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Torino. Una follia senza fine: il manicomio criminale



Torino. Una follia senza fine: il manicomio criminale

“Una Follia senza fine. Il manicomio criminale. Dalla non imputabilità alla reclusione a vita”

Martedì 26 marzo ore 21 – presso la sede della FAT in corso Palermo 46 – si terrà una serata sugli OPG, curata dal collettivo antipsichiatrico “Francesco Mastrogiovanni”.
L’iniziativa, in cui verranno raccontate varie esperienze, sarà introdotta da Daniela Roselli una psicologa che sta facendo una ricerca sugli OPG. 
 
In Italia ci sono sei manicomi criminali, gestiti dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Ospitano circa 1500 persone abbandonate a loro stesse, in condizioni di disumano degrado.
Dal 1975 li chiamano Ospedali Psichiatrici Giudiziari, ma il nome non ha cambiato la cosa. La legge Basaglia che ha chiuso i manicomi non ha toccato queste strutture che sono una via di mezzo tra un manicomio ed un carcere: sono sorvegliati da secondini, gestiti da psichiatri.
Sono riservati ai “matti” che commettono reati e ai detenuti che il carcere ha fatto diventare “matti”. 
Come conseguenza dell’inchiesta effettuata nel 2010 dalla commissione sull’efficacia del Servizio Sanitario Nazionale si è stabilito il termine ultimo – 31 marzo 2013 – entro cui di tutti gli Ospedali psichiatrici giudiziari italiani dovranno essere dismessi. Ad oggi ancora nessuno dei sei istituti si è mosso verso un adeguamento alla normativa. 
 
Di questi giorni la notizia che il termine per la chiusura degli OPG è stato prorogato al 1 aprile 2014. Un altro anno all’inferno per i loro “ospiti”.
Sebbene il superamento di ogni istituzione totale sia di fatto una vittoria, in questo caso, qualora smantellassero i manicomi criminali, ma non cambiassero la legge che li sostiene, verrebbero create nuove strutture, più accoglienti, nelle quali finirebbero sempre persone accusate spesso di piccoli reati, giudicate incapaci d’intendere e volere da una perizia psichiatrica.  
Se sei ritenuto incapace di intendere e volere non puoi essere condannato al carcere e finisci in un OPG. Le pene sono divise in scaglioni: due anni (il minimo), cinque o dieci anni. Pochi però escono entro i termini stabiliti, qualcuno non esce mai. Il meccanismo della “stecca”, ossia il potere degli psichiatri di prorogare all’infinito la detenzione, ha condannato uomini e donne ad una sorta di ergastolo bianco.

Il collettivo antipsichiatrico “Francesco Mastrogiovanni” gestisce un telefono per chi è vittima degli abusi della psichiatria.  
 
Il numero è 328 7623642 

 
Rispondiamo tutti i martedì dalle 19 alle 21 altrimenti lascia un messaggio in segreteria

antipsichiatriatorino at inventati.org

Per info e approfondimenti sul tema: 
http://anarresinfo.noblogs.org