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[Resistenza] All'attenzione della stampa - Maria Elena Muffato denuncia: cacciata dalla CGIL perché iscritta ai Carc




Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
Via Tanaro, 7 - 20128 Milano - Tel/Fax 02.26306454
e-mail: resistenza at carc.it – sito: www.carc.it
 
  
All’attenzione degli organi di stampa
 
Nelle settimane scorse i mass media hanno dedicato tempo e spazio alla questione democrazia interna di organizzazioni politiche quali il Movimento 5 Stelle, in relazione alle espulsioni di alcuni parlamentari
In allegato due documenti che illustrano l’espulsione di una esponente della Rete 28 Aprile e iscritta alla Fisac CGIL ad opera della direzione sindacale. Tale espulsione è fondata su una motivazione pretestuosa e diffamatoria del nostro Partito che nulla a che vedere con le violazioni dello Statuto della stessa CGIL.
Dalle poche righe della comunicazione d’espulsione si evince inoltre che vi sono strutture di spionaggio e dossieraggio interne alla CGIL in aperta violazione di ogni norma di democrazia.
Invitiamo gli organi di stampa a occuparsi anche di questa vicenda che riguarda la libertà di espressione, di organizzazione e di democrazia interna al più grande sindacato italiano.
 
Promuoveremo sia iniziative di lotta che legali contro questa operazione provocatoria e diffamatoria orchestrata dalla CGIL Campania.
 
Siamo a disposizione per ogni chiarimento e approfondimento
Per contatti: 02.26306454
 
Distinti saluti
Pietro Vangeli, Segretario nazionale del Partito dei CARC
 
 
 

Maria Elena Muffato denuncia: cacciata perché iscritta ai Carc

14.07.13

la lettera di Maria Elena Muffato, sindacalista, espulsa dalla Cgil.
Sono una donna, una lavoratrice della Fondiaria-Sai, una sindacalista, una comunista. Ho sempre creduto che la Cgil, l’ organizzazione che fu di Di Vittorio, di Teresa Noce , di tutti quei compagni e quei lavoratori che combatterono contro il nazifascismo e che, generosamente, misero a disposizione la propria vita per gli interessi di una sola classe, quella dei lavoratori, fosse la più indicata per la tutela dei colleghi che rappresento e dei lavoratori in genere. Io amo quella Cgil, quella di cui abbiamo festeggiato da poco i 100 anni , quella Cgil che, nell’immaginario collettivo ancora rappresenta un punto di riferimento per la tutela e la difesa dei diritti conquistati con il sangue, quella Cgil che per me deve tornare a essere espressione esclusiva dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati, degli studenti, delle donne, degli extracomunitari e di tutti coloro che si ritrovano nelle parole di altissimo spessore che compongono il suo Statuto e nelle azioni che dal dopoguerra fino a una ventina d’anni fa , hanno strappato diritti e salario ai padroni determinando un beneficio per tutta la classe che rappresenta.
Ma la Cgil che è oggi, mi ha espulsa… come si espelle un anticorpo in un corpo malato, mi ha espulsa poiché sono una comunista e come tale non mi attengo alla linea di resa che gli attuali dirigenti hanno deciso di perseguire, a danno di coloro che rappresentano .

