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Anarres. InformAzione, approfondimenti, appuntamenti



Anarres. InformAzione, approfondimenti, appuntamenti

Appuntamenti

Mercoledì 17 luglio
Più solidarietà meno polizia!
SanSalvario antirazzista

in via Berthollet angolo via Belfiore – S.Salvario – Torino

dalle 20 mostra sul tema “da Rosarno a Saluzzo”, banchetti informativi, aperitivo benefit imputati processone antirazzista
ore 21,30 assemblea sulla situazione nel CIE, sullo sfruttamento del lavoro migrante nelle cooperative e nelle campagne, sull’emergenza casa e l’ “emergenza ordine pubblico” a San Salvario
iniziativa promossa da Antirazzisti contro la repressione.
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Giovedì 18 luglio
Spagna 1936. L’utopia di fa storia
ore 21 in corso Palermo 46

proiezione della versione italiana del documentario “Fury over the Spain”.

Il 18 luglio 1936 un sollevamento militare cerca di abbattere la repubblica. Il 19 luglio le popolazioni di Spagna insorgono. Protagonisti dell’insurrezione i lavoratori della CNT, l’organizzazione anarcosindacalista che nel proprio programma ha il comunismo anarchico e l’autogestione. Saranno tre lunghi anni di guerra civile, terminati con la sconfitta militare. Saranno gli anni in cui i lavoratori della Barcellona industriale e i contadini delle campagne esproprieranno le fabbriche, metteranno in comune le campagne, sperimentando concretamente l’anarchia.
Le immagini del documentario, girate dai lavoratori dello spettacolo della CNT per la diffusione all’estero, ci restituiscono il clima di quegli anni: le barricate di Barcellona, i volontari in armi, le donne con la tuta e il fucile, le campagne dove si lavorava senza padrone, le fabbriche in mano agli operai.
I testi della versione italiana sono di Pino Cacucci, le voci narranti Paolo Rossi e Francesca Gatto.
Per saperne di più
ascolta l’intevista realizzata da Anarres a Claudio Venza, docente di Storia della Spagna contemporanea all’Università di Trieste ed autore di numerosi libri ed articoli.
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Giovedì 18 luglio
ore 9 maxi aula 3
processo agli antirazzisti

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Venerdì 19 luglio
passeggiata notturna al cantiere Tav
ore 21 dal campo sportivo di Giaglione
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Sabato 27 luglio
Marcia popolare No Tav da Giaglione a Chiomonte
Appuntamento alle 14 al campo sportivo di Giaglione
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Dibattito

Identità erranti
Una proposta di dibattito che trae spunto da un articolo uscito sull’ultimo numero del mensile A.
Chi fosse interessato ad interloquire può scrivere ad
anarres at inventati.org

Il lungo addio dal novecento che stiamo attraversando finirà probabilmente con il declinare in modo altro le questioni che hanno segnato il secolo appena trascorso, sino a riporne alcune nella cassetta degli attrezzi di un passato che non torna.
Il tempo dell’attraversamento che stiamo vivendo nel suo porsi all’intersezione di tempi e modi dell’agire politico e sociale è come un guado tra due sponde su cui non sappiamo se finirà con l’insistere un ponte.
Forse non c’è né guado né ponte per i più giovani, perché sono già stabilmente oltre.
Tuttavia lo sguardo che tenta di collegare le due sponde vede come i percorsi che segnano l’agire politico degli attivisti radicali degli anni dieci si ancorino saldamente alla negazione del passato più che all’affermazione del presente.
Le identità che segnano questa nostra epoca sono costitutivamente erranti, in moto, disponibili alla sperimentazione più che all’impegno, interessate al viaggio più che all’approdo.
Sono i figli e i nipoti di illusioni e sconfitte, sono figli e nipoti di percorsi di libertà che si sono dipanati nonostante le illusioni e le sconfitte.
Un viaggiatore che approdasse nel nostro paese direttamente dagli anni Sessanta coglierebbe immediatamente due dati. La rivoluzione della vita quotidiana come percorso in parte compiuto, in parte dimenticato; la trasformazione sociale come orizzonte remoto, rarefatto, quasi impalpabile.
Lo stesso viaggiatore coglierebbe altresì la ricchezza delle esperienze di autogestione territoriale che aprono crepe nell’omologazione della merce e la contestuale rarefazione dello scontro di classe, la difficoltà nel costruire percorsi di lotta capaci di mettere in difficoltà l’avversario.
Continua…

