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[Diritti] ADL 141030 - Digitale



Title: Der Tag - SPIEGEL ONLINE Newsletter

L'AVVENIRE DEI LAVORATORI

La più antica testata della sinistra italiana, www.avvenirelavoratori.eu

Organo della F.S.I.S., organizzazione socialista italiana all'estero fondata nel 1894

Sede: Società Cooperativa Italiana - Casella 8965 - CH 8036 Zurigo

Direttore: Andrea Ermano

 

Settimanale in posta elettronica – Zurigo, 30 ottobre 2014

   

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IPSE DIXIT

 

Fanfanismo digitale - «La Leopolda è fanfanismo digitale.» – Carlo Freccero

   

    

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    L'AVVENIRE DEI LAVORATORI contribuisce da oltre 115 anni a tenere vivo l'uso della nostra lingua presso le comunità italiane nel mondo tra quelle persone che si sentono partecipi degli ideali socialisti-democratici di Giustizia e Libertà.

    

    

EDITORIALE

 

Due sinistre?

 

di Andrea Ermano

 

Un po' discosti da Palazzo Chigi, i luoghi per una (ineludibile) trattativa tra Governo e Parti sociali potrebbero/dovrebbero essere la "pancia" del Pd e gli emicicli parlamentari. La "Sinistra a sinistra del Pd" appare invece francamente fuori gioco.

    Dopo la grande manifestazione della CGIL qualcuno ragiona di ennesime scissioni volte a costruire un nuovo partito della "Sinistra a sinistra del Pd". La quale "Sinistra a sinistra del Pd" però ha di suo tre grosse carenze: essa manca di organizzazione, di leadership e soprattutto di una strategia politica generale.

    Susanna Camusso, la maggiore esponente della sinistra italiana oggi, porta in piazza un milione di persone con la sua CGIL, ma non ha alcun interesse a rinchiudersi nel recinto della "Sinistra a sinistra del Pd". Forse potrebbe avere quest’interesse il pur valido Landini, ma gli difetta la forza necessaria a realizzarlo, almeno per ora. Vendola, del resto, non ha voluto o potuto traghettare SEL nel PSE. Molti dei suoi si sentivano troppo cubani o andini per occuparsi dell'Europa e della sua noiosa socialdemocrazia. Di conseguenza, il sogno della "Sinistra a sinistra del Pd" – di trasformarsi il mosca cocchiera della CGIL dentro a un disegno che vada "oltre"… in realtà, non dispone di alcun "oltre" da proporre, né sul piano nazionale né su quello continentale o globale.

    Resta la CGIL.

    Troppo grossa per essere rottamata dagli opinionisti “del cinegiornale dell’ora Renzi”, troppo solidamente strutturata per implodere come il grillismo, la CGIL è destinata a fungere da principale punto di riferimento del crescente disagio sociale. Su questo, a occhio, il Rottamatore deve mettersi il cuore in pace.

    Ora, però, il disagio può essere riconosciuto e governato. Oppure stupidamente disconosciuto, eventualmente anche manganellato… e lasciato andare in ebollizione.

    Qui sta il vero problema del Governo e del Pd: riuscire a dare espressione e forma politica al caldo autunno italiano di cui domenica scorsa abbiamo visto l’inizio.

 

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Roma, 25.10.2014 – La folla al discorso conclusivo

di Susanna Camusso alla manifestazione della CGIL.

       

        

LAVORO E DIRITTI

a cura di www.rassegna.it

 

Roma: la polizia carica i lavoratori dell’Ast

 

"Ci hanno picchiato gratuitamente, non abbiamo fatto nulla di violento". Pesante carica della polizia ai danni dei lavoratori Ast e dei sindacalisti nel presidio in difesa delle acciaierie ternane. Alcuni feriti, tra cui Venturi della Fiom. Domani i metalmeccanici genovesi scioperano in solidarietà con i lavoratori della ThyssenKrupp picchiati mentre manifestavano in difesa del loro posto di lavoro.

 

Il bilancio degli scontri è di diversi feriti, tra i quali alcuni dirigenti sindacali finiti in ospedale per farsi medicare: Gianni Venturi della Fiom nazionale e Cristiano Costanzi, segretario della Fillea Cgil di Terni (per lui 20 punti di sutura). È l'esito della carica della polizia ai danni dei lavoratori Ast e dei sindacalisti impegnati a Roma nel presidio in difesa delle acciaierie ternane sotto l'ambasciata tedesca. I lavoratori, insoddisfatti dell'esito dell'incontro con l'ambasciata, che non ha preso alcun impegno preciso, avevano deciso si spostarsi sotto il ministero dove è in corso un incontro sulla vertenza.

    Ma fatti pochi metri la polizia ha sbarrato il passo ed è partita una pesantissima carica. Manganellate hanno raggiunto diversi lavoratori e rappresentanti sindacali che erano in prima fila, con anche dirigenti nazionali, tra i quali Maurizio Landini e parlamentari (Airaudo). A riportare la conseguenze più serie è stato Gianni Venturi, responsabile della Fiom Nazionale per la siderurgia, che, evidentemente colpito alla testa, si è accasciato a terra in visibile stato di sofferenza ed è stato in seguito portato via da un'ambulanza. E' stato ferito anche Rosario Rappa della Fiom.

