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Title: Der Tag - SPIEGEL ONLINE Newsletter

L'AVVENIRE DEI LAVORATORI

La più antica testata della sinistra italiana, www.avvenirelavoratori.eu

Organo della F.S.I.S., organizzazione socialista italiana all'estero fondata nel 1894

Sede: Società Cooperativa Italiana - Casella 8965 - CH 8036 Zurigo

Direttore: Andrea Ermano

 

Settimanale in posta elettronica – Zurigo, 21 maggio 2014

   

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IPSE DIXIT

 

Ho voglia di dire che sono orgoglioso - «Mi attirerò una bella dose di critiche, ma ho voglia di dire che sono orgoglioso di appartenere a una nazione che manda i militari a salvare le famiglie e non a sparargli addosso.» – Mario Calabresi

   

    

L'AVVENIRE DEI LAVORATORI contribuisce da oltre 115 anni a tenere vivo l'uso della nostra lingua presso le comunità italiane nel mondo tra quelle persone che si sentono partecipi degli ideali socialisti-democratici di Giustizia e Libertà.

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EDITORIALE

 

Ricostruire,

riequilibrare

 

di Andrea Ermano

 

"Un incontro tra due professionisti". Così lo ha definito Vespa, il derby post-dc di Porta a Porta tra lui stesso e il leader M5S Grillo. Un incontro tra due professionisti, un po' come nel wrestling.

    Nonostante la consumata capacità di “contenimento” del giornalista televisivo, Grillo ha potuto dispiegare dall'inizio alla fine della "intervista" i suoi pesanti improperi e le sue fumosissime prospettive antipolitiche. Troppo grevi gli uni, troppo astratte le altre. Ma il messaggio "vero" era un altro ancora: il M5S catalizza la rabbia montante evitando così eventuali esondazioni di violenza politica. Giura Grillo.

    Errore. Il pericolo populista resta grande e va combattuto con decisione perché storicamente le metafore truculente tendono a materializzarsi in azioni truculente. E dunque – contrariamente a quanto ci assicura il capo pentsatellato – le parole sono pietre. Lo sono oggi non meno di quanto lo furono in passato, ad esempio da ultimo nel passaggio tra la prima e la cosiddetta seconda Repubblica, allorché lo “scassamento” populista prevalse sulla razionalità.

 

 

Allora si sarebbe dovuto riportare il Paese all'etica pubblica, invece l'ondata moralizzatrice fu strumentalizzata per interessi di bassa lega.

    Molti problemi e pericoli dell’oggi provengono dal fallimento di quella stagione.

    Oggi più che mai bisognerebbe ricostruire, riequilibrare, riportare veramente la legalità nelle istituzioni, bisognerebbe debellare la criminalità organizzata e la corruzione. Questa la base per ripartire anche sul piano economico.

    Ma nulla di ciò sarà fattibile se non sapremo evitare che anche questa transizione finisca in uno “scassamento” populista.

    Piaccia o non piaccia, è del tutto evidente che solo il voto al Partito Democratico può contribuire a imprimere – dall'interno del PSE e dentro all’UE – una vera spinta alla soluzione dei problemi di scala continentale e tramite ciò anche a quelli sociali ed economici che gravano sull’Italia.

 

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SPIGOLATURE 

 

Populismo "perbene"?!

 

Marine Le Pen ha provato a sdoganare il populismo "perbene", ma il suo compare italiano, il leghista Salvini, vuole dare il Daspo agli immigrati perché "portatori di scabbia e tubercolosi". E Grillo si colloca “oltre Hitler”.

 

di Renzo Balmelli 

 

SLOGAN. Fra una settimana, quando uscirà il prossimo numero dell'AdL, capiremo quale indirizzo avrà preso l'Europa al termine di una tornata elettorale che di rado in passato ha tanto surriscaldato gli animi come stavolta. Vedremo se l'Unione si sarà fatta ammaliare, come gli ingenui marinai della Lorelei, dalle sirene di una certa destra ringhiosa e rognosa, determinata a liquidare l'importante eredità de padri fondatori, oppure se dal grande fiume ricaverà nuova linfa per creare un'entità, solida e capace d'imporsi. Con la furbizia che la distingue, Marine Le Pen ha provato a sdoganare il populismo "perbene", ma se pensiamo a certi suoi compari italiani (il leghista Salvini che vuole dare il Daspo agli immigrati perché "portatori di scabbia e tubercolosi", o Grillo che si colloca oltre Hitler), la diagnosi è presto fatta: il populismo "perbene" non sarà mai altro che uno slogan di basso conio.

