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Anarres. InformAzione, approfondimenti, appuntamenti



Anarres. InformAzione, approfondimenti, appuntamenti

Il Quatar nel grande gioco afgano
Le ultime notizie provenienti dallo scenario afgano avranno probabilmente fatto rizzare i capelli a qualcuno dei più giovani e meno smaliziati sostenitori del dovere morale d’intervento americano nel globo. E’ stato reso noto, ed ovviamente subito smentito, ma in tali faccende l’importante è l’aver dato l’annuncio, che sono iniziati contatti diretti tra la struttura politica Taleban (con a capo il fino adesso dimenticato Mullah Omar) e l’amministrazione americana. Tali contatti sarebbero iniziati in Qatar e, se la prima notizia è la più succosa per la stampa internazionale, la seconda è di gran lunga più importante.
L’apertura di un ufficio di rappresentanza Taleban in Qatar e l’avvio di colloqui tra questo ufficio e l’amministrazione Obama sono due fatti che non possono essere slegati tra di loro. Con questa azione protesa a costituirsi come il principale polo di mediazione tra gli Stati Uniti e la galassia conservatrice e integralista islamica sannita, il Qatar si pone al centro dello scenario internazionale più di quanto esso non sia stato in questi anni. Indipendente dalla Gran Bretagna dal 1971 il Qatar ha sempre mantenuto fermo il collegamento tra i propri capitali e lo Stock Exchange di Londra dove, tra l’altro, studiano da sempre i rampolli della classe dominante del piccolo paese. Il Qatar si trova su di un lago di gas che in questi anni si è trasformato in un fiume di dollari, euro, yen e renmimbi. Inizialmente la classe dominante ha investito tali capitali nelle grandi costruzioni e nel lusso. Ancora oggi i grattacieli della capitale Doha competono con quelli di Dubai e Singapore e i grandi marchi della moda francese ed italiana sopravvivono grazie alle iniezioni di dollari qatarini; con il tempo però a Doha hanno iniziato a voler contare nel campo della politica internazionale e, in particolar modo in quella dell’area islamica attorno al Medio oriente.
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No Muos. Il balcone del console Moore
Mercoledì 19 l’operazione “balcone pulito” – come l’ha definita il movimento No Muos – messa in moto dall’ambasciata americana, ha organizzato una nuova tappa: la visita di un battaglione di giornalisti alle basi di Sigonella e Niscemi. Guidati dal console Moore, i giornalisti, giunti nella base catanese su un velivolo dell’aviazione militare italiana, sono stati poi condotti su un pullman, sempre dell’aviazione militare italiana, presso la base NRTF n. 8 di Niscemi, ove è in costruzione il Muos.
Gli attivisti del coordinamento dei comitati non si sono fatti cogliere di sorpresa e hanno atteso i gitanti davanti al cancello della base dove hanno anche attivato un blocco. Ma è stato all’uscita del pullman che la determinazione degli attivisti ha costretto il mezzo a fermarsi, dopo che alcuni compagni vi si sono infilati sotto; ne è nata una mezzora di tensione, e anche un breve incontro tra due attivisti (uno era Massimo Coraddu, ricercatore del Politecnico di Torino) e i giornalisti, che hanno così dovuto ascoltare le ragioni del movimento che si oppone al Muos.
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Una testimonianza dalle barricate di Taksim
In queste settimane l’informazione di Blackout ha cercato di fare la cronaca della rivolta che ha scosso la Turchia, cercando nel contempo di coglierne le radici.
In una lunga intervista, Cenk, un compagno di Istanbul, che ha preso parte alla lotta in piazza Taksim, ha raccontato della piazza e di chi l’anima. Ne è uscito lo spaccato di un paese dai tanti volti, spesso diversi, che hanno costruito il mosaico di una resistenza che continua nonostante la durissima repressione. Anzi. Per molti piazza Taksim e il parco Gezi sono stati la prova della democrazia reale e la consapevolezza che l’azione collettiva e l’insurrezione possono far traballare qualsiasi governo.
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Porcellum sindacale. Quelli che non ci stanno
I sindacati concertativi sono indeboliti dalla crescita della disoccupazione e dalla riduzione dei salari alle quali nulla possono opporre per la loro stessa natura concertativa. La crisi politica ne ha peraltro ridotto la pervasività sociale. In questa situazione si sono ricompattati ed hanno lavorato ad un sistema di regole sulla rappresentanza tale da garantire il loro monopolio ed il loro stesso ruolo negli anni a venire.
Non vi sono novità sostanziali rispetto ad un processo che ha visto, ormai da decenni, i sindacati concertativi cercare la legittimazione del loro ruolo da parte del padronato e del governo mentre perdevano quella da parte dei lavoratori.
Tuttavia l’accordo sulla rappresentanza tra CGIL CISL UIL e Confindustria è volto a rendere sempre più impraticabile l’azione dei lavoratori fuori e contro la gabbia di ferro corporativa che hanno costruito negli anni.
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Letta. “Fare” regali alle imprese