    Ecco la testimonianza di un operaio: “Eravamo davanti all'ambasciata, i poliziotti pensavano che volessimo entrare. Hanno iniziato a manganellare ovunque, non sappiamo quantificare il numero dei feriti, non hanno guardato in faccia a nessuno. Abbiamo visto alcune persone con sangue alla testa, non si è capito più nulla. Noi non abbiamo mai fatto nulla di violento, bastava che dicessero di fermarci. Stiamo perdendo il lavoro, non siamo delinquenti", conclude.

 

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Foto Fabrizio Ricci

 

Dopo le cariche, gli operai, con in testa il leader della Fiom Maurizio Landini, si sono diretti in corteo verso il ministero dello Sviluppo economico dove intorno alle 14 una delegazione è stata ricevuta dai rappresentanti del governo. I lavoratori hanno continuato a urlare il loro slogan "L'operaio non si tocca" in un clima ancora teso, ma molto più calmo rispetto a quanto accaduto a piazza Indipendenza qualche minuto prima.

    Davanti al ministero a quel punto si è formato, quasi senza volerlo, uno spaccato della crisi industriale italiana. Insieme agli operai della Ast, infatti, si sono ritrovati quelli della Trw (Livorno) e della Jabil (Caserta), giunti a Roma per gli stessi motivi: difendere il posto di lavoro. In migliaia si sono applauditi a vicenda solidarizzando gli uni con gli altri.

    Al termine dell'incontro il governo ha promesso un intervento sul piano industriale della Ast e un impegno per le ditte terze, annunciando che a breve riconvocherà i sindacati per fare il punto. Una promessa che però non basta ai lavoratori umbri, secondo cui il tempo degli annunci è finito e ora servono atti concreti.

    “Non ci sono certezze e garanzie per lo stabilimento ternano”, ha riferito Claudio Cipolla (Fiom Terni) dopo il vertice con il ministro dello Sviluppo Federica Guidi. A Terni, dunque, la mobilitazione va avanti con lo sciopero a oltranza e i presidi permanenti ai cancelli di viale Brin, al Comune e alla Prefettura.

 

“Venerdì 31 ottobre i metalmeccanici genovesi scioperano in solidarietà con i lavoratori della ThyssenKrupp picchiati dalla polizia mentre manifestavano in difesa del loro posto di lavoro”. Ne dà notizia il sindacato in una nota. “Ecco i nuovi metodi del Governo Renzi: libertà di licenziamento e, chi non è d'accordo e manifesta contro, manganellate. Più che il futuro ricorda il passato e gli anni '50 quando le cariche della polizia rispondevano agli scioperi. Dopo le chiacchiere alla Leopolda le manganellate ai metalmeccanici”. I metalmeccanici di Genova “solidarizzano con gli operai della Thyssen e gli dicono di non mollare scioperando e manifestando venerdì 31 ottobre con appuntamento alle 9 in Piazza Massena a Cornigliano. Una sola classe, una sola lotta”, conclude il comunicato.

  

    

Da Avanti! online

www.avantionline.it/

 

SCONCERTAZIONE

 

Scontri al centro di Roma nel corso del corteo degli operai delle Acciaierie Ast di Terni. I manifestanti si stavano dirigendo verso il ministero dello Sviluppo Economico, quando sono stati bloccati dagli agenti della polizia. Il corteo si stava spostando dal presidio sotto all’ambasciata tedesca e ha cercato di forzare il cordone. I manifestanti sono stati respinti delle forze dell’ordine. Sono scoppiati dei tafferugli in cui in tre persone sono rimaste ferite. Contuso anche Gianni Venturi, coordinatore nazionale Fiom e Alessandro Unia del Rsu Fim Cis.

    “Hanno caricato i lavoratori, tre sono in ospedale”. Ha detto il segretario generale Fiom, Maurizio Landini, che era presente agli scontri avvenuti intorno a piazza Indipendenza. “Non c’è stata nessuna carica, ma un’azione di contenimento” è stata la replica della Questura di Roma. “Sono stati i manifestanti ad andare verso il cordone degli agenti lanciando oggetti e ferendo un funzionario e tre poliziotti che li hanno dovuti contenere”.

    E il caso è arrivato in Parlamento con la richiesta di tutti i gruppi parlamentari del Senato, in apertura dei lavori d’Aula, al ministro degli Interni Angelino Alfano di riferire domani al question time. Come risposta il Ministero dell’Interno aprirà un’inchiesta per verificare le responsabilità della carica di polizia nei confronti dei manifestanti. Lo ha fatto sapere il vice ministro dell’Interno, Filippo Bubbico, durante l’incontro con i rappresentanti di Fim, Fiom. Mentre il sottosegretario Graziano Delrio, che ha telefonato al leader della Fiom, ha assicurato che il Governo continua a essere impegnato nell’affrontare la crisi di Ast Terni: “Abbiamo seguito la vicenda da subito, siamo stati in contatto con Guidi, Alfano ed i responsabili sindacali. Vogliamo la massima trasparenza e verificheremo l’accaduto: in poche ore Alfano ha garantito tutta la documentazione per ricostruire in modo puntuale l’accaduto”.

