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[Diritti] ADL 140409 - Un terreno



L'AVVENIRE DEI LAVORATORI

La più antica testata della sinistra italiana, www.avvenirelavoratori.eu

Organo della F.S.I.S., organizzazione socialista italiana all'estero fondata nel 1894

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Direttore: Andrea Ermano

 

Settimanale in posta elettronica – Zurigo, 9 aprile 2014

    

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IPSE DIXIT

 

Un solo terreno - «Non v’è che un solo terreno nel quale piantare un partito che metta ed estenda radici: quel terreno è la convinzione!» – Filippo Turati

   

    

L'AVVENIRE DEI LAVORATORI contribuisce da oltre 115 anni a tenere vivo l'uso della nostra lingua presso le comunità italiane nel mondo tra quelle persone che si sentono partecipi degli ideali socialisti-democratici di Giustizia e Libertà.

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Europee - Vento di novità

 

5 donne capolista nelle 5 circoscrizioni

E la scritta “PSE” nel simbolo del Pd

 

Candidature europee, le cinque capilista e 40% di presenza femminile da Nord a Sud. Le liste saranno capitanate da Mosca, Moretti, Bonafè, Picierno e Chinnici (vai al video). Il PSE entra nel simbolo e il PSI nelle liste. Alle prossime europee il simbolo PD recherà, nella parte inferiore del cerchio, la scritta PSE bianca su sfondo rosso. I socialisti di Nencini si apprestano a siglare un patto federativo con il partito democratico.

 

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Alessandra Moretti (Nord-Est), Pina Picierno (Sud), Simona Bonafè (Centro), Alessia Mosca (Nord-Ovest), Caterina Chinnici (Isole) – Le cinque capolista alle europee.

 

Il simbolo del Partito democratico per le elezioni europee non conterrà il nome di Matteo Renzi, come aveva annunciato il segretario, ma la dizione “PSE”. Il segretario del PSI Nencini annuncia la prossima presentazione di un patto federativo PD-PSI. Nencini ha spiegato che "si tratta di un accordo politico tra i due partiti per correre insieme alle elezioni europee, ognuno con la propria individualità, ma con il quale possiamo condividere la missione  di un'Europa più giusta, con un ruolo politico più forte dell'Italia"- ha concluso Nencini.

 

 

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Il simbolo elettorale del PD-PSE in vista

delle elezioni europee del 25 maggio

 

Il vicesegretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini, nel corso della conferenza stampa di presentazione della campagna di comunicazione in vista delle europee del 25 maggio tenutasi al Nazareno, ha affermato che in vista delle europee e in ogni circoscrizione, nelle liste saranno presenti anche esponenti del Psi: “Il patto - ha aggiunto Guerini - va "nella direzione di un processo federativo che svilupperemo con il Psi" e che avra' come bussola europea il Pse.

    Un intergruppo dei deputati che hanno il Pse come punto di riferimento, è la proposta lanciata da esponenti del Pd (Roberto Speranza, Andrea Orlando) e di Sel (Titti Di Salvo) oltre che del PSI. La parlamentare Pia Locatelli, Presidente onoraria dell'Internazionale socialista donne, ha aggiunto: "Dentro il Parlamento italiano bisogna avviare un cantiere: l'intergruppo del Pse. L'obiettivo? Gli Stati Uniti d'Europa. Il fine? Un'Europa che privilegi le persone rispetto ai mercati."

 

 

Pia Locatelli (Psi)

  

            

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

 

Nomina in antimafia

per il semestre europeo

 

Penso che sia un segnale importante il fatto che l’Italia metta la lotta alla criminalità organizzata tra le priorità del semestre di presidenza.

 

di Laura Garavini

deputata del PD

 

In vista del Semestre italiano di presidenza dell'Unione Europea che inizia il prossimo primo luglio mi è stato attribuito un incarico di cui sono molto contenta: la Presidenza del comitato "Lotta alla criminalità mafiosa su base europea e internazionale".

    In qualità di Presidente guiderò il Comitato incaricato di fornire impulsi al Governo per una legislazione europea in materia di antimafia. Penso che sia un segnale importante il fatto che l’Italia metta la lotta alla criminalità organizzata tra le priorità del semestre di presidenza.

    Nelle prossime settimane con il Comitato intendiamo audire numerosi esperti in modo da pervenire ad una mappatura delle mafie in Europa e alla individuazione di proposte concrete per misure che siano in grado di colpire le multinazionali del crimine. C’è molto da fare in questo senso: bisogna insistere affinché si proceda alla ratifica di una serie di provvedimenti che aggiornino i sistemi giudiziari dei diversi Paesi e vanno potenziate le misure di coordinamento fra le forze di polizia e le magistrature.

 

 

Laura Garavini (Pd)

   

 

SPIGOLATURE 

 

Le destre europee

 

Non sfondano, non ancora, ma crescono a vista d'occhio

 

di Renzo Balmelli 

 

ALLARME. Povera Europa. Il passato, il suo passato, ma non quello nobile , bensì quello degli istinti più riposti, tenta di riacciuffarla e di imprigionarla ai suoi fantasmi. In Francia e in Ungheria, la deriva reazionaria ha provato a riaprire le ferite del Novecento. Due volte di troppo. Dai sepolcri imbiancati escono ombre minacciose, spudoratamente nostalgiche, se non addirittura antisemite, razziste e violente. E non sono percentuali striminzite o ferme al palo. Tutt'altro, Magari non sfondano, non ancora, ma crescono a vista d'occhio . Mentre manca meno di due mesi all'appuntamento con le urne, nell'UE si moltiplicano i campanelli d'allarme, da prendere maledettamente sul serio, poiché qualsiasi omissione potrebbe avere conseguenze fatali per il suo assetto democratico, votato alla solidarietà tra i popoli, non all'esclusione.

