione No Tav a Lyon
in occasione del vertice Monti/Hollande
ore 14 Place Brotteaux

per info: http://anarresinfo.noblogs.org