    “Dica Alfano – ha affermato il segretario del Psi Riccardo Nencini – cosa è successo a Roma. E lo dica in Parlamento. E se vi sono responsabilità, non le taccia. C’è troppa tensione e dentro un clima di tensione si moltiplicano i fattori destabilizzanti. Il contrario di cui ha bisogno l’Italia. Fermarsi, sedersi e parlarsi”.

    Durissimo Maurizio Landini: “Il governo deve rispondere, siamo noi che paghiamo le tasse e che lavoriamo. La presidenza del Consiglio dica una parola invece di fare slogan del cazzo! Devono chiedere scusa, perché paghiamo le tasse anche per loro. Devono sapere che questo Paese esiste grazie alla gente che lavora”.

    Successivamente una delegazione dell’acciaieria di Terni, guidata da Landini, ha ottenuto un incontro al ministero dello Sviluppo Economico. Un incontro in cui, hanno riferito i sindacati, il Governo si è impegnato affinché l’azienda ricominci a pagare gli stipendi a condizione che i lavoratori lascino entrare le tre persone dell’amministrazione. I sindacati si sono detti disponibili e hanno aggiunto che la settimana prossima saranno riconvocati per capire se ci sono stati passi avanti. In sostanza il Governo, come ha spiegato il ministro dello Sviluppo Federica Guidi, ha chiesto alla Ast “di ridurre l’impatto sull’occupazione a circa la metà della cifra proposta” dall’azienda, pari “al massimo a 290 unità invece di 550, e da gestire in un periodo di 24 mesi utilizzando la mobilità incentivata, con incentivi che l’azienda è stata disponibile a valutare tra i 50mila e gli 80mila euro”. Un nuovo tavolo tra azienda e sindacati sul piano industriale si terrà la settimana prossima al ministero dello Sviluppo economico mentre il ministro Alfano ha incontrato in serata al Viminale i leader dei sindacati presenti oggi in piazza a Roma.

    “Ci sono persone che rischiano il posto di lavoro – ha detto il leader della Cgil Susanna Camusso – che oggi sono state picchiate dalla polizia. Si parli di questo e non delle sciocchezze”. Il numero uno del sindacato si è poi recato in ospedale a visitare i lavoratori condannando “con forza e sdegno” le cariche, esprimendo “piena vicinanza e solidarietà” alla piazza. Reazioni anche dagli altri leader sindacali: “Quanto successo è un fatto grave e inaccettabile – ha sottolineato Luigi Angeletti della Uil – sono le cariche la cifra della politica di attacco ai sindacati? In piazza c’erano solo lavoratori e non sindacalisti. Le forze dell’ordine non devono alimentare il disordine. Il governo deve intervenire e risponderne, perché episodi del genere non possono passare sotto silenzio”.

    “Noi – ha aggiunto il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan – abbiamo sempre il massimo rispetto nei confronti delle forze dell’ordine che fanno il loro dovere. Ma è davvero incomprensibile e grave quello che è accaduto oggi. Caricare e picchiare i lavoratori e i dirigenti sindacali non è certamente un bel segnale per il clima generale del paese. Speriamo che il Governo faccia subito chiarezza su quanto è accaduto”.

    Reazioni sono arrivate ovviamente anche da mondo politico: Dal Pd, il presidente del partito Matteo Orfini ha scritto su Twitter che “in casi così drammatici ci può essere tensione, ma i lavoratori dell’Ast vanno ascoltati non caricati”. E Stefano Fassina ha dichiarato: “In piazza c’erano dei lavoratori ed è gravissimo quello che è successo. Dobbiamo rispondere con la politica industriale non con la polizia”. “Gli operai – ha detto Gianni Cuperlo, deputato del Pd – si ascoltano. Non si caricano. Il sindacato si rispetta. Non si insulta”.

    Da Bruxelles è arrivato anche il commento del vicepresidente dell’Europarlamento Antonio Tajani: “Il governo non perda altro tempo per risolvere la vicenda delle acciaierie di Terni. Serve un’azione forte a Bruxelles e a Berlino”.

 

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SPIGOLATURE 

 

Uno scenario non nuovo

 

Sotto il paravento del Nazareno non si va molto lontano

 

di Renzo Balmelli 

 

EDITTO. Che la politica sia l'arte del possibile e a volte anche di peggio, lo diceva già Bismarck. Vi sono tuttavia limiti psicologici oltre che fisiologici che non andrebbero superati. Pensare di governare solo con la tecnica dell'esclusione alla lunga non paga, ma lascia un cumulo di macerie. Calato il sipario sulla Leopolda, occorre ricostituire il consenso con le parti sociali e non inasprire il conflitto fino a renderlo incandescente. Di editti dall'acre retrogusto bulgaro ne è bastato uno, ed era uno di troppo. Sotto il paravento del Nazareno non si va molto lontano, tanto più che nell'aria volteggiano avventate promesse, impalpabili come bolle di sapone. Uno scenario non nuovo.