 

CARENZA. Abbiamo bisogno di più Europa, di una comunità che sia il contrario di quella disgregata e disfatta di cui parla Primo Levi nel suo magistrale La Tregua, viaggio nel cuore di una umanità dispersa e rassegnata all'idea che "guerra è sempre", come dice un protagonista del romanzo. Qualcuno che di sicuro milita nel campo degli euroscettici ha scritto che da tempo l'UE è più all'origine di problemi che non di soluzioni. In simili affermazioni è palese una preoccupante carenza di idee alla quale il "Corriere della Sera" si impegna a porre rimedio, alla vigilia dell'eurovoto, riproponendo il libro dello scrittore torinese nell'ambito dell'iniziativa "Romanzi d'Europa". Attraverso la lettura di quelle pagine, che posano uno "sguardo lucido sul Vecchio Continente oltraggiato", la necessità di "una Europa dal valori condivisi" appare più che mai attuale.

 

SONDAGGI. Dalla virulenza della campagna elettorale per le europee risulta chiaro che in Italia il verdetto delle urne sarà considerato in primis un banco di prova sul piano interno per misurare i rapporti di forza tra i vari schieramenti. A diradare le incognite sul voto ha provveduto il portale Ticino online venuto a conoscenza di sondaggi che per legge gli elettori italiani non possono conoscere. In base a questi dati, finiti in rete, il Pd resta con ampio distacco il primo partito, con le carte in regola per uscire vincitore dalla consultazione, nonostante la disgregante ricaduta di EXPO 2015. Al Sud e nelle isole lo insidia il Movimento 5 Stelle, ma non in misura tale – osserva il portale – da ribaltare il quadro politico e quindi trasformare lo scrutinio delle europee in un referendum sul governo. Renzi insomma non dovrebbe fare le valige, potendo contare sulla compattezza degli elettori che lo voteranno, in parte magari piangendo, ma comunque lo voteranno. Quanto a Forza Italia, per ora naviga al terzo posto di una corsa sulla quale domina tuttavia la pesante ipoteca del reale interesse per queste elezioni che potrebbe dilatare il fenomeno dell'astensionismo.

 

VIOLENZA. Ha avuto vita più effimera di "Tripoli bel suol d'amor", la canzone con Gea della Garisenda avvolta nel tricolore sabaudo che glorificò le imprese coloniali italiane, la speranza che dopo Gheddafi la Libia potesse poco alla volta prepararsi a vivere un domani migliore. Le attese sollevate della rivoluzione del 2011 sull'onda della primavera araba se ne sono andate come le fragili promesse scritte sulla sabbia del deserto, mentre il desidero di rinnovamento politico non ha avuto seguito se non nei ricorrenti focolai di guerra civile. Scomparsa ormai da parecchio dalle prime pagine, la Libia vi è ritornata in questi giorni in seguito all'ennesima esplosione di violenza, settarismo e terrore che evidenzia la drammatica e dolorosa inconsistenza delle istituzioni nazionali e internazionali chiamate a governare la transizione. Tripoli è tutto fuorché un suol d'amore.

 

NAZIONALISMO. Anche l'India non sfugge al richiamo del nazionalismo che ormai è presente nel continente asiatico secondo modalità che è impossibile tratteggiare in modo univoco. Di quali colori si tingerà quello hindu in salsa agro-dolce che ha soppiantato la gestione storica della dinastia Gandhi-Nehru è un interrogativo non privo di incognite. In questa parte del globo i nazionalismi sono tanti quante le nazioni che la compongono e quindi ancor più insidiosi. Con la stessa lentezza che ha contrassegnato la lunga maratona elettorale indiana, durata più di un mese, bisognerà dunque dare prova di infinita pazienza per capire in quale direzione di muoverà il nuovo governo di Narendra Modi dopo la dirompente vittoria del Bharatiya janat, il suo partito forte di un consenso che non si vedeva da 30 anni e che per la sua ampiezza avrà di sicuro un peso maggiore pure sugli assetti internazionali.