Notizie, approfondimenti, riflessioni

Italia Kazakhstan/Petrolio e diritti umani

La vicenda di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Ablyazov, fermata, richiusa al CIE, portata dal giudice di pace, espulsa con volo speciale pagato dall’ambasciata del Kazachstan, ha messo nei guai il governo Letta, obbligato ad una rapida marcia indietro. Il ministro degli Esteri Bonino e quello dell’Interno Alfano hanno fatto lo scaricabarile e non è certo il ritiro del decreto di espulsione a modificare la situazione. Continua…
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Spie senza frontiere
Il caso Snowden è stato un buon pretesto per una diretta sulle tante forme del controllo, che lo Stato, le varie agenzie pubbliche e private che esercitano quotidianamente sulle nostre vite con il pretesto della sicurezza. Continua…
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Fogli di via. Stato di polizia
In questi due anni di resistenza No Tav all’occupazione militare per imporre la realizzazione della nuova linea ad alta velocità tra Torino e Lyon, la polizia ha scagliato ogni freccia al proprio arco per cercare di fiaccare la lotta dei valligiani e dei tanti solidali che li hanno sostenuti.
Oltre alle inchieste, agli arresti, ai processi numerosissime sono state le misure di limitazione della libertà imposte per via amministrativa. La più importante sono stati i fogli di via che vietano per periodi variabili tra uno e tre anni l’ingresso in alcune zone.
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Le pagelle di S&P e il gioco delle tre carte
Standard & Poor’s, la più importante agenzia di rating ha declassato l’Italia a BBB da BBB+, con una previsione negativa sui prossimi mesi.
Le agenzie di rating esprimono giudizi sull’affidabilità di un’azienda o di un intero paese. Se il giudizio è negativo il primo rischio è che le previsioni dell’agenzia si verifichino proprio in virtù del verdetto emesso. Gli investimenti in buoni del tesoro italiani potrebbero ridursi, obbligando il governo ad alzare i tassi e quindi ad aumentare il debito.
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Tav. Soldi e sabotaggi
Una strana estate. Freddina, piovosa, lenta. Lo specchio della situazione politica e sociale nel nostro nord ovest. Sul fronte del Tav il governo francese e quello italiano stanno facendo il gioco delle tre carte con i soldi destinati alle infrastrutture.
In Francia la commissione Duron, incaricata di verificare le priorità per gli investimenti dei prossimi anni, ha presentato il 27 giugno un rapporto nel quale di fatto riconosce alcune delle ragioni di opposizione all’opera del movimento No Tav. (…)
Intanto alla Maddalena di Chiomonte continuano a buon ritmo i lavori per la realizzazione del tunnel geognostico in Clarea. Il dispositivo di sicurezza è stato rafforzato dopo alcune piccole
azioni di sabotaggio a sorpresa. Ultima quella dello scorso 13 maggio.
Anche alcune ditte collaborazioniste hanno dovuto fare i conti con le azioni dei No Tav: una ruspa e un paio di camion sono stati danneggiati nelle ultime settimane.
Una strategia che, nell’assemblea popolare No Tav dello scorso 13 giugno, è stata fatta propria dal movimento di opposizione alla Torino Lyon.
Un passaggio simbolicamente molto importante, perché, a due anni dall’assunzione collettiva di responsabilità per la resistenza alla Maddalena e per gli attacchi alla zona occupata del tre luglio, il movimento, incurante del moltiplicarsi delle azioni repressive della magistratura, arrivata a formulare l’accusa di tentato omicidio per l’azione dello scorso 8 maggio, ha scelto di stare dalla parte di chi lotta e resiste attivamente all’imposizione violenta del Tav.
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Unione Industriali: affondo sul lavoro
Il presidiente dell’Unione Industriali di Torino, Mattioli, ha lanciato il suo affondo sul lavoro. L’occasione era l’assemblea dell’associazione, cui hanno partecipato, oltre ai soci, il ministro Zanonato, alcuni amministratori locali, il presidente di Confindustria Squinzi, e l’amministratore delegato della Fiat Marchionne.
La proposta di Licia Mattioli è molto chiara: stabilire un salario minimo comune per tutte le categorie ed eliminare del tutto i contratti nazionali, rimandando alla contrattazione di secondo livello la definizione delle retribuzioni effettive.
Il principio è chiaro: abolizione di ogni residua tutela collettiva, ufficializzazione di una realtà ormai diffusa di regolazione individuale delle retribuzioni. Affermazione del principio che gli interessi dell’azienda coincidono con quelli dei lavoratori, chiamati a sostenerla in caso di difficoltà.
Niente di davvero nuovo, ma resta il fatto che la sanzione ufficiale di questo modello di relazioni tra imprenditori e lavoratori, sarebbe la presa d’atto anche formale che i rapporti di forza oggi sono nettamente sbilanciati dalla parte dei padroni.
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F35. Bombe, soldi e potere
Gli F35, i cacciabombardieri di nuova generazione prodotti dalla Loockeed Martin, in joint venture con l’italiana Alenia che fornisce i cassoni alari, sono un affare controverso al punto che il parlamento che recentemente deciso di prendersi una pausa di riflessione. Sulle decisioni di Camera e Senato è intervenuto con forza il presidente della Repubblica Napolitano, che, ha sostenuto che tali scelte non possono essere affidate ai legislatori ma vanno demandate al ministero della Difesa ed ai militari.
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Sbarco in Sicilia? I No Muos rovinano la festa agli americani!