 

IDEE. Si parte da lontano, nientemeno che dalla Serenissima, per aprire una discussione ad ampio raggio sulle " idee che non si arrestano". Giusto e sacrosanto. La loro libertà di circolazione è uno dei capisaldi dello storico trattato di Helsinki sulla sicurezza e la cooperazione in Europa. Ma quali idee? Qualche difficoltà comincia a sorgere al momento di definirle . Inquadrare le pulsioni dei " cospiratori" veneti, ispiratori del referendum irredentista, ad alcuni può dare il mal di pancia. Provocazione o cos'altro? Dalla lettura dei giornali sembrerebbe che dietro la farsa del bulldozer trasformato in caro armato si nascondano risentimenti da " piccola patria" con scarse prospettive e molta velleità. Ma attenti: anche le Le Pen e gli Orban seminando vento finiscono col raccogliere voti che con le idee hanno poco a che fare e molto invece con i disegni a volte disastrosi della mente.

 

RICATTI. Come quando si invertono i fattori, se al posto di Catilina ci metti Silvio il prodotto non cambia. Ormai sono vent'anni che il veterano di Arbore abusa della pazienza degli italiani e ancora non è sazio. Nel vederlo in questi giorni, avvinghiato al suo potere ormai logoro, sembra un naufrago sul "Radeau de la Méduse". Per uscire di scena a testa alta servono dignità e coraggio, ma l'ostinazione dell'ex Cavaliere, con i suoi ricatti spuntati alla democrazia e il suo elemosinare favori che nessuno è disposto a concedere, fa impressione. La grandezza di un leader, se tale vuole essere, si misura anche dalla capacità di intuire per chi suona la campana e di rendersi conto, nel vano inseguimento di una eternità politica impossibile, che un giorno suonerà anche per lui. Anzi, è già suonata. Tra i suoi ci vorrebbe un Cicerone per dirgli la verità, ma se esiste se ne sta zitto.

 

FASCINO. Da vent'anni, fin dal debutto nel marzo 1994 sulle pagine della Sellerio, davanti a lui tremano i potenti e non ci sono intrallazzi che possano resistere alle sue formidabili doti investigative. Uscito dalla penna di Andrea Camilleri, il commissario Montalbano è diventato un fenomeno mondiale che parla in quasi tutte le lingue pur con l'intercalare dialettale che ne rende ancora più intrigante la lettura. Il felice matrimonio con la televisione sullo sfondo di una bellezza panoramica mozzafiato, ne ha fatto – se così si può dire – un prodotto di esportazione del made in Italy che ha raggiunto cifre da capogiro. Milioni di lettori nelle varie traduzioni e quasi un miliardo di telespettatori. Come la scrittura dell'autore, col passare del tempo anche il personaggio si è evoluto, ma il suo fascino è rimasto inalterato e sembra destinato a crescere ancora prima di andare in pensione.

 

DUBBIO. Quando Torino ha deciso di revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini, sulla rete si è scatenata una " bagarre" a colpi di pensieri e commenti personali che pur senza avere grandi pretese sociologiche offre comunque uno spaccato abbastanza interessante , ancorché virtuale, del clima nel quale siamo immersi. Coloro che scrivono e si sfogano sul blog sono persone intorno a noi convinte ancora oggi che il Duce " abbia scolpito il suo nome nella storia grazie a un immenso lavoro di opere e di ideali sublimi". Mentre un altro aggiunge che Mussolini "sarà contento di non dover condividere nulla con una città di pagliacci e cialtroni". Che dire? Ognuno ha il diritto di comunicare, tuttavia senza dimenticare la massima di Confucio: "Meglio stare zitti, dando l'impressione di essere stupidi, che parlare togliendo ogni dubbio".

   

    

L'AVVENIRE DEI LAVORATORI - Voci su Wikipedia :

(ADL in italiano) http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(ADL in inglese) http://en.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(ADL in spagnolo) http://es.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(Coopi in italiano) http://it.wikipedia.org/wiki/Ristorante_Cooperativo

(Coopi in inglese) http://en.wikipedia.org/wiki/Ristorante_Cooperativo

(Coopi in tedesco) http://de.wikipedia.org/wiki/Cooperativa_italiana

   

        

LAVORO E DIRITTI

a cura di www.rassegna.it

 

Investire sull'economia reale

 

Il segretario generale Cgil alla tavola rotonda sul sistema bancario e assicurativo durante l'assise del sindacato dei bancari. "Per ripartire dobbiamo puntare su lavoro e redistribuzione del reddito. Non si può continuare a tagliare sul welfare"

 

“Abbiamo sentito spesso parlare di relazioni amichevoli tra le banche e i cittadini. I lavoratori, però ci raccontano una storia diversa. Proviamo a metterci d'accordo su una cosa. Siamo sicuri che possiamo ricominciare com'era prima della crisi? Noi pensiamo di no. Il livello di redditività atteso per il sistema finanziario deve scendere, perché a quel livello l'economia non ripartirà". E' quanto ha detto il leader della Cgil, Susanna Camusso, al termine della tavola rotonda, sul tema "Banche e Assicurazioni al servizio della crescita e del lavoro", nell'ambito del congresso del sindacato dei bancari di Corso d'Italia, in corso a Riccione.