 

AVVENIRE. Divide et impera. A detta di molti osservatori sembra questo il principio al quale si attiene il Presidente del Consiglio, rivelando – annota Gerardo Morina sul Corriere del Ticino, "una spiccata tendenza al cannibalismo politico". Se fosse davvero così – e alcuni indizi tenderebbero ad avvalorare tale ipotesi – la sinistra non può certo restare a guardare. Ne va della sua storia, del suo patrimonio politico e culturale. Nessuno insomma vorrebbe leggere un annuncio siffatto in cui si rende noto che la premiata ditta “Sinistra Italiana” cessa la propria attività in seguito a “rottamazione”. Dopotutto il Sol dell'Avvenire non è ancora tramontato.

 

CULTURA. Ciò che non si può ottenere con la forza delle armi potrebbe riuscire con la forza delle idee. Se l'Isis si avvale dei social media per arruolare volontari e pianificare attentati in ogni angolo del mondo, il modo più efficace per contrastarla validamente è di replicare con la diffusione a tappeto della cultura. Ma come? Lo spiega "Sette", l'inserto del Corriere della Sera. Per combattere la barbarie dei califfi ci vuole il pensiero di Spinoza che già quattro secoli fa auspicava la nascita di repubbliche tolleranti e liberali, oggi riportate d'attualità dai massacri compiuti nel nome di un Dio. Sul filosofo olandese i pareri divergono, ma certo non sul fatto che fosse una mente lucida ed evoluta.

 

VIOLENZA. Sincera era la convinzione che l'Iran stesse poco alla volta distanziandosi dagli eccessi radicali di Ahmadinejad. Ma le speranze sono andate presto deluse. L'impiccagione della giovane Reyhaneh Jabbaris, processata per l'uccisione dell''uomo che la stava violentando senza che nessuno cercasse di capirne le ragioni, ha avuto l'effetto di una doccia gelata sul tentativo riformista, apparso ancora molto lontano dalle aspettative. Anziché una prova di misericordia, la sentenza si è rivelata un macabro rituale per zittire il dissenso, indifferente al fatto che la giovane sia stata violentata due volte: da un uomo prima, da un sistema ingiusto poi.

 

RISCATTO. Dalle urne di Brasile e Ucraina è uscita l'immagine di due Paesi che non hanno rinunciato a sperare: il primo con la rielezione di Dilma Rousseff alla quale il nord povero affida le speranze di riscatto; il secondo con un voto che guarda ora a occidente e non in direzione del Cremlino. Ma il messaggio più significativo, considerata la pressione fondamentalista, arriva dalla Tunisia grazie al successo del partito laico e la contemporanea disfatta degli islamisti radicali. Finita più o meno male quasi ovunque, la primavera araba torna a sbocciare nella nazione magrebina sovrapponendosi, in chiave democratica, all'intolleranza e al fanatismo.

 

APOLOGIA. In Italia non è la prima volta che la destra tenta di sdoganare il ventennio, spesso proponendo una lettura del tutto arbitraria della storia nel tentativo di cancellare gli orrori del passato. In questo filone si colloca la messa celebrata nella capitale in ricordo del Duce a poca distanza dal terrazzo di Piazza Venezia dal quale si affacciava Mussolini. Sia il luogo, sia la data, il 28 ottobre, anniversario della Marcia su Roma che segnò l'avvento del potere fascista, mostrano che la scelta non è stata casuale, ma è al limite dell'apologia. L'intento è di accreditare l'immagine di Benito grande statista e brava persona dimenticando alcuni errori: la guerra e le leggi razziali. Errori che tutti possono commettere, sostengono i nostalgici. Difatti, l'altro si chiamava Adolfo.

    

    

L'AVVENIRE DEI LAVORATORI - Voci su Wikipedia :

(ADL in italiano) http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(ADL in inglese) http://en.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(ADL in spagnolo) http://es.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(Coopi in italiano) http://it.wikipedia.org/wiki/Ristorante_Cooperativo

(Coopi in inglese) http://en.wikipedia.org/wiki/Ristorante_Cooperativo

(Coopi in tedesco) http://de.wikipedia.org/wiki/Cooperativa_italiana

   

           

FONDAZIONE NENNI

http://fondazionenenni.wordpress.com/

 

Destra e sinistra all’italiana

 

Ad un’analisi sociologica risulta che la CGIL è la “vecchia” sinistra e il Governo (della Leopolda) è la nuova destra.

 

di Giuseppe Tamburrano

 

Oltre un milione di lavoratori, disoccupati e pensionati si sono riuniti a Piazza San Giovanni per manifestare contro il Governo Renzi. È la CGIL di Di Vitorio che protesta contro il Governo di Togliatti? Fuori di metafora vi è uno scontro duro tra il sindacato di sinistra ed il Governo di sinistra. Situazione paradossale!

