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RE: [Diritti] Questione di censis: Giorgio è proprio figlio di Giuseppe




grazie, ho comunque inviato questa mail al censis at censis.it a c.a. dott. De Rita

Poco egr. dott .De Rita,

immagino lei tra un po’ se ne andrà in pensione, e cosa conta qualche spernacchiamento in cambio del posto per il figlio?

Al quale, d’altronde, farà un baffo lo stigma per come l’ha avuto, calcolando il sostanzioso stipendio.

Tanto le dovevo, con tutto il disgusto possibile.


From: tony.r at autistici.org
Date: Sat, 6 Dec 2014 13:37:37 +0100
To: dirittiglobali at peacelink.it
Subject: Re: [Diritti] Questione di censis: Giorgio è proprio figlio di Giuseppe

http://www.lastampa.it/2014/12/06/cultura/opinioni/buongiorno/questione-di-censis-AMV5J0wFXEkE8xOYIjn9BP/pagina.html

Il link corretto.

Tony

On 06 dicembre 2014 12:23:14 GMT+01:00, lorenzo es <eles515 at live.com> wrote:

Questione di censis

Massimo Gramellini

06/12/2014

L’Italia è un Paese che umilia i giovani, denuncia l’ultimo rapporto Censis del diversamente giovane Giuseppe De Rita. Solo una sparuta minoranza immagina che l’intelligenza serva a farsi strada nella vita. Anche la cultura e l’istruzione godono di scarsa considerazione. I ragazzi italiani credono che per fare carriera servano le conoscenze giuste e i legami familiari, registra il presidente del Censis con sorpresa e, gli va riconosciuto, un certo dispiacere. Dopo di che procede alla nomina del nuovo direttore generale del Censis, l’ingegner Giorgio De Rita. Sulle prime molti pensano a un caso di omonimia. 

Invece no, Giorgio è proprio figlio di Giuseppe. Fortunatamente non si tratta di raccomandazione, familismo o conflitto di interesse, fenomeni già catechizzati da De Rita (Giuseppe) in una dozzina di rapporti Censis. De Rita (Giuseppe) ha scelto De Rita (Giorgio) in quanto è il più bravo di tutti. E se tuo figlio è il migliore, non dargli il posto solo perché la nomina dipende da te sarebbe una discriminazione all’incontrario. Qualsiasi interpretazione diversa, sostiene De Rita (Giuseppe, ma probabilmente anche Giorgio), significa «cercare a oltranza il capello».  

Il ragionamento ha una sua audacia, ma forse sottovaluta il fatto che qualsiasi altro padre interpellato dal Censis affermerebbe che suo figlio è il più bravo di tutti. Per questo nelle nazioni diverse dalla Corea del Nord vige l’usanza di impedire a un padre di assegnare incarichi di rilevanza pubblica a un figlio, sia pur bravissimo. Si tratta di clausole curiose dal nome a noi ignoto di regole. Ne scoprirà l’esistenza il prossimo rapporto del Censis.

http://www.lastampa.it/2014/12/06/cultura/opinioni/buongiorno/questione-di-censis-AMV5J0wFXEkE8xOYIjn9BP/pagina.htmlhttp://


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