Sono stata espulsa in quanto sostengono che il Partito al quale , con molto orgoglio, rivendico l’appartenenza , il Partito dei Carc, sia incompatibile con la mia appartenenza alla Cgil .
Come a dire che il sindacato i cui massimi dirigenti , nella storia nobile di questa organizzazione, coloro che avevano in tasca la tessera del Pci, che fu clandestino durante la messa al bando dei comunisti da parte della dittatura fascista , fossero incompatibili con la Cgil.
Il Partito dei Carc lavora ogni giorno, alla costruzione di un’alternativa al marcescente e putrescente sistema capitalistico , un’alternativa che può essere costruita solo con l’unità di coloro che sono stati designati come vittime sacrificali dai governi degli speculatori, del Fmi, della Bce
Per l’unità delle lotte per un governo che sia espressione del popolo e che metta in atto quelle misure indispensabili per combattere questa crisi che non ha soluzioni (riapertura delle fabbriche per un lavoro utile e dignitoso per tutti , non pagamento del debito per citarne alcune ).
Come comunista e sindacalista non ho voluto derogare alle mie idee e all’azione sempre improntata alla tutela dei lavoratori e a loro tutela mi sono espressa, con dissenso, verso il comportamento che i dirigenti della Cgil avevano avuto il 1° Maggio, con le cariche ai manifestanti che volevano prendere la parola sul palco che avrebbe dovuto essere loro.
Per l’appunto tutto ha avuto inizio il 1° Maggio che a Napoli ha visto Cgil-Cisl e Uil e barricate nell’ex area di Città della Scienza . Sono partiti spintoni ed è intervenuta la polizia antisommossa che ha picchiato i manifestanti. Quel che dico è facilmente riscontrabile dai video su Youtube, i manifestanti sono stati, fra l’altro, appoggiati e sostenuti anche da chi era intervenuto alla manifestazione per ascoltare lo spettacolo che in quel momento si stava svolgendo. Personalmente non ho partecipato a quel momento di dissenso, poiché ho dovuto abbandonare la manifestazione, alla quale avevo partecipato unitamente ai compagni che stanno costruendo la “RETE 28 Aprile- Opposizione in Cgil”, a causa di un malore, ma ho espresso il mio dissenso in tutti gli organismi ( riunioni di area , direttivi ) e sulla mia pagina privata di Facebook .
Da quel momento non ho capito che è successo, è cominciato il pressing per farmi abiurare il mio partito, per farmi ritrattare la mia posizione critica. Varie e a vari livelli sono state le pressioni e le minacce di espulsione con soluzioni concordate sulla mia testa e sul mio onore….
A tutto questo, la mia dignità politica e personale , non poteva sottostare e pur ringraziando chi mi consigliava “percorsi sicuri “, non ho inteso perseguirli perché avrebbero segnato la mia sconfitta politica e personale, oltre che la perdita della libertà….
Ho ritenuto opportuno informare il mio direttivo ed i compagni , di quel che stava accadendo e ho fatto un intervento che, continuo a non capire il perché, ha suscitato molto scompiglio e molta rabbia… I tempi più duri sono cominciati da lì…
Sono stata attaccata, discreditata, diffamata fra i compagni, a livello nazionale e locale, fra le altre sigle, fra i vertici aziendali, e soprattutto fra i colleghi iscritti e non. Ho ritenuto opportuno informarli e rendere tutto pubblico e avvertire la segreteria Fisac e le Rsa sia di Fonsai che di Unipol (azienda che si sta fondendo con la nostra in un progetto che assume sempre di più i caratteri della scelleratezza finanziaria ) che avrei agito a tutela del mio onore con una denuncia per diffamazione. Ma il lavorio è continuato… Isolamento, disinformazione…
Fino alla convocazione di un direttivo straordinario, che si terrà oggi lunedì 15 luglio, con ordine del giorno segreto, al quale non sono stata convocata ma informata da alcuni compagni . Ho capito che era arrivato l’epilogo e quasi con sollievo ho atteso la convocazione della Segreteria Territoriale che è arrivata puntuale giovedì scorso. Con molta gentilezza sono stata convocata per delle “comunicazioni” . E che comunicazioni… La commissione statutaria della “MIA CGIL” , ha decretato che la mia adesione ai Carc, ad un partito comunista risulta incompatibile con l’art. 3 dello Statuto che riporto pedissequamente: “A tutela dell’organizzazione la domanda di iscrizione viene respinta, a cura delle Segreterie delle strutture alle quali l’iscrizione viene richiesta che ne daranno informazione ai Centri regolatori, nei casi di gravi condanne penali, sino all’espiazione della pena, di attività o appartenenza ad associazioni con finalità incompatibili con il presente Statuto (organizzazioni segrete, criminali, logge massoniche, organizzazioni a carattere fascista o razzista, organizzazioni terroristiche)”.
Capirete la gravità dell’accusa che viene mossa a me personalmente ma sostanzialmente a tutte le compagne e i compagni, che ogni giorno, con molto sacrificio e anche autofinanziandosi, praticano la costruzione di un mondo migliore e di eguali, che non contempla lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, seguendo la scienza del pensiero di coloro che hanno aiutato l’umanità ad avanzare e mi riferisco a Marx, Engels, Lenin, Gramsci, Mao Tze Dong…
Rabbia ma anche ilarità… di nuovo rabbia e frustrazione… loro, gli stessi che appartengono per lo più al partito che ha effettuato la madre di tutti gli inciuci, il golpe bianco e che hanno sovvertito la volontà popolare e democratica espressa nelle ultime elezioni politiche con il governo Pd-Pdl, dicevano a me che ero incompatibile poiché comunista… o cos’altro ???
Cosa vogliono insinuare questi signori??? Mi hanno anche invitata a dare le dimissioni da sola, per il mio bene, perché avrebbero dovuto informare la mia azienda, ma io non ho niente di cui vergognarmi, ho risposto loro, non so voi. Ora io torno ad essere una lavoratrice anche se sono pronta a dare battaglia insieme a tutti coloro che vorranno dare sostegno a questa lotta per la democrazia e contro le espulsioni che sempre più numerose, si stanno moltiplicando nella Cgil, nei confronti di tutti i sindacalisti onesti e combattivi che vogliono rialzare la testa e organizzarsi per l’alternativa . L’alternativa c’è e siamo noi organizzati!!!
Invito tutti i lettori di questo mio appello ad intervenire lunedì mattina alle ore 9, al presidio che è stato organizzato davanti alla sede della Cgil Confederale della Campania in Via Torino, in concomitanza con il direttivo della mia categoria che deve essere informato della mia espulsione..
Con voi sarò più forte e le nostre voci unite si leveranno a coprire il chiacchiericcio di chi non fa i nostri interessi.
 