    Ad un’analisi sociologica risulta che la CGIL è la “vecchia” sinistra e il Governo (della Leopolda) è la nuova destra. Non intendo dare ai due termini significati storico-ideologici ma pienamente contenutistici. La parola “destra” non ha significato sempre “reazione”, ricordiamoci il Risorgimento, Cavour e la destra storica. Come la parola “sinistra ” non ha sempre significato progresso: ricordiamoci Stalin. Ci sono esempi di uomini di sinistra che hanno fatto una politica di destra: l’Economist definì Tony Blair “una signora Thatcher in disguise”.

    Si tratta ora di capire se l’Italia ha bisogno di una destra moderna o di una sinistra “antica”.

    Non è facile rispondere perché se alla manifestazione della Camusso hanno partecipato 1.200.000 persone, il PD di Renzi ha ottenuto il 40,8% alle recenti elezioni europee. Non è facile dare una risposta ai quesiti. Mettetevi nei panni di Epifani il quale non sapeva se andare alla Leopolda (è stato segretario del PD renziano) o a Piazza San Giovanni (è stato a lungo segretario della CGIL).

    In conclusione, noi non abbiamo una sinistra politica. Gli altri paesi europei ce l’hanno, anche se è una sinistra di facciata.

    Renzi aumenterà il suo score, di quel poco che manca alla maggioranza assoluta (si tenga conto che alle elezioni europee ha votato la metà degli elettori iscritti)? Guarderà all’elettorato finora berlusconiano accentuando il suo distacco dalla sinistra tradizionale? Questa sinistra romperà con Renzi prendendo caratteri che sanno di un vecchio massimalismo riverniciato?

   Mi pongo interrogativi e non so dare una risposta. Mi aiuterà qualche nostro lettore?

       

               

Da MondOperaio

http://www.mondoperaio.net/

 

I miglioristi, pazienti e inquieti

 

Del libro di Umberto Ranieri – Napolitano, Berlinguer e la luna – colpisce ad esempio l’attenzione ai volti. Sì, all’aspetto del viso dei protagonisti del suo racconto dal sapore autobiografico.

 

di Danilo Di Matteo

 

I volti miglioristi paiono animati nel contempo da pazienza, ironia e inquietudine. L’autore è più che mai attento ai sentimenti propri e altrui, e rende mirabilmente la solitudine che spesso caratterizza la lotta politica. Ecco cosa scrive sul suo diario il 30 giugno 1988, all’indomani di elezioni amministrative parziali dall’esito negativo per il Pci: “incontro conviviale nella mia casa di via Fornelli con Napolitano e alcuni compagni della ‘destra’ napoletana. Pietro Valenza rimprovera maldestramente Giorgio per la sua condotta al Comitato centrale. Succede una mezza tragedia. Giorgio si inalbera e reagisce. Pietro esagera. Mi colpiscono le parole di Giorgio e l’emozione con cui le pronuncia. Parla della coscienza in lui viva dei propri limiti, della responsabilità che avverte verso tanti compagni, del travaglio nel votare Occhetto. Mi sorprende e mi commuove”.

    Una “tranquilla malinconia”, del resto, accompagna tutte le pagine del volume. E Ranieri coglie subito un dato saliente: “nella straordinaria macchina politica che era il Pci di quegli anni non mancavano i tratti di una Chiesa”. Tanto che lui, giovanissimo, venne bollato come menscevico per essersi astenuto in occasione del voto per la radiazione degli organizzatori de il manifesto a Napoli. E da tutto il libro emerge una considerazione: il Pci, compreso quello degli ultimi anni, era assai meno “socialdemocratico” di quanto all’esterno si pensasse. Da qui la vicenda di Riccardo Terzi e l’esclusione di Luciano Lama e di Napolitano dal novero dei possibili successori a Berlinguer alla guida del partito. “La mia convinzione è – egli anzi scrive riguardo ai sommovimenti seguiti al 1989 – che abbia pesato sui caratteri assunti dalla sinistra italiana l’antica ostilità alla socialdemocrazia”. Non ancorare in maniera compiuta e consapevole la “svolta” alla socialdemocrazia ha privato la coscienza di milioni di persone, come acutamente notato da Biagio de Giovanni, di “una struttura di riferimento”.

    E in un altro passaggio emerge l’umanità dell’autore: “La pietà esige l’ardua responsabilità di prendere sul serio i diritti e la dignità di chiunque, quali che siano le azioni e i comportamenti, soprattutto se sanzionabili. Valori di civiltà che aveva ricordato a tutti, in uno splendido articolo, Salvatore Veca, replicando alle parole con cui l’ideologo della Lega, Gianfranco Miglio, aveva commentato il suicidio in carcere di Gabriele Cagliari”. Né Ranieri è indulgente con se stesso. Notando che il Pds avrebbe dovuto battersi contro la criminalità ispirandosi alla lezione di Giovanni Falcone, scrive: “Soltanto un vecchio migliorista come Gerardo Chiaromonte lo fece. Io no. Fui un vile. Ero membro della commissione antimafia, avrei dovuto manifestare esplicitamente dubbi e perplessità su alcune scelte, ma evitai di farlo. Le volte in cui intervenni provai a esprimere dei distinguo del tutto flebili e incomprensibili”.