Il governo del “fare” ha adottato numerose misure in materia economica, che, al di là di un po’ di fumo e demagogia, si riducono all’ennesimo regalo alle imprese per favorire la ripresa e, “quindi”, l’occupazione.
La stessa decisione di escludere dal pignoramento la prima casa dovrà essere verificata sulla base dei decreti attuativi, che verranno emessi nei prossimi mesi.
La sostanza dei provvedimenti adottati venerdì dal governo è nel garantire maggior credito agli imprenditori, destinando inoltre ampi fondi per l’expo del 2015 a Milano.
In particolare i padroni potranno godere di tariffe energetiche ridotte e dei vantaggi derivanti dall’elisione di alcuni vincoli sulla sicurezza. A farne le spese la salute e la vita stessa dei lavoratori, che perdono altre tutele, sacrificate sull’altare dei profitto.
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Valdese a pezzi, malati senza cure
Restano solo la radiologia e l’oncologia: ma anche quest’ultima rischia di essere smantellata a giorni per una “presunta mancanza di sicurezza”, nonostante il Tar abbia sospeso la chiusura del presidio di via Silvio Pellico fino al 30 settembre 2013. Resta ben poco dell’ospedale, già centro di eccellenza per la diagnosi precoce e la cura del tumore al seno, dopo la riorganizzazione decisa dalla Regione Piemonte che, in attesa delle decisioni definitive della magistratura, ha già portato al trasferimento di quasi tutti i dipendenti e alla dismissione della maggior parte dei reparti.
I servizi forniti dal Valdese non sono stati spostati in altre strutture come dimostrano le liste di attesa per alcune prestazioni specialistiche e per gli interventi chirurgici. Chi deve subire un intervento per tumore alla mammella deve attendere un tempo doppio: prima della chiusura del reparto bastavano 22 giorni, oggi ne occorrono 37. I lavoratori e i malati del Valdese faranno un’assemblea la prossima settimana per fare una proposta che consenta il ripristino delle attività mediche fatte al Valdese e non trasferite altrove.
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Kyenge, la Lega e il retaggio coloniale

Le brutali dichiarazioni dell’esponente leghista Dolores Valandro, che augurava al ministro Kyenge di essere stuprata perché potesse capire cosa “provavano le vittime di stupro”, postata su un sito specializzato in “crimini degli immigrati” hanno suscitato un’indignazione indignazione tale da indurre i dirigenti del suo partito ad espellerla. D’altra parte Valandro era già in odore di eresia per essersi schierata con il potente padre della formazione padana Umberto Bossi.
Colpisce che, nonostante la presa di distanza dei vertici del suo partito Valandro abbia numerosi sostenitori: il gruppo facebook fatto in sua difesa ha raccolto in poche ore 3.625 iscritti.
Inutile sottolineare il razzismo insito nel frequentare un sito che si occupa in esclusiva dei reati commessi da immigrati, come se vi fosse in questo una particolarità genetica evidente. Il razzismo fa parte del DNA della Lega, un partito che si pasce delle ceneri dei tanti autonomismi del nord, ma costruisce la propria identità nella creazione di una piccola patria assediata da una decadenza inarrestabile.
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Giovedì 27 giugno cena benefit

Si mangia, si beve, si raccolgono un po’ di soldi per chi è colpito dalla repressione.
Un’occasione per fare il punto sui processi ad antirazzisti, No Tav, antifa, antimilitaristi.

Dalle 20 in corso Palermo 46,
Chi può mette di più, chi non può mette di meno.
Per prenotazioni: 338 6594361


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Dal 2 al 14 luglio festa di Blackout al Visrabbia di Avigliana

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Appuntamenti fissi (nel periodo estivo gli appuntamenti possono subire variazioni – per info chiamate 338 6594361)

Ogni lunedì – ore 21 – incontro di “Antirazzisti contro la repressione. Ti ricordi di Fathi?” presso la sede della fat in corso Palermo 46 (questa settimana la riunione si fa mercoledì 26 ore 21)

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Ogni martedì riunione del collettivo antipsichiatrico “Francesco Mastrogiovanni” ore 21 in corso Palermo 46. Il numero contro gli abusi psichiatrici funziona tutti i giorni con segreteria telefonica. Il martedì – dalle 19 alle 21 - rispondiamo direttamente. La prossima settimana saremo alla festa di Blackout ad Avigliana.

Segnati il numero e fallo girare. 328 7623642

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Ogni giovedì – ore 21 in corso Palermo 46 - riunione degli anarchici della FAT aperta a tutti gli interessati. Giovedì 4 e giovedì 11 luglio saremo alla festa di radio Blackout ad Avigliana.

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Ogni venerdì – dalle 13 alle 15 – anarres va in onda sui 105,250 delle libere frequenze di radio blackout. Se sei lontano puoi sentire anche in streaming accedendo dal sito della radio 
www.radioblackout.org

http://anarresinfo.noblogs.org