 

DIVERSITA'. Non c'è soltanto l'Italia che litiga per gli aerei da combattimento. Anche la Svizzera ha le sue gatte da pelare quando si tratta di stanziare fior di miliardi per rinnovare la flotta dei caccia. Il progetto che prevedeva l'acquisto di una ventina di Gripen, un modello di aviogetto svedese ancora tutto da costruire, è apparso però troppo fumoso anche a una nazione che va fiera del suo esercito. La bocciatura era quindi inevitabile anche se finirà col sollevare strascichi polemici di lunga lena. Sui miliardi negati alla Difesa già si è avuto uno scambio di battute al calor bianco su chi è più patriota tra i germanofoni, in maggioranza favorevoli al credito, e i cantoni francofoni contrari. "La Svizzera non esiste", disse un artista elvetico in vena di provocazione. Si sbagliava. In effetti ne esistono più di una, ma divise da diversità e visioni culturali molto distanti quando sono in ballo le questioni di fondo.

   

    

L'AVVENIRE DEI LAVORATORI - Voci su Wikipedia :

(ADL in italiano) http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(ADL in inglese) http://en.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(ADL in spagnolo) http://es.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(Coopi in italiano) http://it.wikipedia.org/wiki/Ristorante_Cooperativo

(Coopi in inglese) http://en.wikipedia.org/wiki/Ristorante_Cooperativo

(Coopi in tedesco) http://de.wikipedia.org/wiki/Cooperativa_italiana

   

 

LAVORO E DIRITTI

a cura di www.rassegna.it

 

Riforma Pubblica amministrazione:

le nostre 45 risposte al governo

 

La risposta alla lettera inviata ai dipendenti delle Pa dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia. Il 23 maggio assemblee in tutta Italia per discutere le proposte.

 

“Quarantacinque idee per discutere della riforma della pubblica amministrazione con le lavoratrici e i lavoratori nelle assemblee del 23 maggio, per poi rilanciare le proposte di Cgil, Cisl e Uil di categoria sulla riorganizzazione dei servizi e sul lavoro pubblico”. Con una nota congiunta Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili, segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, lanciano i 45 punti (qui il pdf) in risposta alla lettera inviata ai dipendenti delle Pa dal presidente Matteo Renzi e dal ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia.

    “Più che una sfida - affermano le tre sigle - lanciamo un'opportunità: aprire una fase di riforma partecipata. Fare finalmente la spending review per riqualificare la spesa, eliminare sacche di spreco e investire in servizi efficienti. A Renzi e Madia diamo la possibilità di ripensare l'offerta di servizi partendo dal lavoro, con un confronto ancora possibile. Se lo vogliono davvero – concludono Dettori, Faverin, Torluccio e Attili – se vogliono andare oltre gli spot e le consultazioni “mediatiche”, troveranno con sorpresa una riforma già pronta, un mondo del lavoro pubblico che, nonostante cinque anni di blocco del contratto nazionale e la troppa propaganda negativa, ha ancora le capacità e le idee per contribuire al cambiamento del Paese”.

 

Sul sito www.rassegna.it il documento completo in PDF.

   

    

Economia

 

E le banche fanno festa

 

In arrivo il Quantitative Easing europeo.

 

di Mario Lettieri, già Sottosegretario all'economia (governo Prodi)

e Paolo Raimondi, Economista

 

In Europa è in arrivo il Quantitative Easing (QE). In ogni occasione internazionale il governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, ripete che “siamo determinati a mantenere un alto grado di ‘monetary accomodation’ e di agire con risolutezza qualora fosse necessario”. Ciò significa il mantenimento del tasso di interesse al livello attuale, o addirittura più basso, per un prolungato lasso di tempo, con l’aggiunta di un QE “alla europea”.

    L’urgenza di un intervento non convenzionale, secondo la Bce, sarebbe dettata dalla debilitante stagnazione economica e dal rischio di deflazione. C’è infatti la possibilità che il tasso di inflazione diventi negativo per effetto della caduta dei prezzi e della domanda interna. 

    Negli Usa la Fed nel 2012 iniziò ad inondare i mercati con una liquidità aggiuntiva di ben 85 miliardi di dollari ogni mese, che adesso è stata ridotta a 55, con effetti limitati per l’economia statunitense ma destabilizzanti per il resto del mondo, in particolare per i Paesi emergenti.

    La Fed acquistava, e acquista, titoli di stato e asset-backed security (abs). Questi sono in gran parte titoli cartolarizzati, cioè derivati finanziari il cui sottostante è costituito da altri titoli, in particolare da ipoteche.