Sono trascorsi 70 anni dallo sbarco delle truppe statunitensi in Sicilia. Oggi a Gela, pochi chilometri da Niscemi e una lunga storia di lutti e veleni legata al petrolchimico, era prevista una rievocazione storica con tanto di anfibi, marines e celebrazioni.
I No Muos hanno deciso di mettersi di mezzo, perché a 70 anni da quello sbarco,le truppe statunitensi occupano ancora militarmente la Sicilia.
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Grecia. Per la libertà di Costas Sakkas
Atene, giovedì 4 luglio. Si moltiplicano le azioni solidali con
l’anarchico Kostas Sakkas, in sciopero della fame da ormai 42 giorni, contro una detenzione preventiva che va oltre i pur ampi margini di legge.
L’azione più importante degli ultimi giorni é stato il corteo motorizzato verso l’ospedale dove è ricoverato compagno. Il movimento di solidarietà è ormai molto esteso ed  è diventato un punto di convergenza di tutte le forze “progressiste” della Società Greca, le quali resistono al regime totalitario che vogliono imporre lo stato ed i fascisti.
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Rivolte popolari e immaginario sociale
L’ultimo mese e mezzo è stato segnato dalle rivolte popolari in Turchia, Brasile, Egitto. Questi grandi sommovimenti, a latitudini e in contesti molto differenti, ci offrono l’occasione per una riflessione a tutto campo sulle possibilità che questi movimenti offrono e, nel contempo, sulla difficoltà di articolare una narrazione che, sia pure per frammenti, sappia rappresentare sia le istanze di partecipazione non delegata all’agire politico, imprimendo anche una forte radicalità di prospettive alla questione sociale. Nascosta, quasi clandestina in un agone politico che la raffigura come una sorta di obsolescenza, la divaricazione di classe è il convitato di pietra delle rivolte che hanno scosso Turchia, Egitto, Brasile.
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Fiat. Scalata al Corsera
RCS, l’editrice del Corriere della Sera, è in crisi gravissima. L’esposizione verso le banche è di un miliardo. A fine giugno è stata portata a termine una ricapitalizzazione di 400 milioni di euro, appena sufficienti a tappare qualche buco. RCS è retta da un patto di sindacato: con questa espressione si designa l’alleanza di più azionisti che, insieme, raggiungono il tetto necessario a governare la barca. Nel patto di sindacato di RCS il principale azionista era, con circa il 16%, Rotelli l’imprenditore che oggi controlla il San Raffaele, che è tuttavia orientato a gettare la spugna. Inizialmente era previsto che Fiat facesse la sua parte e poco più, per un investimento totale, tra mantenimento della posizione e incremento della quota, di una cinquantina di milioni di euro. Sarebbe dovuta salire dal 10,49 al 13,4 per cento dell’editrice, arrivando a tallonare Mediobanca (14,6%) e l’eventuale successore della famiglia Rotelli.
Il 28 giugno c’è stato il colpo di scena: Elkann ha deciso di alzare la posta e di tirare dritto oltre il 20% dell’editrice. Fiat ha acquistato altri 10.700.000 diritti di opzione che le daranno diritto alla sottoscrizione di 32.100.000 azioni Rcs.
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Egitto. Le tante anime di Tahrir
La crisi egiziana ha avuto una forte accelerazione nelle ultime settimane, sino al colpo di Stato militare che ha destituito il presidente Morsi, dopo giorni di imponenti manifestazioni popolari, scontri tra differenti fazioni e 23 morti.
L’esercito egiziano, facendo leva sulla piazza, ha giocato la propria partita.
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Brasile. Il ritmo della rivolta sociale
Cosa sta succedendo in Brasile? Sin dal 2001 Goldman Sachs l’ha incluso tra nel novero dei paesi con uno sviluppo economico veloce e travolgente, autentiche nuove potenze globali. Con Russia, India, Cina e Sudafrica contribuisce all’acronimo
Brics, che non è solo una sigla ma un fronte economico che all’ultimo vertice si è dotato di una propria banca di investimenti. Con gli altri del gruppo condivide una grande popolazione (duecento milioni di abitanti), un immenso territorio, abbondanti risorse naturali strategiche, sempre più peso nel mercato globale e, cosa più importante, una crescita del PIL travolgente. In queste settimane il Brasile sta vivendo proteste e manifestazioni popolari agite da centinaia di migliaia di persone. Una protesta esplosa dopo le lotte contro l’aumento dei prezzi del trasporto pubblico in alcune città del paese. Quali le ragioni che hanno messo in moto per la prima volta nella storia del Brasile moderno un sì gran numero di persone? Continua…
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Due papi e una banca