    “Capisco che è difficile da accettare, ma il tema è questo: devono cambiare le regole.  - ha continuato Camusso - Al centro c'è il tema della ridistribuzione del reddito. Questo presuppone una riorganizzazione complessa. Abbiamo molto da lavorare, ma potremmo dire che la matrice di tutto è che bisogna tornare ad investire nell'economia reale. Ciò che investito all'estero e in reddito va reindirizzato ad un maggiore rischio verso l'economia reale. Ad esempio è di moda in questo periodo spiegare che bisogna usare i fondi per la previdenza complementare per l'economia reale. Noi siamo tra i primi ad aver proposto che diventino investimento, ma a condizione che venga garantito come viene garantito il credito postale”.

    “Non si può fare una discussione vera sul modello del nostro paese se non ci si domanda qual è il centro. E il centro è il lavoro. - ha concluso - Non ci sarà mai una restituzione fiscale che compenserà la crisi del lavoro e la disoccupazione. Per noi non c'è uscita dalla crisi se non c'è ripresa del lavoro. Noi non riusciremo a vedere risultati senza occupazione. Non si può continuare a tagliare sul welfare, perché così non ce la faremo mai. Bisogna puntare sul lavoro”.

 

ElleEuropa
Il lavoro a dodici stelle

Lunedì 14 aprile 2014 ore 15
Spazio Europa - Via IV Novembre 149, Roma

 

ore 15.00
Presentazione ricerca “Gli italiani e l’Europa”
Carlo Buttaroni, presidente istituto di rilevazione Tecnè

 

ore 15.15
Video intervista a
Martin Schulz, presidente Parlamento europeo

 

L’iniziativa sarà trasmessa in

diretta streaming da RadioArticolo1

 

   

Economia

 

Russia: le sanzioni economiche

sono un’arma a doppio taglio

 

La politica di sanzioni contro la Russia è sbagliata,

ma viene sostenuta anche da un'Europa autolesionista.

 

di Mario Lettieri, già Sottosegretario all'economia (governo Prodi)

e Paolo Raimondi, Economista

 

Le sanzioni economiche nei confronti di uno Stato allontanano qualsiasi soluzione negoziata, invece occorre creare sempre le condizioni per risolvere i contrasti e ottenere la migliore convivenza ed il più efficace sviluppo comune. Ecco perché noi riteniamo che l’Ue, la Russia e l’Ucraina, che convivono nello spazio euro-asiatico, debbano muoversi in quest’ottica. Altrimenti non solo permarrà un clima di tensione ma si irrobustirà anche la tesi di coloro che ritengono che oggi si è in piena “guerra economica”.

    Le analisi della situazione e della crisi in corso possono essere differenti. Noi condividiamo appieno quanto espresso recentemente da Romano Prodi. Egli ha detto: “L’idea che l’Ucraina possa essere o dell’uno o dell’altro è un’idea assolutamente folle. L’ultimo atto del mio governo, insieme ai francesi e, credo, anche ai tedeschi, fu quello di votare contro l’entrata dell’Ucraina nella Nato. Qui è cultura russa e cultura europea assieme, o noi dilaniamo il Paese o dobbiamo avere un assoluto accordo fra Russia e Europa. L’Ucraina non come campo di battaglia ma come ponte.”

    D’altra parte, di solito a sanzioni corrispondono contro sanzioni. Sono armi a doppio taglio. Perciò se l’Europa malauguratamente dovesse bloccare i capitali russi o sospendere i pagamenti dovuti alla Russia, questo sarebbe fatto anche dall’altra parte. Se da un lato si bloccano le merci, dall’altra si fermeranno i rifornimenti di gas.

    La Russia ha un debito estero statale quasi irrisorio, circa 30-35 miliardi di dollari. Il debito estero delle corporation russe private invece è elevato. All’inizio del 2014 era di 732 miliardi di dollari. Che succederebbe se i pagamenti di questi debiti dovessero essere congelati?

    Come è noto la Russia è ormai parte integrante del sistema commerciale mondiale. Nel 2013 ha importato merci, beni di consumo, cibo, medicine, macchinari e tecnologia, per 350 miliardi di dollari, di cui la metà dall’Ue. Al tempo stesso un terzo della produzione di gas russo e un quarto di quella petrolifera sono destinati all’Europa.

    Certo vi sono i sostenitori delle sanzioni che puntano sull’indebolimento della Russia, nella convinzione che aumenterebbe la fuga di capitali. Nel contempo a Mosca si programma la conduzione del commercio, dell’import e dell’export, in rubli e non più in dollari. In verità si tratta di un vecchio progetto relativo alla costruzione di un sistema fondato sul rublo reso convertibile e legato alle sue riserve auree. In merito è significativo che da qualche tempo sulla facciata della Banca Rossiya a Mosca sia apparso un grande rublo in oro a simboleggiare la sua stabilità garantita dalle riserve auree nazionali.