    Secondo il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, la Bce avrebbe già fatto delle simulazioni per studiare l’effetto di un QE, pari a 1.000 miliardi di euro, sia su investimenti e consumi che sul tasso d’inflazione in Europa.

    In Europa la stragrande maggioranza del credito passa attraverso i canali bancari. Negli Usa invece esso passa attraverso il mercato dei capitali e le borse. Perciò mentre in America il credito arriva direttamente ai settori dell’economia reale attraverso i mercati dei capitali, in Europa esso dipende dallo stato di salute del sistema bancario.

    La Bce, stante le attuali regole, non può acquistare titoli di stato. Perciò essa “intende pilotare” il suo QE verso l’acquisto di abs emessi dalla banche europee che cartolarizzano i prestiti concessi e le ipoteche accese in particolare nei confronti delle Pmi.

    Draghi, consapevole del fatto che sono stati proprio i derivati come gli abs a scatenare negli Usa e nel resto del mondo la più devastante crisi finanziaria ed economica della storia, sta facendo opera di convinzione sulla qualità degli abs europei.

    Secondo noi la vera questione è un'altra. Perché si è obbligati a passare soltanto dal sistema bancario per dare il credito alle attività produttive? Non ci sono altre alternative?

    Il sistema bancario ha indubbiamente un ruolo importante nei processi economici, solo quando funziona bene, però. Ma le grandi banche sono state, e lo sono tuttora, al centro della finanza speculativa e di altre distorsioni sistemiche.

    Le riforme necessarie, quali la separazione bancaria, il prosciugamento della palude dei derivati Otc, l’attacco alle speculazioni, ecc., non sono mai state attuate. Perciò i maggiori controlli e l’aumento della quota del capitale di base previsti da Basilea III speriamo non siano dei meri palliativi. 

    Si tenga conto che anche con l’operazione LTRO, il piano di rifinanziamento a lungo termine effettuato dalla Bce, sono stati concessi 1.000 miliardi di euro di prestiti alle banche europee al tasso dello 0,5% che, anziché essere erogati come credito alle Pmi, sono stati utilizzati per acquistare titoli di stato in scadenza e sono rimasti parcheggiati presso la stessa Bce. In sintesi non si è lontani dal vero se si afferma che in 3 anni le banche beneficeranno di circa 100 miliardi di profitti!

    Tutto ciò ci porta a concludere che occorre considerare la Bce non come un “vitello d’oro” dove tutto è già definito ed immutabile. Invece che sulle proposte di Draghi di sviluppare il mercato degli abs, perché non lavorare per identificare nuovi strumenti e istituti che, bypassando l’attuale sistema bancario, che deve ancora fare “ i suoi compiti a casa”, assicurino alle Pmi e alle famiglie direttamente il credito? Perché invece degli abs, non si privilegiano i project bond? Perché invece del sistema bancario privato non si utilizzano, ad esempio, le banche di sviluppo, quali gli sportelli delle Casse Depositi e Prestiti europee?

    Siamo convinti che il credito sarebbe più veloce e più efficace con beneficio dell’intera economia.

       

   

FONDAZIONE NENNI

http://fondazionenenni.wordpress.com/

 

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Parliamo di socialismo

 

Un ricordo di Giuseppe Favale

 

di Marica Salvitti

 

Gli amici della Fondazione Pietro Nenni ricordano con rimpianto Giuseppe Favale. Fin dalla sua costituzione, la Fondazione ha avuto in lui un collaboratore prodigo di consigli, ricco di idee, pronto ai suggerimenti.

    In particolare io ricordo con nostalgia il tempo trascorso nello studio di uno svecchiamento e soprattutto di una semplificazione, dell’impostazione della denuncia dei redditi che portò poi alla realizzazione del modello “unicun”.

    Il lavoro si svolse in una atmosfera di collaborazione gioviale grazie a Peppe che, pur affrontando i temi e i problemi economico-finanziari con estrema serietà , non mancava mai di manifestare il suo temperamento semplice e disponibile.

    Revisore dei conti della Fondazione, non ha mai mancato   di dare suggerimenti , di proporre soluzioni, dimostrando sempre una grande disponibilità umana e professionale.

    Ciao Peppe, sentiremo sempre la tua mancanza.