Maria Elena Muffato – Donna e Comunista
 
 
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Comunicato della DN n. 15/2013 - 12.07.2013
 
 
La CGIL è ridotta a reprimere e perfino espellere i suoi aderenti più combattivi, comunisti, sindacalisti onesti e lavoratori avanzati!
 
Trasformare gli attacchi della destra CGIL in uno strumento per estendere il coordinamento e l’azione di orientamento, organizzazione e mobilitazione delle RSU, dei delegati e degli operai più avanzati e combattivi!
 
La CGIL è dei lavoratori, non della Camusso e degli altri nipotini di Craxi ed ex soci di Sacconi complici del padronato e del governo Letta-Belusconi-Napolitano!
 
Dopo mesi di voci di corridoio e avvertimenti ufficiosi, l’11 luglio alla compagna M.Elena Muffato (militante del P.CARC, esponente della Rete 28 Aprile e iscritta alla Fisac CGIL) è stata consegnata la lettera di espulsione dalla FISAC CGIL che riportiamo qui di seguito.
In ottemperanza a quanto stabilito dal Collegio Statutario Nazionale CGIL in data 9 u.s., prot. 2013/585, in relazione alle sue reiterate dichiarazioni e alle evidenze documentali di appartenenza al Partito dei CARC, in applicazione  dell’art. 3 dello Statuto CGIL, si ritiene interrotto il suo rapporto associativo con la nostra Organizzazione.
 
Cordiali saluti.
 
La Segreteria Regionale Fisac Campania: Nadia Corradetti, Ciro De Biase, Gabriella Dell’Aversano, Pierluigi Sessa, Paolo Scognamiglio, Franca Marano
Il Segretario Generale Fisac Campania: Susy Esposito
Il Segretario Nazionale Fisac: Agostino Megale
Il Segretario Generale CGIL Campania: Franco Tavella
 
 
L’art. 3 dello Statuto della CGIL recita che:  “(…) A tutela dell’organizzazione la domanda di iscrizione viene respinta, a cura delle Segreterie  delle strutture alle quali l’iscrizione viene richiesta che ne daranno informazione ai Centri  regolatori, nei casi di gravi condanne penali, sino all’espiazione della pena, di attività o  appartenenza ad associazioni con finalità incompatibili con il presente Statuto  (organizzazioni segrete, criminali, logge massoniche, organizzazioni a carattere fascista o  razzista, organizzazioni terroristiche). Analogamente e sulle stesse situazioni si procede, a cura delle Segreterie delle stesse  strutture, nel caso di iscritte/i determinando l’interruzione del rapporto associativo con la CGIL (…)”.
 
