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[Diritti] ZAD di Testet. Morto un manifestante



ZAD di Testet. Morto un manifestante

Sabato 25 ottobre era stata indetta una manifestazione al cantiere per la costruzione della diga di Sivens. Quest'opera è contrastata dagli ambientalisti e dai piccoli agricoltori che fanno riferimento alla Confederation Paysanne. La diga servirebbe gli interessi di alcune grandi aziende agricole e distruggerebbe l'unica zona umida della zona. Siamo nel Tarn, nella zona pirenaica a ovest di Tolosa.
Migliaia di manifestanti provenienti da tutta la Francia hanno partecipato all’iniziativa contro la diga e in solidarietà con chi resiste nei boschi, nonostante i violenti attacchi della polizia degli ultimi mesi.
Dopo il corteo del pomeriggio ci sono stati scontri con la polizia. Le truppe dell’antisommossa hanno usato gas lacrimogeni, pallottole di gomma e granate assordanti. Le cariche nel bosco sono andate avanti per tutta la notte.
Tra le due e le tre Remi, un ragazzo di 21 anni, è stato trovato morto da vigili del fuoco e gendarmi.
Remi probabilmente è morto durante gli scontri.
Secondo la gendarmeria il corpo del compagno era nel bosco. Diversa la versione di alcuni manifestanti che sostengono che Remi si trovava nei pressi degli sbarramenti della polizia e si è accasciato dopo un lancio di granate.
Né la Prefettura né la polizia hanno fatto dichiarazioni, in attesa dell’autopsia prevista per oggi.
I resistenti della ZAD di Notre Dame des landes, in
un loro comunicato parlano esplicitamente di assassinio e invitano a manifestare contro la violenza di Stato.

Domenica sera c'é stata una prima manifestazione di protesta a Gaillac.
Oggi sono state indette iniziative di fronte alle Prefetture in tutta la Francia.

Potete trovare informazioni e aggiornamenti su questi siti.

Il collettivo contro la diga “
Tant qu'il y aura des bouilles

Il sito lionese
rebellyon

Sull’esperienza libertaria della ZAD del Testet sull’ultimo numero di LeMonde Libertaire c’è un interessante articolo di Iannis Vouluntas. Lo trovate qui.

per info e aggiornamenti:
www.anarresinfo.noblogs.org