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[Diritti] TACITO NON ERA GIORNALISTA EMBEDDED, "UBI SOLITUDINEM FACIUNT,PACEM APPELLANT"



TACITO NON ERA GIORNALISTA EMBEDDED

TACITO (55/57 d.C. – dopo il 117 d.C.)
Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant.
Dove fanno il deserto dicono che è la pace.
(Tacito, Agricola, 30)
Discorso di Calgaco,capo dei Caledoni,prima della battaglia del 84 d.C. .   

“Quotiens causas belli et necessitatem nostram intueor, magnus mihi animus est hodiernum diem
consensumque vestrum initium libertatis toti Britanniae fore: nam et universi coistis et servitutis
expertes, et nullae ultra terrae ac ne mare quidem securum inminente nobis classe Romana. Ita
proelium atque arma, quae fortibus honesta, eadem etiam ignavis tutissima sunt. Priores pugnae,
quibus adversus Romanos varia fortuna certatum est, spem ac subsidium in nostris manibus
habebant, quia nobilissimi totius Britanniae eoque in ipsis penetralibus siti nec ulla servientium
litora aspicientes, oculos quoque a contactu dominationis inviolatos habebamus. nos terrarum ac
libertatis extremos recessus ipse ac sinus famae in hunc diem defendit: nunc terminus Britanniae
patet, atque omne ignotum pro magnifico est; sed nulla iam ultra gens, nihil nisi fluctus ac saxa, et
infestiores Romani, quorum superbiam frustra per obsequium ac modestiam effugias. raptores
orbis, postquam cuncta vastantibus defuere terrae, mare scrutantur: si locuples hostis est, avari, si
pauper, ambitiosi, quos non Oriens, non Occidens satiaverit: soli omnium opes atque inopiam pari
adfectu concupiscunt. auferre trucidare rapere falsis nominibus imperium, atque ubi solitudinem
faciunt, pacem appellant”.

“Quando ripenso alle cause della guerra e alla terribile situazione in cui versiamo, nutro la grande
speranza che questo giorno, che vi vede concordi, segni per tutta la Britannia l'inizio della libertà.
Sì, perché per voi tutti qui accorsi in massa, che non sapete cosa significhi servitù, non c'è altra terra
oltre questa e neanche il mare è sicuro, da quando su di noi incombe la flotta romana. Perciò
combattere con le armi in pugno, scelta gloriosa dei forti, è sicura difesa anche per i meno
coraggiosi. I nostri compagni che si sono battuti prima d'ora con varia fortuna contro i Romani
avevano nelle nostre braccia una speranza e un aiuto, perché noi, i più nobili di tutta la Britannia -
perciò vi abitiamo proprio nel cuore, senza neanche vedere le coste dove risiede chi ha accettato la
servitù - avevamo perfino gli occhi non contaminati dalla dominazione romana. Noi, al limite
estremo del mondo e della libertà, siamo stati fino a oggi protetti dall'isolamento e dall'oscurità del
nome. Ora si aprono i confini ultimi della Britannia e l'ignoto è un fascino: ma dopo di noi non ci
sono più popoli, bensì solo scogli e onde e il flagello peggiore, i Romani, alla cui prepotenza non
fanno difesa la sottomissione e l'umiltà. Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla
loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico è ricco, arroganti
se povero, gente che né l'oriente né l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con
pari smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano
impero; infine, dove fanno il deserto, dicono che è la pace.”