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[Resistenza] Mancoop, Irisbus, Jabil - Riaprire le fabbriche...




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Partito dei Comitati di Appoggio alla Resistenza - per il Comunismo (CARC)
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e-mail: resistenza at carc.it – sito: www.carc.it



COME RIAPRIRE LE FABBRICHE, DIFENDERE L’AMBIENTE E I BENI COMUNI, COSTRUIRE L’ALTERNATIVA DAL BASSO
“ANATOMIA DI UNA RIVOLUZIONE”
Presentazione del nuovo Libro del giornalista e scrittore GIUSEPPE DE MARZO
 
SABATO 21 SETTEMBRE 2013 - ORE 11,00
Presso la Sala Conferenze della MANCOOP a r.l. Via Porto Galeo SANTI COSMA E DAMIANO (LT)
 
“La crisi generale in corso chiude le fabbriche, devasta l’ambiente, saccheggia e privatizza i beni comuni, manda in rovina la condizione di vita delle famiglie, dei lavoratori e della popolazione tutta. Questa è la realtà che attanaglia l’ITALIA dal sud pontino al resto del paese. Ma da un capo all’altro del paese si diffonde un’ostinata voglia di opposizione a questo corso delle cose, che dal Basso mostra i tratti dell’Alternativa che occorre costruire per fermare la catastrofe incombente.
Nel nostro territorio basta venire a trovare i lavoratori della ex Evotape Packaging (oggi Mancoop a r.l.), che di fronte alle alchimie finanziarie dei padroni che avevano chiuso la fabbrica, si sono impossessati della loro azienda fino a riuscire a riaprirla.
Grazie alla loro lotta oggi alcune decine di lavoratori destinati a divenire Esuberi, stanno difendendo e creando lavoro, utile e dignitoso e fanno molto di più: indicano la strada da seguire a milioni di lavoratori alle prese con lo stesso destino e a quella parte della Politica e del Sindacato che non vuole rendersi complice del disastro in corso nel nostro paese.
Perché riaprire le fabbriche, creare posti di lavoro è Dignitoso, e ci rende Liberi. Difendere l’ambiente e i beni comuni non è solo uno slogan ma è molto di più: è l’alternativa di Governo che bisogna costruire per far fronte alla grave crisi e creare base solide per il futuro del nostro paese”.
 
Presenta:          Sig. Erasmo OLIVELLA, Presidente Mancoop a r.l.
 
Interventi:         Dott. Vincenzo DI SIENA, Sindaco Santi Cosma e Damiano
Dott. Sandro BARTOLOMEO, Sindaco di Formia
Dott. Patrizia GAETANO, Sindaco di Castelforte
Dott. Paolo GRAZIANO, Sindaco di Minturno
Sig. Giancarlo CARDILLO, Presidente Sistema bibliotecario Sud Pontino
Don Simone DE VITO, Parrocchia di S. Albina V. M. Scauri (LT)
Dott. Andrea DE MARCHIS, Membro Dir. Naz. Del Partito dei Carc.


 

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SOLIDARIETA' DI CLASSE AI 32 OPERAI IRISBUS
COLPITI DALLA REPRESSIONE!
 
Il Partito dei CARC esprime solidarietà di classe ai 32 operai dell'Irisbus colpiti dalla Procura di Ariano Iripino su mandato della FIAT perché “colpevoli” di aver lottato contro la chiusura dello stabilimento!
Nessuna fiducia nella direzione della FIAT e nelle sue promesse! Passare dalla difesa all'attacco: trasformarsi da accusati in accusatori, sviluppare un'ampia e articolata azione di denuncia e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, promuovere un'incisiva azione di mobilitazione (assemblee, presidi, concerti, manifestazioni) contro questa vile rappresaglia!
Se il nemico attacca significa che ha paura e che possiamo vincere! Ritorcere questo attacco nei confronti di chi lo ha orchestrato, usando anche la battaglia contro la repressione per rafforzare il fronte di lotta per la riapertura dell'Irisbus!
La solidarietà è un'arma: usiamola!
Nei giorni scorsi a 32 operai dell'Irisbus sono stati recapitati, a firma di Michela Palladino sostituto procuratore della Repubblica di Ariano Irpino, degli avvisi di garanzia per i fatti accaduti il 15 ottobre 2011 davanti ai cancelli della fabbrica. Gli operai sono accusati di aver leso l'immagine della FIAT e di aver condotto la loro protesta contro la chiusura della fabbrica “mediante violenza e minacce”.
 
 
LA JABIL DI CASSINA DE PECCHI DEVE RIAPRIRE!
Chi pensa che la questione della riapertura della Jabil sia affare degli operai che da 25 mesi sono in lotta contro i licenziamenti non ha capito la fase storica che viviamo e ignora (o nel migliore dei casi sottovaluta) che la mobilitazione per difendere i posti di lavoro esistenti e crearne di nuovi è la linea del fronte della lotta per per costruire l’alternativa al sistema della crisi.
Chi pensa che la questione della riapertura della Jabil sia affare di quei gruppi di operai e di quelle organizzazioni sindacali che lì in quella fabbrica riuniscono, rappresentano e organizzano i lavoratori non ha capito che di fronte alla strage di posti di lavoro e al cimitero di fabbriche, aziende, capannoni abbandonati, aree industriali su cui volano in cerchio gli avvoltoi della speculazione, non esistono divisioni, steccati, orticelli da coltivare: chiunque si pone l’ambizione di avere un ruolo positivo nella situazione storica che viviamo deve guardare al presente con spirito unitario e lungimirante, valorizzare ciò che si muove e spinge per superare l’esistente.
Chi pensa che la questione della riapertura della Jabil sia un affare sindacale (lotta rivendicativa e vertanziale) e che non sial legato da mille lacci alla battaglia politica in corso nel paese, non ha capito che la fase storica che viviamo presuppone “il rovesciamento” dei punto di vista: ogni vertenza, ogni questione sindacale, ogni lotta rivendicativa deve, per vincere, alimentare e sviluppare il movimento popolare, avere o assumere un valore politico.
 
 
Approfondimenti da Resistenza n. 9/2013





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