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[Diritti] Brasile: Guarani assassinato da sicari






COMUNICATO STAMPA DI SURVIVAL INTERNATIONAL

3 settembre 2015

Brasile: Guarani assassinato da sicari

Semião Vilhalva, un
                        uomo Guarani, è stato ucciso dai sicari degli
                        allevatori dopo che la sua comunità aveva
                        rioccupato parte della terra ancestrale.
Semião Vilhalva, un uomo Guarani, è stato ucciso dai sicari degli allevatori dopo che la sua comunità aveva rioccupato parte della terra ancestrale.
© Local media

Semião Vilhalva, un leader guarani, è stato assassinato da alcuni sicari dopo che la settimana scorsa la sua comunità aveva rioccupato parte della terra ancestrale. La comunità era circondata dai sicari e aveva denunciato il pericolo di uccisioni.

L’assassinio è avvenuto sabato scorso durante un attacco alla comunità guarani di Nanderu Marangatu da parte dei sicari al soldo degli allevatori; pare fossero presenti anche alcuni agenti governativi.

Un bambino di un anno è stato ferito alla testa da un proiettile di gomma anti-sommossa, e ci sarebbero anche altri feriti.

Attualmente la terra ancestrale della comunità è occupata da un allevamento di proprietà di Roseli Silva, presidente di un sindacato di allevatori che incita alla violenza per tenere gli Indiani lontano dalle loro terre.

Secondo i Guarani, l’attacco di sabato è stato coordinato proprio da Silva dopo una riunione nel corso della quale allevatori e politici avevano discusso sul come contrastare le rioccupazioni.

“Questi allevatori e questi politici incitano all’odio, alla violenza e all’assassinio dei Guarani. Sono crudeli e devono essere puniti!” ha dichiarato l’associazione guarani Aty Guasu.

Gran parte della terra della tribù è stata rubata agli Indiani decenni fa. Sebbene la costituzione brasiliana abbia imposto al governo di mappare i territori indigeni e di restituirli entro il 1993 alle tribù, per il loro uso esclusivo, la maggior parte della terra guarani resta tuttora nelle mani degli allevatori.

A causa del furto delle
                      loro terre da parte degli allevatori, molti
                      Guarani sono costretti a vivere in riserve
                      sovraffollate o in accampamenti di fortuna ai
                      margini delle strade.
A causa del furto delle loro terre da parte degli allevatori, molti Guarani sono costretti a vivere in riserve sovraffollate o in accampamenti di fortuna ai margini delle strade.
© Paul Patrick Borhaug/Survival

Oggi la maggior parte dei Guarani è costretta a vivere in riserve sovraffollate o in accampamenti ai margini delle strade dove dilagano malnutrizione, malattie e suicidi.

Il mese scorso le Nazioni Unite avevano chiesto al governo di prendere misure urgenti per proteggere i Guarani e mettere fine alla “campagna di terrore psicologico” montata dagli allevatori. Le autorità brasiliane, però, non sono ancora intervenute.

Gli allevatori stanno cercando di impedire agli Indiani di seppellire Semião nella sua terra. I Guarani chiedono allo stato di proteggerli per poter dare degna sepoltura alla vittima e prevenire ulteriori uccisioni.

“La cosa particolarmente straziante di questo assassinio è che i Guarani sapevano che la loro rioccupazione si sarebbe probabilmente conclusa nel sangue. Ma la comunità di Semião ha continuato imperterrita, nonostante le minacce di strage degli allevatori e i numerosi assassinii avvenuti in passato” ha dichiarato oggi Stephen Corry, direttore generale del movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni Survival International. “Perché? Perché la terra che stanno rioccupando gli appartiene. Il Brasile lo ha riconosciuto anni fa, ma è troppo legato ai lobbisti per mantenere il suo obbligo di restituzione. Fino a quando il governo non rispetterà i suoi impegni, andranno perse altre vite innocenti.”

Guarda un video registrato poco dopo l’assassinio di Simão (attenzione: contiene immagini forti).

Per leggere la storia online: http://www.survival.it/notizie/10893

Survival International è il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni. Dal 1969, aiutiamo i popoli indigeni a difendere le loro vite, a proteggere le loro terre e a determinare autonomamente il proprio futuro.




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