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[vigilanzademocratica] Russo Spena risponde all'Appello: Cosa deve ancora accadere perché il VII Reparto mobile di Bologna venga smantellato?



Inoltriamo una prima importante risposta al nostro appello che speriamo venga raccolto e condiviso da molti altri e che speriamo possa contribuire ad una battaglia di civiltà sempre più necessaria.


From:
Giovanni Russo Spena
To: Vigilanza Democratica <vigilanzademocratica at yahoo.com>
Sent: Thursday, January 24, 2013 9:46 AM
Subject: Re: [vigilanzademocratica] VII Reparto mobile di Bologna - Appello alla società civile


Gentile redazione, sono completamente d'accordo con le motivazioni e con gli obiettivi, che sono anche i nostri: scioglimento del VII reparto mobile, reato di tortura nel codice penale, targhetta identificativa degli agenti ecc. (vedi uccisione di Cucchi, Aldovrandi, ecc., "macelleria sociale a Genova, ecc.).
Saremo insieme in denunzie ed iniziative.    
Giovanni Russo Spena  responsabile Giustizia del PRC



Cosa deve ancora accadere perché il VII Reparto mobile di Bologna venga smantellato?
Appello alla società civile
 
Il 18 gennaio 2013 il Tribunale di Verona ha assolto 8 agenti del VII Reparto mobile di Bologna (Luca Iodice, Antonio Tota, Massimo Coppola, Michele Granieri, Bartolomeo Nemolato, Ivano Pangione, Vladimiro Rulli e Giuseppe Valente) dall’accusa di lesioni gravissime ai danni di Paolo Scaroni, ultras del Brescia 1911 che il 24 settembre 2005 nella stazione di Porta Nuova ha rischiato di essere ucciso nel corso di cariche ingiustificate contro i tifosi in rientro dalla trasferta. Oggi Paolo è totalmente invalido e non si sa neppure se potrà essere avviata una causa per il risarcimento del danno. [leggi tutto]

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Approfittiamo di questo invio per far conoscere ai nostri lettori la lettera che Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, ucciso da 4 agenti della polizia di Stato (Forlani, Pollastri, Pontani e Segatto) a Ferrara il 25 settembre 2005, scrive a Monti, nell’attesa di sapere a breve l’esito dell’inchiesta disciplinare interna avviata contro di loro.
Il tribunale di sorveglianza potrebbe decidere sospensione dal lavoro per i 4 assassini in divisa, ma anche che essi possano scontare i sei mesi di condanna in affido ai servizi sociali e in tal modo una volta saldata automaticamente anche la sanzione disciplinare tornare in divisa ai loro posti di lavoro.   
 
 
«Caro Presidente del Consiglio dei ministri,
Mi chiamo Patrizia Moretti.
Lei non mi può conoscere ma il suo ministro degli Interni mi conosce eccome!
Io ho il grande torto , la grandissima colpa di avere avuto un Figlio, appena maggiorenne, incensurato ucciso da 4 agenti di polizia di Stato.
Ecco io ho la grande colpa di essere la madre di Federico Aldrovandi , morto a Ferrara mentre chiedeva e supplicava aiuto a 4 agenti di polizia che con ferocia disumana si stavano accanendo su di lui , inerme a terra.
Io ho questa colpa.
É per questo motivo che il PM di turno ha lasciato solo il mio ragazzo , cadavere, sull'asfalto di via ippodromo, non degnandosi di intervenire per rendergli giustizia. È per questo motivo che le prime indagini di quella terribile mattina sono state lasciate in mano ai colleghi di quegli agenti.
È per questo motivo che poi, alcuni di loro , sono stati a loro volta processati e condannati per i depistaggi compiuti proprio in quelle ore , rendendo così particolarmente difficile e doloroso il percorso della giustizia per fare verità .
È per questo motivo che se non fosse stato per me ed il mio avvocato mai si sarebbe potuta conoscere la verità sulla morte di mio Figlio.
Io sono colpevole di questo.
Sono responsabile della condanna di Enzo Pontani, Luca Pollastri, Paolo Forlani, Monica Segatto a tre anni e sei mesi di reclusione .
Questa è la mia colpa.
Allora , presidente, lo Stato deve fare qualcosa! Deve intervenire per rimediare a questa Giustizia!
Occorre restituire dignità al PM che ha sbagliato terribilmente quella mattina promuovendola ad un prestigioso incarico romano.
Ma non basta! Bisogna anche processare la madre di colui che dal procuratore capo di Ferrara venne definito " un povero disgraziato", per aver osato criticare quella PM nello stesso modo con il quale lo avevano già fatto i Giudici.
Ma non Basta!
Occorre risolvere il problema del lavoro e della libertà di quei quattro poveri poliziotti che in fin dei conti cosa poi avevano fatto di così male. Allora le chiedo , Presidente un ultimo sforzo:
Faccia in modo che i due ministeri interessati ( Giustizia e Interni ) agiscano di concerto ed in sintonia!
Faccia sì che appena il tribunale di Sorveglianza giustamente concede a quei condannati ogni beneficio alternativo alla galera, la commissione interna di disciplina .li sospenda immediatamente per tutta la durata e non oltre della pena ,onde evitare assolutamente che possano perdere il loro sacrosanto posto di lavoro. Quando terminerà con la mia condanna il processo contro di me , allora potremmo finalmente dire che Giustizia sarà fatta.
Federico Aldrovandi non sarà mai esistito.
 
Grazie Presidente ! Confido in lei».
Firmato, Patrizia Moretti.
23 gennaio 2013
 

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RISPONDENDO A QUESTO MESSAGGIO con la richiesta di CANCELLAZIONE

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