    E cosa, più della poesia, può accompagnare la tranquilla malinconia di un essere umano? Quella stessa poesia, in fondo, di Berlinguer che si rivolgeva alla luna fra i Sassi di Matera, nel 1980. E la poesia accompagnò anche uno dei periodi più difficili della vita dell’autore, con l’iscrizione nel registro degli indagati per finanziamenti illeciti al partito, a Napoli. Era la fine del 1993. “Trascorrevo le notti insonni leggendo versi. Ritrovai quelli di Orazio nella traduzione di Paolo Bufalini: ‘Equa ricordati di conservar la mente nei difficili casi della vita, e nei buoni, scevra da insolente esultanza’”.

    Già; e oggi? Dinanzi ai proclami di improbabili rivoluzioni, Ranieri preferisce parlare di riforme liberali dell’economia e della società. E al centrosinistra odierno (che continua a scrivere col trattino) ricorda l’eredità del socialismo liberale. Una questione di rilievo, emersa in particolare con il ruolo di “motore di riserva” assunto dal Quirinale, va notata: Ranieri ed Enrico Morando si sono pronunciati a favore dell’ipotesi semipresidenziale. Assai dubbioso al riguardo è parso il Capo dello Stato. Però “su un punto Napolitano aveva ragione: l’idea sostenuta dalla destra di introdurre il semipresidenzialismo in Italia a colpi di emendamenti non era accettabile”.

    In un altro passaggio l’autore sembra far trasparire come un bambino i propri sentimenti, nutriti di meraviglia e ammirazione: le dimissioni di papa Benedetto. Un evento da lui accostato per la sua forza travolgente e per il suo carattere paradigmatico al crollo del muro di Berlino.

    Non può sfuggire, poi, che Ranieri è accompagnato nel viaggio attraverso i ricordi dal suo Virgilio: Luciano Cafagna, vera e propria coscienza critica della sinistra e del paese. L’autore, in un momento delicato, pensa inoltre che la politica non sia arte sua, e in tal maniera pare interrogarci sull’essenza stessa di quell’arte.

       

   

Da l’Unità online

http://unita.info/

 

Svolta nella vicenda de “l’Unità”.

 

Pd annuncia: c’è l’offerta dell’editore Guido Veneziani. Fnsi: prioritaria la questione occupazionale

 

“L’annuncio della esistenza di una proposta di acquisto per “l’Unità”, che dovrebbe concretizzarsi  entro venerdì 31 ottobre, da parte dell’editore  Guido Veneziani, costituisce una svolta positiva nella tormentata vicenda dello storico giornale della sinistra italiana che dovrebbe portare al ritorno del quotidiano fondato da Antonio Gramsci nelle edicole del Paese.

    La Federazione Nazionale della Stampa auspica che questo annuncio si concretizzi nei tempi più rapidi possibili e condivide la richiesta, avanzata dal Comitato di redazione, dell’avvio di un urgente confronto sindacale. Confronto che deve avere al centro due questioni prioritarie: il progetto di giornale il cui obiettivo deve essere quello di mantenere l’ancoraggio alla sua lunga storia e tradizione culturale e la più ampia tutela dell’occupazione.

    La FNSI sarà al fianco del Cdr e della redazione nei prossimi difficili passaggi di questa vertenza.”

 

Vai al sito dell’Unità

       

   

Dalla Fondazione Rosselli di Firenze

http://www.rosselli.org/

 

Riflessioni

di un socialista

 

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Presentazione

del libro di

 

Valdo Spini

 

La buona politica da Machiavelli alla terza repubblica.

Riflessioni di un socialista.

 

Prefazione di Carlo Azeglio Ciampi

Introduzione di Furio Colombo

 

Marsilio Editore, pp. 176, 2° edizione

 

«La scintilla accesasi nel ragazzino che in un giorno del 1956 accompagnava il padre alla commemorazione di Piero Calamandrei è divenuta una fiamma robusta. Una fiamma capace di rischiarare il buio di questo difficile presente». Così Carlo Azeglio Ciampi si esprime nei confronti del percorso umano e politico che Valdo Spini ha scelto di ripercorre qui.

    Il risultato è un appassionante racconto in cui si intrecciano vicende personali e la politica di questo paese. Rivivono personaggi, avvenimenti, snodi fondamentali che hanno segnato la storia dell'Italia repubblicana: dal Psi degli anni Sessanta alle vicende di Tangentopoli, passando per il socialismo internazionale e le esperienze governative. Leggendo questo libro – dice Furio Colombo nell'introduzione – si prova «un sentimento strano, come tornare in un quartiere che conosci bene, ma stenti a orientarti, perché molto è stato abbattuto e molto costruito in un altro modo».