    Il consigliere economico di Putin, Sergey Glazyev, ha detto che se le sanzioni verranno applicate la Russia dovrà necessariamente creare un altro sistema di regolamenti internazionali insieme ad altre valute. Ha ricordato quindi gli eccellenti rapporti economici e commerciali con i partner del Sud e del’Est del mondo, riferendosi in particolare ai Paesi del Brics, che da tempo si sentono anch’essi destabilizzati dalle politiche monetarie “accomodanti” della Federal Reserve.

    Noi riteniamo che nel contesto attuale vada valutata attentamente anche la diffusione delle moneta cinese negli affari internazionali. Nel 2013 circa il 17% dell’intero commercio cinese è stato regolato in yuan. Nel 2009 era solo l’1%.

    Si sottolinea che in tutto il mondo vi è una corsa per diventare i partner privilegiati della Cina nelle sue operazioni valutarie. Lo ha fatto la Bundesbank tedesca che ha stilato uno specifico accordo con la Bank of China per regolare i pagamenti in yuan. Anche la stessa Bank of England sembra voler rendere Londra il centro delle operazioni in valuta cinese. Il 62% dei pagamenti in yuan fuori dalla Cina avvengono già a Londra. Del resto già alla fine del 2013 lo yuan ha superato l’euro come seconda moneta, dopo il dollaro, nella finanza commerciale mondiale

    Che gli Stati Uniti facciano la voce grossa da lontano è una cosa, ma che l’Unione Europea dia segnali di rottura dei suoi rapporti di cooperazione e di commercio con la Federazione russa non è comprensibile.

    E comunque anziché parlare di sanzioni sarebbe utile lavorare nelle competenti sedi internazionali per l’adozione di un unico sistema mondiale che regoli non solo la moneta e la finanza ma anche il commercio e l’economia. Le sanzioni e lo sbandamento evidente dell’Ue purtroppo sembrano non andare in questa direzione.

       

    

FONDAZIONE NENNI

http://fondazionenenni.wordpress.com/

 

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Parliamo di socialismo

 

Premio Nenni 2014

 

I candidati scelti dalla giuria di esperti sono: Iaia Calvio (ex sindaco di Orta Nova), Vittorio Emiliani (Giornalista, Presidente del Comitato per la bellezza), Pino Maniaci (giornalista ), Giusi Nicolini (Sindaco di Lampedusa), don Maurizio Patriciello (simbolo delle battaglie nella terra dei fuochi), Elisabetta Tripodi (Sindaco di Rosarno).

 

La Fondazione Nenni, Istituto culturale e di ricerca, sorto nel 1985, ha indetto per il 2014 la Prima edizione del “Premio Nenni” in collaborazione con la  UIL , il Comune di Faenza e la Fondazione Buozzi.

    Il Premio verrà assegnato nel mese di giugno a chi fra politici, giornalisti, attivisti,  si è contraddistinto per alte qualità morali, umane e politiche, per la difesa dei diritti dei più deboli, per l'uguaglianza, per il benessere della collettività, per la lotta alle mafie e alla corruzione, per la salvaguardia dell'ambiente. Il premio è un'opportunità per dedicare delle giornate di studio su Pietro Nenni, uno dei protagonisti del socialismo italiano, ai suoi insegnamenti e alla sua passione per la Politica intesa come bene comune ma è anche un'occasione per parlare dell'importanza della cultura nel nostro Paese, premiando chi si impegna quotidianamente con onestà e competenza. Le figure in concorso raccontano una società dinamica e coraggiosa. Un Premio di buona politica, di democrazia e di pace

    I candidati scelti dalla giuria di esperti sono: Iaia Calvio (ex sindaco di Orta Nova), Vittorio Emiliani (Giornalista, Presidente del Comitato per la bellezza), Pino Maniaci (giornalista ), Giusi Nicolini (Sindaco di Lampedusa), don Maurizio Patriciello (simbolo delle battaglie nella terra dei fuochi), Elisabetta Tripodi (Sindaco di Rosarno).

    È possibile votare i candidati on line, fino a domenica 11 maggio, attraverso il modulo sul sito internet della Fondazione Nenni:

http://fondazionenenni.it/voting/votazione-premio-nenni

   

 

Riceviamo e volentieri segnaliamo

 

“Sostieni Firenze”, si parte!

 

di Valdo Spini

 

Care amiche e cari amici, l’accordo politico per costituire la lista “Sostieni Firenze” è stato annunciato in una conferenza stampa in Palazzo Vecchio venerdì 4 aprile.

    Potrete leggere il documento convenuto cliccando QUI e la mia personale dichiarazione cliccando QUI.
    La conferenza stampa ha riscosso successo sia sui giornali che sulle televisioni. Si parte! Le prossime tappe saranno la definizione delle liste complete per il Consiglio comunale e per le Circoscrizioni e la raccolta delle firme a sostegno delle medesime.

    La lista "Sostieni Firenze" ha bisogno dell'apporto di tutti, sia programmatico che organizzativo. Volete proporci spunti programmatici? Stiamo per aprire un blog per raccoglierli.