   

        

Da MondOperaio

http://www.mondoperaio.net/

 

L’Autogolpe

 

C’è qualcosa di surreale nelle reazioni di Berlusconi e dei berlusconiani alle “rivelazioni” di Geithner sulla crisi del 2011.

 

di Luigi Covatta

 

Berlusconi e i berlusconiani parlano di “colpo di Stato” (anzi, di colpo di Stato multiplo), ma poi si limitano a chiedere una commissione d’inchiesta (istituto, diceva Nenni, che in genere serve ad insabbiare le questioni scomode). Come se Facta avesse preteso una commissione d’inchiesta sulla marcia su Roma e sull’incarico a Mussolini. E come se Berlusconi, tre anni fa, avesse lasciato palazzo Chigi su un’ambulanza. Senza dire dell’incoerenza di cui avrebbe dato prova lo stesso Berlusconi due anni dopo nel promuovere la rielezione del golpista principale.

    Ma non c’è da stupirsi. E’ solo l’ennesimo sintomo di come da quelle parti si concepisce l’autonomia della politica, pur invocata come una litania contro l’invadenza dei Pm e dei “poteri forti”. Prima c’era stata la minaccia di Gasparri e Calderoli di denunciare Renzi all’autorità giudiziaria per diffamazione dei funzionari del Senato. E prima ancora l’approvazione della legge Severino, che un anno dopo si voleva rinviare alla Corte costituzionale.

    Uno statista, se subisce un golpe, o resiste o si ritira: per rispetto di se stesso, ma anche della volontà dei milioni di cittadini che lo hanno eletto. Se invece va a lamentarsi da Vespa, non è uno statista, e della volontà degli elettori se ne infischia: non proprio il massimo dell’affidabilità, alla vigilia di una nuova consultazione elettorale.

   

    

Da Avanti! online

www.avantionline.it/

 

La vespa Grillo

 

di Mauro Del Bue

 

Ha rotto il tabù e si è presentato nel salottone come un ospite qualsiasi. Grillo è stato accolto da un nugolo di fotografi, si è seduto sulla magica e ambita poltrona, senza invitati e giornalisti, e ha risposto alle domande di Vespa. Strana questa analogia. Grillo agitatissimo si dimenava urlando con gli occhi chiusi. Come Renzi, sempre più arrotondato, nel comizio di Napoli. La partita è ormai a due. Berlusconi osserva, stranamente riflessivo e pacato, la contesa del nuovo bipolarismo. Odia Grillo, apprezza Renzi. Anche gli accenti polemici del nuovo cerchio magico renziano non sono più rivolti al nemico di sempre. Solo al nuovo nemico, il barbaro alle porte, che vien tenuto nel mirino, perché feroce, perché spaventa.

    I concetti di Grillo, chiamiamoli così, sono quelli soliti. Più facile capire quel che non vuole che quel che vuole. Grillo non vuole l’Expò, non vuole la Tav, non vuole gli inceneritori, non vuole l’Italicum, non vuole questa riforma del Senato, questi due dinieghi hanno qualche ragione. Vuole uscire dall’Europa con un referendum impossibile. Ma soprattutto vuole processare tutti. Da Vespa ha portato un plastico con le prigioni. Ci vuol mettere politici, giornalisti, imprenditori, magistrati. Ma il problema è che vuole processarli lui, assieme ai suoi, sulla rete. Come le brigate rosse processavano attraverso i tribunali cosiddetti del popolo, ma in realtà formati da loro stessi, così Grillo, sostituendo il popolo con la rete, indica medesima metodologia.

    Si dice che i sondaggi, più o meno coperti, indichino un ulteriore aumento del peso elettorale grillino. Si fa presto a dedurlo anche dall’insistenza di Renzi e di Berlusconi all’affondo contro di lui. Mancano pochi giorni all’appuntamento elettorale. E saranno giorni di fuoco, di insulti, di minacce. Mai in passato, neppure nella caldissima campagna elettorale del 1948, in cui si giocava la partita della libertà, si era sviluppata tanta virulenza. Allora si scontravano politiche, mentre le persone si rispettavano. Adesso si scontrano persone, e le politiche spesso si confondono. Si mescolano, si sovrappongono. Perfino si imitano. Daspo o galera per i politici corrotti, paghino i ricchi, basta con ‘ste spese per la politica, cambiamo l’Europa e i suoi vincoli, bene gli ottanta euro ma non bastano. Chi non è d’accordo alzi la mano.