    Allora diventa importante riannodare i fili della memoria per riflettere oggi su cosa sia stata e cosa possa tornare a essere la politica italiana.

 

Zurigo, domenica 9 novembre alle ore 17.00

Chiesa evangelica di lingua italiana

Zwinglikirche, Kalkbreitesaal (pianterreno)

Aemtlerstrasse 23 - 8004 Zurigo

Ingresso libero

 

Valdo Spini (Firenze, 20 gennaio 1946), vice-segretario nazionale del PSI dal 1981 al 1984, è stato parlamentare socialista dal 1979 e poi dei DS fino al 2008. Ha ricoperto importanti incarichi di governo (Sottosegretario al Ministero dell'Interno dal 1986 al 1992, Sottosegretario agli Esteri nel 1992-1993. Nel 1993 al 1994 Ministro per l'ambiente). È docente presso l’Università di Firenze (Storia ed evoluzione degli accordi internazionali in tema di energia e ambiente nell'ambito del Master “Ambiente ed energia”), presidente dell'Associazione Istituzioni di Cultura Italiana (Aici) e autore di numerosi saggi, tra cui: Alla Convenzione Europea. Diario e documenti da Bruxelles (2003), Compagni siete riabilitati! Il grano e il loglio dell'esperienza socialista (2006) e Vent'anni dopo la Bolognina (2010).

       

           

Da CRITICA LIBERALE

riceviamo e volentieri pubblichiamo

 

Quale guerra allo Stato Islamico?

 

Lo Stato Islamico è una novità di prima grandezza

nel tormentato corso della storia che stiamo vivendo.

 

di Raniero La Valle

 

Lo Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (ISIS, o come si dice lì, DAISH), non è solo una delle tante irruzioni dell’estremismo islamico che ci hanno turbato in questi anni, non è un’organizzazione terroristica clandestina come quelle contro cui siamo in guerra ormai a partire dall’attentato alle Torri Gemelle. È tutto questo, ma la novità è che si è costituito in Stato, sotto il comando di un Califfo, ha un territorio, un popolo, un esercito. E in più, almeno a parole, coltiva un sogno di conquista che vede il Califfato estendersi fino a Roma, in Spagna, in Portogallo… Però, a differenza delle antiche conquiste islamiche, questa volta non si tratterebbe di far marciare gli eserciti fino a Vienna o all’Atlantico, ma di far nascere lo Stato islamico, uno Stato pseudoreligioso mondiale, dall’interno dei singoli Paesi, per proselitismo, per teste di ponte, per contagio di masse disorientate e disponibili a farsi ingaggiare sia in terre a popolazione islamica sia in terre di “infedeli”. (…)

 

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Da vivalascuola riceviamo

e volentieri pubblichiamo

 

L’insegnante italiano è

prevalentemente donna

 

di Giorgio Morale

 

vivalascuola questa settimana è dedicata alla figura dell'insegnante: com'è e come lo prefigura la "Buona Scuola" di Renzi:

 

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2014/10/20/vivalascuola-181/

 

L’insegnante italiano è prevalentemente donna, il meno pagato d’Europa, il più anziano, quello che va più tardi in pensione, a rischio di burnout.
    Espressioni come “Gli insegnanti sono degli eroi", diventano, se rapportate al nostro contesto lavorativo, una presa per i fondelli e quindi irritanti. Chi ci governa chiama “eroi” gli insegnanti per poter continuare a chiedere loro atti di "eroismo".
    La “Buona Scuola” di Matteo Renzi infatti rende l'insegnante ancora più povero, flessibile, competitivo, burocratizzato, mobile, precario, sottomesso al Dirigente, più facilmente licenziabile.
    La puntata comprende anche una piccola scelta dei tanti interventi sull’argomento usciti in questo periodo e le notizie della settimana scolastica.

           

        

L'AVVENIRE DEI LAVORATORI - Voci su Wikipedia :

(ADL in italiano) http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(ADL in inglese) http://en.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(ADL in spagnolo) http://es.wikipedia.org/wiki/L%27Avvenire_dei_Lavoratori

(Coopi in italiano) http://it.wikipedia.org/wiki/Ristorante_Cooperativo

(Coopi in inglese) http://en.wikipedia.org/wiki/Ristorante_Cooperativo

(Coopi in tedesco) http://de.wikipedia.org/wiki/Cooperativa_italiana

   

        

Laicità / UAAR

 

Crisi? La Chiesa incamera dallo

Stato italiano oltre 6 miliardi all’anno

 

Le famiglie sono allo stremo. Le casse pubbliche anch’esse. Ma ogni anno escono oltre sei miliardi di euro che finiscono nei forzieri della Chiesa cattolica. L’Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti, ndr) ha provato a fare i conti in tasca, tra finanziamenti ed esenzioni, alla Chiesa cattolica.