    Volete darci una mano per le firme o le manifestazioni? Fatecelo sapere a valdospini at gmail.com.

Molti cordiali saluti

 

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Valdo Spini

        

        

Da MondOperaio

http://www.mondoperaio.net/

 

Nonostante la mia

lunga militanza

 

di Luigi Covatta

 

Sul Fatto quotidiano del 5 aprile Marco Travaglio ha dato il meglio di se stesso. Per infangare i firmatari del “contromanifesto” di Bedeschi, Berti e Cofrancesco, non trova di meglio che usare l’aggettivo “craxiano” come un insulto. E denuncia (mai termine fu più appropriato) che “alle autorevoli adesioni dei craxiani Ostellino e Pellicani se ne sono aggiunte altre 46, fra cui quella del craxiano Luigi Covatta e, per fare buon peso, quella del craxiano Giuliano Ferrara”; per cui “per ricostituire l’indimenticabile Assemblea Socialista (quella dei ‘nani e ballerine’, Rino Formica dixit) mancano soltanto Sandra Milo e il geometra Filippo Panseca (quello della piramide simil-egizia in onore del faraone Bettino I)”.

    Ostellino, Pellicani e Ferrara non hanno certo bisogno di me per replicare: solo con l’ultimo mi posso misurare, ma esclusivamente riguardo al “buon peso”. Nel mio piccolo non posso che essere orgoglioso di avere fatto parte di un’ assemblea che difficilmente può essere definita rispolverando una vecchia, estemporanea ed infelice battuta di Rino Formica: di aver fatto parte, cioè, di un’assemblea in cui sedevano fra gli altri Francesco Alberoni, Arduino Agnelli, Gianni Baget Bozzo, Franco Barberi, Renato Barilli, Gianni Brera, Valerio Castronovo, Enzo Cheli, Massimo Severo Giannini, Alberto Lattuada, Francesco Margiotta Broglio, Alberto Martinelli, Guido Martinotti, Walter Pedullà, Paolo Portoghesi, Francesco Rosi, Giorgio Saviane, Stefano Silvestri, Mario Soldati, Giorgio Spini, Vittorio Strada, Giorgio Strehler, Umberto Veronesi, Sergio Zavoli e Bruno Zevi (oltre a Luciano Pellicani e Giuliano Ferrara, che sono stati già iscritti nel registro degli indagati).

    Del resto sono orgoglioso perfino di aver fatto parte di un partito che portò al governo Giuliano Amato, Giorgio Ruffolo, Francesco Forte, Gino Giugni, Antonio Ruberti e Giuliano Vassalli: tanto orgoglioso da non offendermi se qualcuno mi definisce “craxiano” nonostante la mia lunga militanza lombardiana.

 

http://www.mondoperaio.net/il-travaglio-dei-professori/

   

    

Da Avanti! online

http://www.avantionline.it/

 

FINALMENTE

EUROPEI !

 

Dopo la Corte europea dei diritti umani, a bocciare la legge italiana n.40 del 19 febbraio 2004 sulla procreazione medicalmente assistita questa volta è stata la Consulta che ne ha definito “illegittimi” alcuni articoli, quelli relativi al divieto di fecondazione eterologa, ossia il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta. Una sentenza, quella di stamane, che farà tirare un sospiro di sollievo alle tre coppie che avevano presentato ricorso presso i tribunali di Firenze, Milano e Catania e assieme a loro darà soddisfazione postuma alle centinaia di altre coppie che in questi anni sono state costrette a penosi sotterfugi per avere ciò che le altre coppie hanno normalmente negli altri Paesi europei mentre aprirà uno spiraglio concreto di speranza per le molte altre in procinto di ricorrere alla fecondazione assistita.

    Le tre coppie presentatrici del ricorso avevano sollevato la questione di legittimità costituzionale sulla legge chiedendo alla Corte Costituzionale di esprimersi in merito alla fecondazione eterologa. Ora la legge 40 dovrà essere riscritta e il Parlamento sarà costretto ad affrontare lo spinoso tema della bioetica. Le reazioni non si sono fatte attendere: critiche negli ambienti del cattolicesimo oltranzista, di segno opposto tra i sostenitori dei diritti civili e nella sinistra in genere. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin ha dichiarato che si tratta di «questioni che non si può pensare di regolare con un atto di tipo amministrativo, ma necessitano una condivisione più ampia, di tipo parlamentare. Alla luce delle motivazioni della Consulta al più presto comunicheremo la road map per l’attuazione della sentenza». Soddisfazione è stata espressa dagli onorevoli socialisti, Pia Locatelli ed Enrico Buemi.

 

Vai al sito dell’avantionline

      

 

Da CRITICA LIBERALE

riceviamo e volentieri pubblichiamo

 

Indecisioni

 

di Andrea Costa

 

Fuorionda Toti-Gelmini su Berlusconi:

“Silvio non sa cosa fare con Renzi".

Anche la Sinistra è ancora indecisa

 

 

Critica liberale

   

        

Da vivalascuola riceviamo

e volentieri pubblichiamo

 

Diplomifici

 

Fermare l'incultura e il malaffare

 

di Giorgio Morale

 

Segnalo la puntata di vivalascuola di questa settimana, dedicata ai diplomifici:

 

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2014/03/31/vivalascuola-168/

 

“La scuola paritaria è uno dei punti del sistema che funziona meglio“: parola della ministra dell’Istruzione Stefania Giannini. Pertanto “scuole statali e scuole paritarie devono avere uguali diritti“.