Diamo per scontato che la CGIL non arrivi ad arrampicarsi sugli specchi fino a includere il nostro partito tra “le “organizzazioni criminali, logge massoniche, organizzazioni a carattere fascista o  razzista” o ad annoverarci tra le “organizzazioni segrete” (il P.CARC ha sedi note e aperte in varie città italiane, propaganda e diffonde la sua stampa, i suoi militanti sono conosciuti, da vari anni a questa parte partecipa anche alle competizioni elettorali, ecc.), quindi la direzione della CGIL ha deciso che siamo un’organizzazione terrorista?
Passi che gente educata e selezionata in base ai servizi resi a padronato e autorità contro lavoratori, pensionati e precari (alla Mauro Moretti per intenderci, segretario nazionale della CGIL Trasporti promosso amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato: la strage di Viareggio è il suo principale “fiore all’occhiello”!) non sappia più neanche dove stia di casa la solidarietà di classe.
E passi pure che la direzione CGIL ignori che i terroristi deve andarli a cercare nei consigli di amministrazione delle aziende, delle banche e delle società finanziarie, al governo, nei palazzi del potere, in Vaticano, in Confindustria, ai vertici del nostro paese: lì ci sono i responsabili del disastro in cui versa il nostro paese, degli otto milioni di persone che vivono in povertà, delle migliaia di persone che ogni anno muoiono di miseria, di lavoro, di malattia, di carcere, di emigrazione, di maltempo, di disastri ambientali, di disperazione e altrettante che sono emarginate dalla vita sociale e condannate a vivere di espedienti o di elemosine.
Ma evidentemente nel loro livore anticomunista i vertici CGIL hanno persino dimenticato che nell’ottobre scorso la Corte d’Assise di Bologna ha chiuso (con una sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”) l’ottavo procedimento giudiziario per associazione sovversiva con finalità di terrorismo (art. 270 bis) aperto dal sostituto procuratore di Bologna Paolo Giovagnoli nel quadro della trentennale persecuzione contro l’area politica di cui il P.CARC fa parte (la carovana del (nuovo)Partito Comunista italiano). La Camusso e chi per essa hanno deciso di prendere il posto di Giovagnoli?
 
Come è scritto in uno dei tanti messaggi di solidarietà giunti alla nostra compagna, e di cui ringraziamo tutti,  “ la CGIL ha espulso Maria Elena... Non per indegnità morale, per essersi appropriata delle risorse sindacali illegittimamente, avrebbero sistemato la cosa in altro modo; alcuni dirigenti hanno fatto carriera così. Maria Elena è stata espulsa non perché ha disertato le lotte sindacali; ci sono dirigenti della CGIL che organizzano il contrasto alle iniziative conflittuali. Maria Elena è stata espulsa dalla CGIL perché è comunista, e ha voluto sperimentare la linea di ricostruzione comunista dei CARC.
Un tempo, così è scritto nella storia nobile della CGIL, i comunisti erano alla direzione di questo sindacato; la CGIL era uno dei pochi luoghi sociali e culturali dove i lavoratori comunisti trovavano accoglienza e protezione organizzativa per combattere per le loro condizioni salariali e normative, per un mondo di uguaglianza e cooperazione.
 

Maria Elena è stata espulsa senza appello e segnalata con lettera raccomandata ai suoi padroni, proprio nel settore selvaggio e feroce del credito e delle assicurazioni. Una vergogna senza precedenti. Una delazione e istigazione alla repressione contro una comunista che viene dal sindacato dove i comunisti dovrebbero essere a casa loro.
 

La reazione deve essere estesa e profonda, perché è in discussione la possibilità di opporsi al sistema dominante che ha stracciato salari e pensioni, ha stabilito un ricatto occupazionale e previdenziale su intere generazioni di giovani, ha estirpato qualsiasi potere di controllo sindacale e politico dei lavoratori in fabbrica e sul territorio.
Maria Elena sta dentro la storia della CGIL, i dirigenti che l'hanno espulsa no!!
Vincenzo Gagliano (già componente della Segreteria CGIL Campania)”.
 