    Tra centro-sinistra e centro-destra non esiste quasi più differenza. Solo con Grillo, il barbaro, che Vespa non riesce a neutralizzare anche se lo induce a specificare, a chiarire, a entrare qualche volta in contraddizione, esiste il conflitto. Piu spesso sul linguaggio, sulle minacce, sulle offese, che non sui contenuti. E quel processo e quel carcere rappresentano il culmine di un’offensiva che affonda le sue radici nel fallimento di un ventennio nero e cupo per l’Italia. Anche noi abbiamo promosso un processo alla seconda Repubblica mai nata. Sia ben chiaro un processo simbolico e politico, perché su una cosa certamente Grillo ha ragione. In questo ventennio le responsabilità sono dell’intera classe dirigente di destra e di sinistra che hanno governato alternandosi. Dio ci scampi però da un governo grillino. Il ventennio nero sfocerebbe in un regime sudafricano dell’apartheid…

 

Vai al sito dell’avantionline

   

    

Da “Sostieni Firenze”

http://www.valdospini.it/

 

COMUNALI FIRENZE: CHIUSURA

DELLA CAMPAGNA ELETTORALE 

 

di Valdo Spini

 

Vi aspetto tutti domani pomeriggio, mercoledì 21 maggio alle ore 18 in Piazza Strozzi a Firenze, dove ci sarà la manifestazione di chiusura della nostra lista "Sostieni Firenze".

 

È molto importante questa presenza nel centro della città.

Interventi di:

 

Valdo Spini, capolista

Agostina Mancini, segretario provinciale del Psi

Sandra Giorgetti, portavoce dei Verdi

 

"Sostieni Firenze" ha presentato 36 candidati (18 donne e 18 uomini) per il Consiglio comunale e 19 candidati per ognuna delle cinque Circoscrizioni (Quartieri) in cui si divide il comune fiorentino, ed è in coalizione con il candidato sindaco Dario Nardella.

        

    

LETTERA

 

Io voto per Tsipras

 

Non ho interessi personali in queste elezioni, non sono candidato nè parente o collega di candidati.

    Ma credo molto in una  possibilità.

    Il Parlamento Europeo è ancora un po' lontano, un po' debole ma è la nostra possibilità di futuro. Senza Europa, (però una Europa più giusta...), tutto sarebbe peggio. In questa elezione non c'è più il timore di far vincere Berlusconi, non c'è il premio di maggioranza, non c'è bisogno di intrupparsi, si può scegliere una minoranza intelligente. Un'altra Europa.

    Non si vota solo per l'Italia, per premiare o bocciare il governo, ma per spingere l'Europa in un senso o nell'altro.  

    Il greco Tsipras dice bene e in modo semplice da che parte deve andare l'Europa, una svolta sociale per il Mediterraneo e per tutti. La scelta non è tra il Pd oggi rappresentato da Renzi dal suo protagonismo e le 5 Stelle rappresentate dalla rabbia di Grillo e da intenti confusi.. Non dobbiamo scegliere tra questi due protagonisti, che talvolta sembrano due facce di una stessa medaglia. 

    Abbiamo la possibilità di scegliere un'altra voce, più ispirata, più profonda, la lista Altra Europa con Tsipras che andrebbe a spostare l'Europa in una direzione rosso-verde. Questa lista non è l'emanazione di un capo, ci sono tante intelligenze, meglio così.

    Tra  le intelligenze e le persone  della lista si può scegliere con le preferenze, per individuare chi andrà nel

    Parlamento europeo. (Personalmente sostengo in particolare - nel NordOvest  Piemonte Lombardia Liguria -  un giovane  ex sindaco concreto tenace ambientalista Domenico Finiguerra e un grande esperto di relazioni internazionali Alfredo Somoza)

Spero di  non aver  disturbato!     

 

Paolo  Hutter, Milano

 

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Da CRITICA LIBERALE

riceviamo e volentieri pubblichiamo

 

Un voto per salvare l’Europa

 

di Beatrice Rangoni Machiavelli

 

Malgrado gli errori compiuti e le difficoltà esistenti, non si può dubitare dell’impegno a proseguire nel cammino dell’integrazione da parte degli Stati dell’Unione, con l’euro al centro del loro progetto. Sembra di scorgere l’alba dopo una grave crisi che sarebbe stata ancora più drammatica senza l’Europa e senza l’euro.