    In realtà chi conosce la scuola sa che le scuole “paritarie” sono quelle che hanno risultati peggiori alle indagini Ocse e – in molti casi – sono un covo di illegalità e malaffare. Lo sappiamo perché ci abbiamo insegnato, perché certi annunci sono sotto gli occhi di tutti, perché certe trasmissioni tv sono indimenticabili. E così certi scandali da nord a sud.

    Adesso un dossier di Paolo Latella sui diplomifici giace sul tavolo della ministra. Noi non smetteremo di documentare e denunciare questa vergogna, per intanto ci domandiamo, con Marina Boscaino: “Cosa si aspetta a intervenire?“.

       

             

Lutto

 

È scomparso Urs Widmer

 

Il grande scrittore svizzero (Friedrich Hölderlin-Preis 2007)

è morto a Zurigo il 2 aprile scorso a 75 anni

 

La Società Cooperativa Italiana Zurigo esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Urs Widmer, grande scrittore contemporaneo (Friedrich Hölderlin-Preis 2007) e grande amico del “Coopi”, il cui cda ha manifestato la propria vicinanza al collega M° Valentin Lustig e, per suo tramite, alla famiglia dello scomparso.

    Lustig coltivava con Widmer un lungo sodalizio artistico culminato nella pubblicazione del volume Valentin Lustigs Pilgerreise (Diogenes, 2008), libro memorabile in cui lo scrittore allinea 33 capolavori dell’amico pittore in un pellegrinaggio drammatico e burlesco, “a quattro mani”, intessuto di prose magistrali, profonde forme simboliche e sapienti giustapposizioni cromatiche.

    Da ultimo, nell’autunno scorso, Widmer aveva pubblicato una prosa dell’arte, di taglio autobiografico, "Viaggio alla fine dell’Universo" (Reise an den Rand des Universums, Diogenes, 2013) che gli era subito valso prestigiosi premi e riconoscimenti.

    «Nessuno scrittore sano di mente scriverebbe un'autobiografia», chiarì l’Autore: «Questo, infatti, è l'ultimo libro.» Libro di commiato, dunque, nel quale Widmer – ormai affetto da male incurabile, ma mai smunito della sua scanzonata consapevolezza – ha voluto presentare un resoconto della propria gioventù. Resoconto giocoso: c’è per esempio la cronaca romanzata del concepimento (!) dello scrittore stesso. C’è il percorso che infallibilmente lo condurrà alla Letteratura: dal ritmico ticchettio della macchina per scrivere del padre, che tanto affascinava Urs Widmer infante, fino al momento magico in cui la sua macchina per scrivere inizierà a mettersi in movimento da sola… (A.E.)

 

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Urs Widmer

(1938-2014)

   

    

Recensione

 

IL DEPUTATO

DEI 27 VOTI

 

È uscito da Mursia il libro di Goffredo Locatelli “Il deputato dei 27 voti. La storia vera e mai scritta di Giovanni Amendola”

 

di Vincenzo Cutolo

 

Tra gli scopi del libro l’autore inserisce il tentativo di non far morire la memoria della vicenda storica di Giovanni Amendola.  E pare cogliere con sicuro successo tale meritorio obiettivo, giacché restituisce a lettori la coerente figura di un uomo politico meridionale il quale dedicò l’intera azione pubblica e personale al tentativo durissimo di legare gli ideali della democrazia liberale (non disgiunti da una “kantiana” visione morale) alle esigenze di vita della complessa comunità italiana del tempo (in particolare di quella di Sarno, la città dei suoi genitori, che lo elesse per tre volte parlamentare; la “Manchester del sud”, agitata da conflitti aspri tra grande borghesia industriale e classe operaia socialista e dagli altalenanti interessi della borghesia del commercio e del piccolo impiego).

    La biografia politica del “deputato di Sarno” è da Locatelli narrata in modo avvincente, come un romanzo ben scritto. Ed ha un taglio stilistico che rimanda agli artifici tecnici spesso presenti in letteratura italiana. Come infatti il Manzoni (che attribuì la storia dei suoi promessi sposi a un “manoscritto”, di cui modificò lingua e costrutti),  o come recentemente il linguista Raffaele Simone (che ha narrato le passioni dell’anima del filosofo René Descartes facendo apparire autentici dei documenti  da lui magistralmente inventati),  così lo storico Goffredo Locatelli narra la vita di Amendola inventando moduli narrativi abilmente attribuiti all’avvocato di Siano Federico Donnarumma,  segretario-assistente del deputato.

    Il racconto della vita di Amendola è in prima persona. Narrato però non dal protagonista dei fatti,  ma da quell’avvocato suo segretario.  Il quale,  testimone e commentatore,  nel libro  risulta essere un letterario e finissimo “spirito”, creato e animato dallo scrittore per attraversare con partecipe sensibilità gli anni più importanti della vita del deputato meridionale.

    Che di artificio letterario si tratti, lo dimostra anche la definizione che Giorgio Amendola (nel suo “Una scelta di vita”) diede del Donnarumma segretario del padre: “un avvocato di provincia, di affettuosa e pressante devozione, ma di approssimativa preparazione culturale”.