Nella serata del primo luglio è stata diffusa la notizia delle dimissioni del direttore generale dello IOR Cipriani e del suo vice Lulli.
Le dimissioni sono state accettate dalla Commissione cardinalizia di vigilanza e dal board laico di sovrintendenza, il cui presidente Ernst Von Freyberg ha assunto le funzioni di direttore generale “ad interim”, con effetto immediato. La super commissione nominata la scorsa settimana dal papa si è limitata a prendere atto della decisione dei due uomini ai vertici operativi della banca. Cipriani è da tempo nel mirino della procura di Roma insieme all’ex presidente Ettore Gotti Tedeschi per la vicenda dei 23 milioni di euro sequestrati per sospetta violazione delle norme anti-riciclaggio.
Le dimissioni erano nell’aria sin dall’arresto del vescovo di Salerno, Nunzio Scarano dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (Apsa).
Continua…
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Appello. 10.000 euro di solidarietà


Cari compagni e compagne,
siamo obbligati a fare appello alla vostra solidarietà attiva. Numerosi compagni e compagne della Federazione Anarchica Torinese sono sotto processo per la loro attività politica e sociale. Abbiamo in corso ben due maxi processi per la nostra attività antirazzista, un processo per antifascismo, uno per antimilitarismo, uno per il nostro impegno nel movimento No Tav.
Banali azioni di informazione e lotta sono entrate nel mirino della magistratura. Un presidio antirazzista diventa violenza privata, una performance antimilitarista un’offesa alla sacralità dell’esercito, il buttare via un manifesto fascista danneggiamento, un’azione popolare di contrasto al Tav viene perseguita con durezza.
Alcuni di noi hanno già subito nel recente passato condanne per la propria attività politica. Alcuni di noi rischiano la galera.
Siamo convinti che il miglior modo per rispondere alla repressione dello Stato consista nel continuare con ancora maggior impegno le lotte nelle quali siamo impegnati.
Siamo anche convinti che campagne pubbliche di appoggio ai compagni finiti nel mirino della magistratura possano riportare sul terreno della lotta le vicende che lo Stato vorrebbe relegare in un’aula di tribunale.
I processi hanno anche un costo molto elevato, sia per gli avvocati che per tutte le carte che la burocrazia della repressione pretende.
Ci servono urgentemente circa 10.000 euro.
Non siamo in grado di farcela da soli.
Il conto corrente postale cui potete inviare i vostri contributi è il numero – 1013738032 – intestato a Maria Margherita Matteo, Torino.

codice IBAN IT35 Y076 0101 0000 0101 3738 032

Codice BIC/SWIFT BPPIITRRXXX

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Appuntamenti fissi (nel periodo estivo gli appuntamenti possono subire variazioni – per info chiamate 338 6594361)

L’incontro settimanale di “Antirazzisti contro la repressione. Ti ricordi di Fathi?” nel periodo estivo diventa aperiodico.

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Ogni martedì riunione del collettivo antipsichiatrico “Francesco Mastrogiovanni” ore 21 in corso Palermo 46. Le riunioni sono sospese tra metà luglio e agosto. Riprenderanno martedì 3 settembre.

Il numero contro gli abusi psichiatrici funziona tutti i giorni con segreteria telefonica. Il martedì – dalle 19 alle 21 - rispondiamo direttamente.

Segnati il numero e fallo girare. 328 7623642

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Ogni giovedì – ore 21 in corso Palermo 46 - riunione degli anarchici della FAT aperta a tutti gli interessati.

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Ogni venerdì – dalle 13 alle 15 – anarres va in onda sui 105,250 delle libere frequenze di radio blackout. Se sei lontano puoi sentire anche in streaming accedendo dal sito della radio
www.radioblackout.org

http://anarresinfo.noblogs.org