I compagni della Rete 28 Aprile napoletana e pugliese, in un appello pubblicato in versione sintetizzata e ridotta sul sito nazionale, hanno denunciato che il provvedimento contro M.Elena (allora erano solo “avvertimenti ufficiosi”) non è un caso isolato, ma “fa il paio con l’espulsione a Padova di Francesco Doro e Andrea Berruti (RSU, esponenti della Rete 28 Aprile) e con analoghi provvedimenti che colpiscono altri compagni e compagne che orbitano intorno alla Rete 28 aprile, con le ritorsioni di qualche tempo fa contro alcuni compagni de “ La Cgil che Vogliamo” (un delegato della Fincantieri di Ancona che la CGIL sospese perché aveva spedito dalla sede CGIL un volantino firmato “CGIL che vogliamo”), l’allontanamento di Maurizio Scarpa dalla segreteria nazionale Filcams, la sospensione di Mauro Caffo che contestava il giro della Padania organizzato dalla Lega, la sospensione di Ezio Casagranda, Fulvio Flammini e Franco Tessadri dalla CGIL in Trentino, il trasferimento forzoso di Eliana Como dalla FIOM di Bergamo a Roma,  la destituzione di Sergio Bellavita dalla Segreteria Nazionale FIOM, l’esclusione di Giorgio Cremaschi dagli interventi alla riunione dei Direttivi unitari CGIL, CISL e UIL del 30 aprile scorso”.
 
La lotta per la democrazia in CGIL contro l’espulsione di M.Elena e degli altri comunisti, sindacalisti onesti e lavoratori combattivi per la democrazia in CGIL è una lotta che va condotta senza se e senza ma, anche dalla Rete 28 Aprile e dal resto della sinistra CGIL. Nella lettera di espulsione di M.Elena si parla di “reiterate dichiarazioni ed evidenze documentali”, nella fase degli “avvertimenti ufficiosi” la compagna era stata avvisata che suo conto era stato redatto un dossier per certificare le “buone ragioni” che avrebbe avuto la CGIL per espellerla. Se due più due fa quattro, vuol dire che all’interno della CGIL opera una struttura di spionaggio e dossieraggio: la CGIL a scuola di Valletta? Questa è una delle opere che ha contribuito a ridurre il più grande sindacato del nostro paese, il sindacato con la storia più illustre, i cui uomini e donne hanno contribuito alla sconfitta del nazi-fascismo, ad un’azienda sempre di più al servizio della pace sociale e della concertazione a danno dei lavoratori. Chi sono coloro che spiano e denunciano le/i compagne/i più combattivi per farli fuori dall’organizzazione perché “disturbano i manovratori”? Questi signori dobbiamo denunciarli pubblicamente ai lavoratori, perché vanno isolati e messi nelle condizioni di non poter più continuare indisturbati la loro opera! Nei mesi scorsi i mass media si sono dedicati a tempo pieno alle espulsioni di Grillo, alle grida “sull’emergenza democratica e la repressione del dissenso interno” al Movimento 5 Stelle, siamo curiosi di vedere se (coerenza? deontologia professionale?) andranno a chiedere conto alla Camusso e al resto della direzione CGIL dei provvedimenti disciplinari e delle espulsioni che fioccano a destra e a manca e a indagare sui sistemi e le strutture di spionaggio e dossieraggio interne alla CGIL!
 
I lavoratori ancora iscritti alla CGIL sono in numero crescente insofferenti della complicità dei sindacati di regime con i padroni e il governo che penalizza nei diritti, nel reddito, nelle condizioni di lavoro anche chi ha ancora un lavoro stabile, sono in numero crescente insoddisfatti dei risultati della linea di resa della Camusso a braccetto con Bonanni e Angeletti (taglio pensioni, innalzamento età pensionabile, esodati, eliminazione dell’art. 18, contratti a perdere e  riduzione del ruolo del CCNL, ecc.). Per questo la CGIL è ridotta a reprimere ed espellere i suoi aderenti più combattivi: cerca di impedire che diventino centro di organizzazione e mobilitazione degli iscritti scontenti della linea di resa del sindacato. Per questo cerca di gestire in segreto e con minor pubblicità possibile i provvedimenti disciplinari e amministrativi interni. Per questo ha gestito le trattative che hanno portato all’accordo su “rappresentanza e democrazia” in modo clandestino (né i delegati né tantomeno gli iscritti sono stati consultati e nemmeno informati dei contenuti su cui il gotha dei sindacati di regime stava trattando). La Camusso e gli altri nipotini di Craxi ed ex soci di Sacconi hanno portato a un livello superiore la trasformazione della CGIL di Di Vittorio in stampella del regime dei padroni e dei governi che si sono alternati nell’eliminare i diritti e le conquiste strappate dagli operai e gli altri lavoratori con la Resistenza antifascista e le lotte degli anni successivi, quando il movimento comunista era forte nel nostro paese e nel mondo. Ma il ruolo, la forza e l’utilità che la CGIL per il padronato e il governo del pilota automatico ruolo dipendono dal seguito e dal consenso che ancora hanno tra i lavoratori, i pensionati, i precari. Questo è il loro tallone d’Achille! Su questo dobbiamo e possiamo fare leva. Non solo per rispedire al mittente le espulsioni e gli altri provvedimenti contro i comunisti, i sindacalisti onesti e i lavoratori combattivi, ma soprattutto per rafforzare ed estendere il coordinamento e l’azione di orientamento, organizzazione e mobilitazione delle RSU, dei delegati e degli operai più avanzati e combattivi! In questo modo la direzione della CGIL sarà costretta a ballare alla loro musica, a rincorrerli (i due sabati di blocco alla FIAT di Pomigliano ne sono una conferma) oppure saranno spazzati via!
 