    Il Donnarumma del libro possiede invece una cultura niente affatto approssimativa. Egli è dotato di una elevata preparazione, profonda e robusta, che spazia dalla attenta lettura dei contemporanei avvenimenti politici fino all’analisi dei sentimenti dei personaggi, dalla descrizione lirica dei luoghi fisici fino al tratteggio acuto e rapido di caratteri e fisionomie.

    Le vicende narrate da Donnarumma/Locatelli sono in prevalenza quelle della storia politica del deputato Giovanni Amendola: dalla sua candidatura al Parlamento italiano (offertagli dai liberali  del collegio Sarno – San Severino Mercato, nel 1919) fino alla sua morte in Francia nel 1926, sopraggiunta per le ferite interne prodottegli in Italia dalla violenza fascista. 

    Il racconto rievoca i successi elettorali di Amendola del 1919 e del 1921 (con i conseguenti incarichi di sottosegretario nel governo Nitti e di ministro nei governi Facta precedenti la marcia su Roma), e la sua rielezione nel 1924, che però a Sarno – per i brogli elettorali, la pervicace opposizione degli avversari fascisti e il tradimento dei suoi vecchi sostenitori - gli fece raccogliere solo 27 voti,  a fronte dei 2000 voti ricevuti nel 1921.

    Ma del “deputato di Sarno” Locatelli narra anche la delicata vicenda coniugale e familiare, segnata dal sofferto rapporto tra lui e la moglie Eva Kuehn, una bella emigrata lituana colta, raffinata, di spirito libero, affetta da nevrosi ipermaniacale che le produceva iperattività ed euforia, alternate a stasi, depressione e tristezza.

    Il libro scava nella vita coniugale dei due personaggi facendone emergere le sofferenze reciproche:  quelle del’uomo, amareggiato dai tradimenti di lei e dalle sue continue fughe (a Capri, a Milano o sul lago di Como); e quelle di Eva, alla ricerca incessante sia di emozioni intellettuali e vitali (fu amante di Boine e di Marinetti), sia dell’alleviamento della propria nevrosi.

    C’è poi nel libro una ulteriore vicenda sentimentale, forse del tutto sconosciuta in Italia: la relazione di Giovanni Amendola con la giornalista bulgara Nelia Pavlova (che, poco dopo la morte di lui, partorì un figlio nato da quell’amore).

    Locatelli nota che quella storia, vissuta dal deputato negli ultimi anni di vita (allorché la moglie era nelle case di cura) fu tenuta nascosta per ovvi motivi fino alla morte di Giorgio Amendola. E, nel narrarla, egli ci fornisce dettagli inediti sia circa la devozione e l’affetto che la donna nutrì per l’uomo politico soprattutto nelle ultime settimane di vita a Cannes, sia circa la brutale persecuzione che i fascisti le inflissero per quel legame che le doveva costare addirittura la repentina espulsione dal nostro Paese.

    Di peculiare interesse, nel libro, è anche la narrazione del rapporto tra Giovanni Amendola e Sarno.  

    Per grandi linee,  Locatelli mutua quel rapporto dai documenti di archivio e dalla ricerca storica di svariati autori (in particolare dello studioso locale don Silvio Ruocco). Tuttavia il suo racconto ha un fascino particolare, una letteraria peculiarità che gli deriva proprio dalla scelta stilistica collegata alle nuove tendenze della scrittura storica contemporanea.

    Desta impressione, nel libro, soprattutto la rappresentazione della prima stagione della violenza fascista. Il clima greve di quella stagione vi è tratteggiato con pennellate e riflessioni amare in relazione sia alle angherie disumane subite dalle popolazioni di Sarno e della Campania, sia ai bestiali pestaggi di cui fu vittima lo stesso Amendola, a Roma e poi a Montecatini (dopo che i fascisti lo avevano addirittura cacciato e bandito da Sarno).

    Le pagine più toccanti del libro risultano forse quelle iniziali del “Prologo”. Dove, con  umanità delicata e commossa, Locatelli descrive la sobria cerimonia di sepoltura del “grande italiano”, nel cimitero francese di Cannes: “Lo abbiamo seppellito in una scatola di pelle dentro una scatola di legno di mogano. I becchini l’hanno ricoperta con rapide, esperte palate di terra. Non ci sono stati archi di fiori per segnare il cammino. C’era solo il convoglio funebre di un uomo assassinato”.

 

La casa editrice Mursia in collaborazione con il Comune di Salerno, l’Università di Salerno, la Società di storia patria e l’ANPI invita alla presentazione del libro di Goffredo Locatelli, che si terrà a Salerno nella Sala del Gonfalone di Palazzo di Città, lunedì 14 aprile 2014 alle ore 17,30.  Con l’autore interverranno il sindaco Vincenzo de Luca, il prof. Sebastiano Martelli, il giornalista Paolo Russo, il politologo Giovanni Orsina. Gli attori Giuseppe Cutolo e Anna Maria Carillo, di “EducaCi-Teatro”, leggeranno alcune pagine del libro.