    Gravi errori politici sono stati indubbiamente fatti. Cittadine e cittadini in gran numero, hanno dubitato dell’efficienza dell’UE, causando una diffidenza verso le istituzioni comunitarie che ha rafforzato gli estremismi.

    Gli europei erano abituati alla crescita e a sistemi di protezione generosi. Rimproverano pertanto all’Unione di non aver saputo evitare questa crisi, che oltretutto ha messo in evidenza le insufficienze di una integrazione incompleta.

    Le istituzioni non possono più funzionare come sessanta anni fa. Le problematiche internazionali sono cambiate, come le economie mondiali sconvolte a causa di uno sviluppo che deve essere necessariamente globale, così come le tecnologie.

    Se le nostre società hanno dimostrato  troppa resistenza nel superare la scomparsa di comode certezze, l’esplosione della disoccupazione e il conseguente impoverimento, lo si deve anche a un modello europeo, che non può più far fronte alle nuove sfide. Urge rilanciare una Europa istituzionalmente in condizioni di farlo.

    Alla base  della costruzione europea c’è il diritto; alcuni articoli dei Trattati, andranno modificati - come già altre volte è stato fatto - per dare una base giuridica all’iniziativa di rimettere ordine nelle nostre regole comuni. I popoli europei attendono una gestione politica che assicuri il rafforzamento del Parlamento Europeo, della Commissione, della Presidenza del Consiglio e dell’Alto Rappresentante per la politica estera UE.

    Non solo i governi, ma gli europarlamentari, le cittadine e i cittadini possono e devono influire sulle scelte di chi li governa,  e sui cambiamenti delle politiche comuni.

    Quello che manca agli europei è una forza morale, che sostenga la speranza nel futuro. Tanto più che il confronto con gli altri grandi attori mondiali resta largamente a nostro vantaggio in termini della difesa della solidarietà, della cultura e dei valori che determinano la qualità della vita.

 

Critica liberale

   

    

Da vivalascuola riceviamo

e volentieri pubblichiamo

 

La “congiura”

contro i giovani

 

di Giorgio Morale

 

vivalascuola questa settimana, a partire dall'omonimo libro di Stefano Laffi, parla della "congiura contro i giovani":

 

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2014/05/12/vivalascuola-172/

 

E’ storia dei nostri giorni: nonostante tutti i politici parlino di politiche in favore dei giovani, in realtà tutto è teso a escluderli. Si accusano i giovani di essere senza valori quando sono gli adulti ad aver creato un deserto negando a bambini, ragazzi, giovani tempo e relazioni per offrire, a compensazione, cose, merci e realtà virtuali e così riducendoli al ruolo di destinatari di un marketing su cui far prosperare profitti.

Anche le scuola non sono create per i ragazzi: le scuole "sono spesso edifici brutti, giganteschi, tenuti male... E in un posto così, quando è la tua ora, come può venire voglia di andarci?".

Completano la puntata materiali sull'argomento e le notizie della settimana scolastica.
   

    

L'AVVENIRE DEI LAVORATORI - Voci su Wikipedia :

(ADL in italiano) http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(ADL in inglese) http://en.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(ADL in spagnolo) http://es.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(Coopi in italiano) http://it.wikipedia.org/wiki/Ristorante_Cooperativo

(Coopi in inglese) http://en.wikipedia.org/wiki/Ristorante_Cooperativo

(Coopi in tedesco) http://de.wikipedia.org/wiki/Cooperativa_italiana

   

     

1924-2014: ATTUALITA’

DI GIACOMO MATTEOTTI

   

MATTEOTTI

A MILANO

 

Sala del Grechetto – Biblioteca Sormani,

Via Francesco Sforza, 7 – Milano

 

dal 5 al 28 giugno 2014

 

In collaborazione con la Biblioteca Sormani – Comune di Milano

Con il  contributo di Fondazione Cariplo

 

La Fondazione Anna Kuliscioff,  in occasione del 90° anniversario del sequestro  e dell’uccisione di Giacomo Matteotti, intende ricordare l’attualità della figura di un uomo che è stato non solo esponente politico di primo piano nella lotta antifascista, ma anche protagonista delle battaglie sociali e della formazione culturale e professionale di un nuovo gruppo dirigente che guidava la progressiva emancipazione del mondo del lavoro.

