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Re: [Diritti] Fuga dalla Resistenza



ma se dall'altra parte ti bombardano con gli aerei più moderni, e tu... l'unica arma che vedi è Daesh, meglio che tu fugga, no?
                        Meglio che noi smattiamo di bombardare

Il giorno 29 gennaio 2016 11:49, Laboratorio Eudemonia <eulab at sapo.pt> ha scritto:





Quando, oltre settant'anni fa, la pazzia della guerra per la seconda volta dilagò nel mondo, i popoli in vari Paesi europei reagirono all'invasione, dall'interno e dall'esterno, delle forze che il male aveva scatenato, approntando una resistenza a volte raffazzonata ma decisiva per la liberazione. L'immane sofferenza e tragedia del conflitto non fermarono i partigiani a difesa della loro terra e della libertà. Ecco perché ancor più oggi si può solo piangere nel vedere parti sostanziose di popoli che scappano abbandonando il proprio Paese, la propria terra, i propri cari, nelle mani di gente che, con una follia ch'è sempre eguale, tutto distruggono e tutti uccidono.

Può dirsi rifugiato chi fugge da un Paese perché pecora nera in un intero gregge di bianche ... e ben venga in tal caso accolto. Ma quando fette importanti della popolazione lasciano un Paese per incivile incapacità di difenderlo e di ristabilirvi la pace, si ha davanti un fenomeno ben diverso che non può definirsi nemmeno emigrazione poiché quando in casa propria c'è la guerra non si sta emigrando bensì scappando. Non è per mancanza di carità che si dicon queste cose. Nessuno è più in grado di ed ha più diritto a difendere la terra dov'è nato di chi vi è pure vissuto e se l'abbandona non continui poi a piangere se la vedrà colonizzata ed occupata.

Quei diritti che tutti oggi reclamano, in un mantra ch'è della debolezza e dell'irresponsabilità, si fondano soprattutto su quel senso del dovere del quale i partigiani ed altre buone forze si fecero carico. Possa dunque la Storia, ricordandola a chi vede ovunque diritti ma non un solo dovere, essere d'esempio e stimolo a quei popoli che in più parti del mondo fuggono davanti a situazioni certo difficili ma che non possono non coinvolgerli. Questi son momenti che nessuno dovrebbe evitare, non foss'altro perché capisca bene quanto sia importante darsi da fare nei periodi di pace accanto a chi s'impegna affinché democrazia e libertà si radichino e crescano ancor più.

Danilo D'Antonio

Come si evitano le guerre civili
http://hyperlinker.com/ars/guerre_civili.htm

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