  

 

L'AVVENIRE DEI LAVORATORI - Voci su Wikipedia :

(ADL in italiano) http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(ADL in inglese) http://en.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(ADL in spagnolo) http://es.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(Coopi in italiano) http://it.wikipedia.org/wiki/Ristorante_Cooperativo

(Coopi in inglese) http://en.wikipedia.org/wiki/Ristorante_Cooperativo

(Coopi in tedesco) http://de.wikipedia.org/wiki/Cooperativa_italiana

   

        

Italiani nel mondo

http://www.ilcorriereditunisi.it/

 

Lettera da Tunisi

 

Esce in questi giorni il Corriere di Tunisi.

Di seguito riportiamo ampi stralci dall’editoriale.

 

La Tunisia ha potuto beneficiare di una certa notorietà all’indomani della scelta annunciata dal Premier Matteo Renzi di effettuare il suo primo viaggio all’estero in questo paese del sud mediterraneo che, pur tra mille difficoltà, sta tentando di realizzare una pacifica transizione democratica.

    I significati molteplici di questa visita hanno suscitato commenti di vario tipo: da una parte il plauso di molti tunisini che hanno visto in questa scelta l’appoggio al processo democratico in atto, unico nella regione nordafricana e un’attenzione dell’Italia alla sua riva sud, che poteva essere una premessa ad una ripresa politica del dialogo euro-mediterraneo, da un’altra parte alcuni hanno evocato l’annosa questione degli sbarchi clandestini in Italia che hanno avuto una netta accelerazione dalle cosiddette “primavere arabe”, altri l’hanno interpretata come un segno dell’autonomia italiana rispetto alla Cancelliera tedesca, altri ancora come un tentativo di incontrare a Tunisi il Ministro russo degli Esteri Lavrov, la cui visita era prevista lo stesso giorno, per tentare di arginare la crisi ucraina così come un’altra ipotesi è stata quella di considerare questa visita come un tentativo di ristabilire contatti indiretti con la Libia via la vicina Tunisia, tenuto conto dell’impossibilità al momento di averli direttamente.

    Tutte queste congetture sono state possibili poiché la visita non era stata preparata come generalmente lo sono quelle programmate.

    Notata l’assenza della Mogherini, Ministro degli Esteri la cui presenza era stata precedentemente annunciata.

    Mehdi Jomâa, ha dichiarato dopo aver incontrato Matteo Renzi che lo scopo della visita del Premier a Tunisi è stato quello di sostenere la transizione democratica del paese e rafforzarne la sicurezza. Da parte sua Renzi ha ribadito l’importanza che accorda l’Italia alla zona mediterranea impegnandosi a farne una delle priorità del prossimo semestre italiano dell’UE.

    Comunque siano andate le cose ed anche se le motivazioni del viaggio non appaiono chiare a tutti, per noi che viviamo in Tunisia, è stato un segnale di attenzione al paese che non poteva non essere percepita positivamente.  (…)

    Matteo Renzi ha incontrato a Tunisi il Presidente Moncef Marzouki al Palazzo di Cartagine, il Primo Ministro Mehdi Jomâa alla Kasbah ed il Presidente delll’Assemblea Nazionale Constituente Mustapha Ben Jaâfar .

    Per dare un segnale di sostegno alla società civile che dall’inizio della transizione democratica si batte per il rispetto e l’adozione delle libertà e dei diritti nella costituzione tunisina, Renzi ha incontrato a Sidi Bou Saïd, in maniera informale, alcune figure femminili impegnate in particolare sulla lotta per la parità di genere, privilegiando l’incontro con alcune rappresentanti delle associazioni all’incontro con rappresentanti delle forze politiche ivi compreso quelle del suo stesso partito, presente in Tunisia attraverso il Circolo PD Valenzi…

 

Continua la lettura sul sito del Corriere di Tunisi    

    

    

L'AVVENIRE DEI LAVORATORI

EDITRICE SOCIALISTA FONDATA NEL 1897

Casella postale 8965 - CH 8036 Zurigo

 

Direttore: Andrea Ermano

Amministratore: Sandro Simonitto

Web: Maurizio Montana

 

L'editrice de L'Avvenire dei lavoratori si regge sull'autofinanziamento. E' parte della Società Cooperativa Italiana Zurigo, storico istituto che dal 18 marzo 1905 opera in emigrazione senza fini di lucro e che nel triennio 1941-1944 fu sede del "Centro estero socialista".

    L'ADL è un'editrice di emigranti fondata nel 1897 dalla federazione estera del Partito Socialista Italiano e dall'Unione Sindacale Svizzera.

    Nato come organo di stampa per le nascenti organizzazioni operaie all'estero, L'ADL ha preso parte durante la Prima guerra mondiale al movimento pacifista di Zimmerwald; ha ospitato l'Avanti! clandestino (in co-edizione) durante il ventennio fascista; ha garantito durante la Seconda guerra mondiale la stampa e la distribuzione, spesso rischiosa, dei materiali elaborati dal Centro estero socialista di Zurigo.

    Nel secondo Dopoguerra L'ADL ha condotto una lunga battaglia per l'integrazione dei migranti, contro la xenofobia e per la dignità della persona umana, di chiunque, ovunque.

    Dal 1996, in controtendenza rispetto all'eclissi della sinistra italiana, siamo impegnati a dare il nostro contributo nella salvaguardia di un patrimonio ideale che appartiene a tutti.

   

        

Allegato Rimosso
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