 

Giovedì 5 giugno 2014 – ore 11

Inaugurazione e Conferenza Stampa

Presentazione del volume: “Giacomo Matteotti – Raccolta di articoli”

Presentazione della raccolta : “Scalarini per Matteotti”

 

Lunedì 9 giugno 2014 -   ore 18

Tavola rotonda: “I Fratelli Rosselli e Matteotti: vittime di un regime”

In collaborazione con Circolo Rosselli e Federazione Italiana Associazioni Partigiane

 

Giovedì 19 Giugno 2014 -ore 17.00

SOTTO L’ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Tavola rotonda : “1924-2014 : ATTUALITA’ DI GIACOMO MATTEOTTI”

 

Introduzione  :       Walter Galbusera - Presidente Fondazione Kuliscioff

Interventi  :            Prof. Stefano Caretti – Università di Siena

                                Prof. Mauro Canali – Università di Camerino

                                Prof. Ivano Granata – Università di Milano

                                Prof. Maurizio Punzo – Università di Milano

Coordina:               Carlo Tognoli – Fondazione Anna Kuliscioff

 

In tale occasione il Dott. Carlo Nordio – Procuratore Aggiunto della Repubblica a Venezia – presenterà il volume “I processi Matteotti”, pubblicato dalla Fondazione Kuliscioff, di cui ha curato l’introduzione.

 

FONDAZIONE ANNA KULISCIOFF - Fondatore Giulio Polotti - Presidente Valter Galbusera

 

     

LETTERA

 

Vent’anni dopo

 

Sulla diagnosi di Covatta circa il riemergere

della corruzione a Milano (vedi sito mondoperaio)

 

C'è qualcosa di tenero nell'affermazione di Covatta: "imprese che si facevano ben volentieri taglieggiare". Fa tenerezza vedere come a distanza di vent'anni un complesso freudiano di inferiorità colga qualsiasi occasione per vellicare i bassi istinti dei suoi coetanei. Imprese. I socialisti, quelli di Bad Godesberg, che prendono il mercato con tutti i suoi limiti e lo buttano a mare.

    Esistono tantissimi imprenditori competitivi che dall'Italia scappano per poter partecipare a gare serie all'estero (questo lo dimostrano oggettivamente le statistiche del commercio estero) e che se fossero fatte anche in Italia con il medesimo livello di decenza ci sarebbe da importarne di lavoro perché insufficiente.

    Di mezzo invece c'è stato un ceto politico (a cui l'autore è appartenuto in posizioni non di seconda fila) che dopo aver taglieggiato il paese scarica tutto il peso su una parte sola e si capisce che non vedeva l'ora…

 

Vito Antonio Ayroldi, Milano

 

 

Caro Ayroldi, secondo noi la diagnosi di Covatta c’azzecca. La red dell’ADL

        

        

L'AVVENIRE DEI LAVORATORI

EDITRICE SOCIALISTA FONDATA NEL 1897

Casella postale 8965 - CH 8036 Zurigo

 

Direttore: Andrea Ermano

Amministratore: Sandro Simonitto

Web: Maurizio Montana

 

L'editrice de L'Avvenire dei lavoratori si regge sull'autofinanziamento. E' parte della Società Cooperativa Italiana Zurigo, storico istituto che dal 18 marzo 1905 opera in emigrazione senza fini di lucro e che nel triennio 1941-1944 fu sede del "Centro estero socialista".

    L'ADL è un'editrice di emigranti fondata nel 1897 dalla federazione estera del Partito Socialista Italiano e dall'Unione Sindacale Svizzera.

    Nato come organo di stampa per le nascenti organizzazioni operaie all'estero, L'ADL ha preso parte durante la Prima guerra mondiale al movimento pacifista di Zimmerwald; ha ospitato l'Avanti! clandestino (in co-edizione) durante il ventennio fascista; ha garantito durante la Seconda guerra mondiale la stampa e la distribuzione, spesso rischiosa, dei materiali elaborati dal Centro estero socialista di Zurigo.

    Nel secondo Dopoguerra L'ADL ha condotto una lunga battaglia per l'integrazione dei migranti, contro la xenofobia e per la dignità della persona umana, di chiunque, ovunque.

    Dal 1996, in controtendenza rispetto all'eclissi della sinistra italiana, siamo impegnati a dare il nostro contributo nella salvaguardia di un patrimonio ideale che appartiene a tutti.

        

 

Allegato Rimosso
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