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[vigilanzademocratica] Contro gli abusi di polizia, per il codice identificativo delle forze dell’ordine!



Processo No Tav – 1 febbraio 2013 presidio davanti al carcere delle Vallette
Non lasciamoli soli!

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Il processo ai notav si terrà nell’aula bunker del carcere delle Vallette come stabilito nell’ultima udienza del 21 gennaio scorso, dove per il 1 febbraio la corte ha convocato tutti gli imputati in udienza. Crediamo sia un atto molto grave dal chiaro contenuto intimidatorio quello messo in piedi dalla procura di Torino e dal tribunale stesso. E’ palese anche la volontà, celata sotto questioni tecniche, di criminalizzare agli occhi dell’opinione pubblica il Movimento, accostandolo ad altri processi tenuti nell’aula bunker vent’anni fa, processi alla lotta lotta armata e alla mafia. [leggi tutto]
 
 
15 ottobre complici e solidali – corteo nazionale a Teramo
Per Mauro Gentile un nuovo capo d’imputazione …. "tentato omicidio"!

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 (…) Io, come tanti compagni e compagne, siamo il capro espiatorio del più grande fallimento che la storia ricordi....il capitalismo!
Paghiamo colpe che non abbiamo, affrontiamo processi sommari con accuse montate sul nulla, veniamo dipinti dai tg e quotidiani di regime che hanno in mano il grosso dell'opinione pubblica, come devastatori della società civile.
Essere comunisti, antifascisti non è e non deve essere una colpa, ma questo è l'atteggiamento di chi ha già giudicato me colpevole e chi mi ha accusato ingiustamente la seconda volta.
Sono orgoglioso di essere un antifascista, sono orgoglioso di avere migliaia di compagni e compagne che lottano al mio fianco, sono orgoglioso di tutti voi che non mi avete mai lasciato solo e ancor di più sono orgoglioso di far parte di un movimento che non ha paura di affrontare il nemico capitalista. La vittoria sarà nostra....grazie a tutti i compagni e le compagne! [leggi la lettera di Mauro]
 
 
Ultras contro gli abusi di polizia, per il codice identificativo delle forze dell’ordine
 
Dopo la scandalosa sentenza del 18.01.2013 con cui il Tribunale di Verona ha assolto 8 celerini del VII Reparto mobile di Bologna dall’accusa di lesioni gravissime nei confronti di Paolo Scaroni il mondo ultras continua a mobilitarsi. Il Brescia 1911-Ex curva nord irrompe nel Consiglio comunale, dalle curve italiane e estere striscioni in solidarietà con Paolo, contro gli abusi di polizia, per il codice identificativo per le forze dell’ordine.
 
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Cosa deve ancora accadere perché il VII Reparto mobile di Bologna venga smantellato?
Appello alla società civile
 
(..) Al momento della lettura della sentenza alla rabbia e all’abbattimento di Paolo, dei suoi familiari e degli oltre 500 tifosi giunti da ogni dove per supportarlo hanno fatto da contraltare gli abbracci e gli sguardi di soddisfazione dei celerini prosciolti. Criminali che purtroppo indosseranno ancora la divisa, impugneranno un manganello (magari al contrario come avvenuto quel giorno) e una pistola.
Non sono ancora note le motivazioni di questa vergognosa sentenza, ma alcune cose le sappiamo:
-          sin dall’inizio ci sono stati tentativi di depistaggio e se l’inchiesta ha preso il via è stato solo grazie all’ausilio di una coraggiosa e testarda poliziotta della Polfer,
-          la sentenza di assoluzione per “insufficienza di prove” è stata sicuramente facilitata dal fatto che i celerini non fossero identificabili a causa del casco con la visiera e il fazzoletto bordeaux con cui sono soliti mascherare il volto in questo tipo di “azioni”;
-          la prova principale che poteva inchiodare i colpevoli, ovvero il video con le riprese delle cariche girato dalla scientifica, è stato tagliato: un taglio di dieci minuti… esattamente quelli in cui Paolo viene massacrato. Tagliato anche nel finale il commento di due agenti: “adesso il questore ci inc…”, “ascolta, tu prova a guardare subito le immagini di quando il…”. Dieci minuti “di buco” di cui nessuna indagine interna da parte della polizia ha inteso accertare le responsabilità;
-          la vicenda di Paolo Scaroni è soltanto una delle purtroppo numerose e documentate storie di abusi che vedono come protagonisti agenti e dirigenti del VII Reparto mobile di Bologna.
 
In relazione a quest’ultimo punto abbiamo ragione di supporre che condannare a Verona un’intera squadra del VII Reparto mobile di Bologna, forse avrebbe messo in difficoltà mandanti e protettori di questo corpo speciale. Una sentenza di condanna avrebbe avvalorato ulteriormente le denunce che già circolano e che si stanno facendo largo presso un pubblico più ampio.
Avrebbe avvalorato ulteriormente un interrogativo che già oggi molti pongono in maniera aperta: è davvero possibile parlare solo di mele marce, quando esse sono così tante all’interno di uno stesso Reparto? Come è possibile che nessuno all’interno della Magistratura si sia finora posto il problema di indagare se qualcosa non va nella catena di comando di questo Reparto e nel tipo di addestramento che esso riceve? Il VII Reparto mobile in che modo potrebbe ricondurre ai tanti interrogativi irrisolti “sull’eclissi della democrazia” che si verificò a Genova nel 2001? [leggi tutto]
 
 
12 febbraio 2013 a Bologna ultima udienza del processo “Caccia allo sbirro”
 
L’aver sostenuto come condivisibili e legittime tutte le azioni tese a smascherare e denunciare gli abusi, i delitti, i tentativi di intimidazione, di infiltrazioni commessi dalle forze dell’ordine, ma soprattutto i loro mandanti, è bastato alla Procura di Bologna per imbastire una grossa montatura giudiziaria che anche nella totale assenza di prove certe tenterà il 12 febbraio l’ultima forzatura: una sentenza di condanna almeno per alcuni dei compagni a processo.
Come imputati, non abbiamo fiducia nella Giustizia, che continua a dare di sé la peggiore delle immagini, ma nella solidarietà e nel legame tra le lotte.
Non abbassiamo la testa, ma rilanciamo l'attacco contro chi ci colpisce!
E’ da questa volontà che nasce il sito www.vigilanzademocratica.org e i nostri appelli che vi chiediamo di sostenere e alimentare.
 
 
L’8 febbraio 2013, alle h. 21 gli imputati di “Caccia allo sbirro” vi invitano a un concerto – benefit presso il circolo Iqbal Masih di Bologna, via dei Lapidari 13/L
 
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