Mobilitarsi e mobilitare
- per difendere ed estendere i diritti sindacali e costituzionali che i lavoratori hanno conquistato a prezzo di dure lotte, contro l'accordo sulla rappresentanza e la linea di collaborazione, concertazione, complicità con padronato e governo di cui l'accordo sulla rappresentanza è parte integrante che è la linea che ha portato all'innalzamento dell'età pensionabile e al taglio delle pensioni, agli esodati, all'eliminazione dell'art. 18, ai contratti a perdere, ai licenziamenti, alla disoccupazione e precarietà galoppanti, ecc.
 
- per contrastare in modo pubblico, organizzato e collettivo gli attacchi, pressioni, ricatti, ritorsioni con cui i Marchionne grandi e piccoli cercano azienda per azienda di intimidire, far indietreggiare, espellere, ecc. quei delegati CGIL (e non solo) che sostengono senza se e senza ma gli interessi e i diritti dei lavoratori, promuovono la loro organizzazione e mobilitazione
 
- per la democrazia interna, contro le espulsioni, sospensioni, ecc. di comunisti, sindacalisti onesti e lavoratori combattivi con le quali la direzione della CGIL usando metodi degni di Valletta cerca di contrastare lo sviluppo di un vero movimento sindacale che si fa promotore e organizzatore della resistenza e lotta contro la crisi, i suoi effetti e i suoi responsabili.
 
Non sono i comunisti, i sindacalisti onesti e i lavoratori combattivi incompatibili con lo Statuto della CGIL, è la linea della direzione CGIL e la caccia alle streghe che essa conduce contro i comunisti, i sindacalisti onesti e i lavoratori combattivi che è incompatibile con gli interessi e i diritti dei lavoratori; sono coloro che sostengono pratiche contro una efficace mobilitazione dei lavoratori per farla finita con la crisi, i suoi effetti e i suoi responsabili ad essere indegni e incompatibili con la CGIL di Di Vittorio!
 
La battaglia per la democrazia nei sindacati è strettamente connessa a quella per la democrazia nella rappresentanza sindacale ed entrambe sono parte integrante della più generale lotta per farla finita con la crisi del capitalismo e l’arroganza dei Marchionne!
 
Unire le forze, tenere in mano l’iniziativa, passare dalla difesa all’attacco!
Da Pomigliano alla Val di Susa, dal S. Raffaele di Milano all’Ilva di Taranto, dall’Irisbus d Avellino all’elezione del leader NO PONTE a sindaco di Messina, dal No Muos di Niscemi alle occupazioni di case: convogliare i mille focolai di protesta, ribellione e lotta intorno all’obiettivo di cacciare il governo del golpe bianco e del pilota automatico e instaurare al suo posto un governo d’emergenza popolare che assegni a ogni adulto un lavoro utile e dignitoso e a ogni azienda compiti produttivi secondo un piano nazionale!
Organizziamoci per vincere!
 
 
 
 
 


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RISPONDENDO A QUESTO MESSAGGIO con la richiesta di CANCELLAZIONE

Cordiali saluti dalla redazione di:
RESISTENZA

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