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[Diritti] A Torino e Milano per un Primo Maggio di lotta



A Torino e Milano per un Primo Maggio di lotta

Lunedì 1 maggio Torino
ore 8
spezzone rosso nero al corteo da piazza Vittorio Veneto

Lunedì 1 maggio Milano
ore 15
piazzale Loreto
partecipazione al corteo internazionalista

Venerdì 12 maggio
cena del (1°) Maggio
ore 20 corso Palermo 46

Nel Luna Park a 5 stelle
Per un mondo senza servi e senza padroni

Torino si è trasformata da città dell’auto a vetrina di grandi eventi, un
grande Luna Park per turisti, mentre le periferie sono in bilico tra
riqualificazioni escludenti e un parco giochi per carabinieri, alpini e
poliziotti.

Chi si era illuso che il no al referendum costituzionale bloccasse la
deriva autoritaria, violenta e iperliberista degli ultimi decenni ha
scoperto che sono cambiati i nomi, non è cambiata la politica.
Sfruttamento, lavori precari e pericolosi, morti in mare, leggi razziste,
militari per le strade, guerra sono i tasselli del puzzle che disegna il
nostro vivere.
La gente delle periferie sente in bocca il sapore agre di una vita sempre
più precaria.
Il governo della città è stato per decenni nelle mani del Partito
Democratico.
Oggi governano i Cinque Stelle. Bisognava che tutto cambiasse perché ogni
cosa restasse come prima. La nuova sindaca è apprezzata dalle banche e dai
padroni.
Appendino imita Fassino: fa la guerra ai rom delle baracche lungo la
Stura, sguinzaglia i vigili urbani a caccia di mendicanti, lavavetri,
spacciatori di accendini, senza casa

Chi aveva creduto alla retorica della partecipazione sta scoprendo che per
i poveri non è cambiato nulla. La sindaca a Cinquestelle ha promesso ai
comitati spontanei di quartiere, quasi tutti promossi dall’estrema destra
xenofoba e razzista, la possibilità di cogestire le scelte sul decoro
delle periferie.

L'idea di decoro dei 5Stelle è identica a quella del governo Gentiloni,
che ha fatto una legge sulla sicurezza urbana, che prevede multe e daspo,
il divieto ai poveri di vivere in certi quartieri.
Se sei povero la responsabilità è tua, non di chi si arricchisce sul
lavoro altrui, non di un sistema politico e sociale che nega una vita
decorosa alla maggior parte della popolazione del pianeta.
Per il governo chi occupa una casa vuota offende il decoro, i proprietari
che affittano a prezzi altissimi sono invece bravi cittadini.

Ci raccontano che viviamo nel migliore dei mondi possibili, che liberismo
e democrazia garantiscono pace, libertà, benessere. Ci raccontano le
favole e pretendono che ci crediamo.

I governo dice che non ci sono soldi per ospedali, trasporti locali,
scuole. Ma spende 68 milioni di euro al giorno per fare la guerra.
Gentiloni investe in telecamere, polizia, militari per le strade. L’Italia
paga la Libia e la Turchia perché blocchino i profughi delle guerre
combattute con armi made in Italy.

In questi anni i padroni si sono arricchiti, i poveri sono diventati più
poveri.
Il lavoro non c’è o è precario, pericoloso, malpagato.
Il job act ha fatto piazza pulita delle poche tutele rimaste a chi lavora,
lasciando mano libera ai padroni.

Soffiano sul fuoco della guerra tra poveri, per mettere i lavoratori
italiani contro quelli immigrati, più disponibili ad accettare salari e
ritmi e condizioni di lavoro peggiori, perché rischiano di perdere, con il
lavoro, anche il permesso di soggiorno. Ci vogliono divisi per poterci
meglio comandare e sfruttare.

Chi si fa ricco con il lavoro altrui non guarda in faccia nessuno. Chi
governa racconta la favola che sfruttati e sfruttatori stanno sulla stessa
barca ed elargisce continui regali ai padroni.
Il governo vuole la fine delle lotta di classe, la resa senza condizioni
dei lavoratori.
Cigl, Cisl e Uil, veri sindacati di Stato, firmano contratti indecenti,
frenano le lotte, pur di mantenere i propri burocrati e i propri
privilegi.
C’è chi non ci sta, chi si ribella ad un destino già scritto, chi vuole
riprendersi il futuro.
Sono gli antimilitaristi, che lottano contro le basi militari, le
fabbriche d’armi, la militarizzazione dei nostri quartieri. Sono i
prigionieri dei CIE che bruciano le celle e scavalcano i muri. Sono gli
sfrattati che non si rassegnano alla strada e si prendono le case vuote.
Sono i lavoratori che bloccano e occupano magazzini e strade per vivere
meglio.

Cambiare la rotta è possibile. Con l’azione diretta, costruendo spazi
politici non statali, moltiplicando le esperienze di autogestione,
costruendo reti sociali che sappiano inceppare la macchina e rendano
efficaci gli scioperi, le lotte territoriali.

Un mondo senza sfruttati né sfruttatori, senza servi né padroni, un mondo
di liberi ed eguali è possibile.
Tocca a noi costruirlo.

Federazione Anarchica Torinese
Corso Palermo 46 – riunioni – aperte agli interessati – sono ogni giovedì
alle 21