    Se 6,5 miliardi l'anno rappresentano già di per sé una cifra assolutamente ingiustificata, il dato appare ancora più assurdo in presenza di una crisi che dura da più di sei anni. In tale periodo si sono succeduti quattro governi che hanno aumentato la tassazione e hanno tagliato con la scure la spesa pubblica, ma che si sono guardati bene dall’intervenire laddove il beneficio è per la Chiesa romana.

 

> > > Vai al sito www.uaar.it

      

   

Italiani nel mondo

 

SEL CONTRO L’INIZIATIVA ECOPOP,

PER UNA SVIZZERA APERTA E SOLIDALE!

 

Questa volta svegliamoci in tempo! Lo scorso 9 febbraio, anche per la sottovalutazione e l’assenza di mobilitazione delle forze progressiste è stata accolta l’iniziativa contro l’immigrazione di massa.

    Il prossimo 30 novembre sarà sottoposta al voto popolare l’iniziativa ECOPOP, che rappresenta l’ennesimo attacco alle centinaia di migliaia di migranti e all’idea di una Svizzera aperta e solidale. Questa iniziativa non può e non deve passare!

    Ecopop è un’iniziativa pericolosa per le lavoratrici e i lavoratori stranieri, in particolare per quelli con posizioni giuridiche più precarie. È evidente che nel clima di continui ricatti e di maggiore sfruttamento che l’iniziativa ECOPOP produrrebbe nell’economia, le condizioni lavorative e salariali di molti migranti (e degli stessi lavoratori locali) verrebbero chiaramente peggiorate.

    Ecopop è un’iniziativa subdola, perché mette in relazione i problemi ambientali con le quote di immigrati. È grave, ed evoca anche teorie inquietanti del passato, l’assioma secondo il quale la presenza di migranti metterebbe in discussione la sostenibilità demografica della Svizzera e peggiorerebbe in misura determinante  le condizioni ambientali e climatiche di questo paese! A questa concezione xenofoba e meschina di chi pensa di mantenere pulito ed ordinato il giardino di casa propria espellendo gli stranieri, noi dobbiamo contrapporre l’impegno comune a batterci non solo per i pari diritti civili e sociali, ma anche  per una coerente politica ambientale che vada a vantaggio di tutti.

    Ecopop è un’iniziativa regressiva rispetto alle politiche dello sviluppo, in quanto  limiterebbe l’impegno svizzero a finalizzare il 10% degli aiuti allo sviluppo unicamente al  controllo delle nascite nei paesi poveri. Un modo per  salvarsi la coscienza, in quanto non tiene conto di un nesso ormai comprovato: l’alto tasso di natalità non è la causa, bensì la conseguenza della povertà! E per combattere la povertà occorrono ben altri impegni e risorse!

    Ecopop isola ancora di più la Svizzera dall’Europa. Dopo il successo dell’iniziativa sull’immigrazione di massa, Ecopop sarebbe l’ennesimo atto di chiusura di questo paese, inasprendo ulteriormente le relazioni con l’UE e con altre realtà internazionali. Un atto di chiusura che avrebbe conseguenze gravi sullo sviluppo economico e sociale di questo paese!

    Sinistra Ecologia Libertà in Svizzera, che aderisce al Comitato contro l’iniziativa ECOPOP, insieme a decine di altre organizzazioni progressiste, sarà presente in piazza contro l’iniziativa ECOPOP!

 

Rivolgiamo un appello a tutte le organizzazioni italiane affinché  siano  presenti alla manifestazione del 1° novembre a Berna e rafforzino il fronte per una Svizzera aperta e solidale.

 

Circolo di Sinistra Ecologia Libertà in Svizzera        

 

 

RETTIFICA  

 

L’ADL uscito giovedì 16 ottobre 2014 recava la datazione erronea del 16 settembre 2014. Ce ne scusiamo con le lettrici e i lettori.

 

La red dell’ADL

        

    

L'AVVENIRE DEI LAVORATORI

EDITRICE SOCIALISTA FONDATA NEL 1897

Casella postale 8965 - CH 8036 Zurigo

 

L'Avvenire dei lavoratori è parte della Società Cooperativa Italiana Zurigo, storico istituto che opera in emigrazione senza fini di lucro e che nel triennio 1941-1944 fu sede del "Centro estero socialista". Fondato nel 1897 dalla federazione estera del Partito Socialista Italiano e dall'Unione Sindacale Svizzera come organo di stampa per le nascenti organizzazioni operaie all'estero, L'ADL ha preso parte attiva al movimento pacifista durante la Prima guerra mondiale; durante il ventennio fascista ha ospitato in co-edizione l'Avanti! garantendo la stampa e la distribuzione dei materiali elaborati dal Centro estero socialista in opposizione alla dittatura e a sostegno della Resistenza. Nel secondo Dopoguerra L'ADL ha iniziato una nuova, lunga battaglia per l'integrazione dei migranti, contro la xenofobia e per la dignità della persona umana. Dal 1996, in controtendenza rispetto all'eclissi della sinistra italiana, siamo impegnati a dare il nostro contributo alla salvaguardia di un patrimonio ideale che appartiene a tutti.

  

 

Allegato Rimosso
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