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Insegnante maddalenina denuncia Bush (Un caso da prendere ad esempio)



LIBERAZIONE 24 FEBBRAIO 2005

«Denuncio il presidente Usa»

Un'insegnante in pensione della Maddalena ritiene Bush responsabile
del tumore al seno che le è stato diagnosticato due anni fa

Maddalena
nostro servizio

Maria Franca Maiore, insegnante in pensione della Maddalena, ha deciso
di
denunciare il presidente degli Stati Uniti George W Bush. In qualità di
capo supremo delle forze armate americane, lo ritiene il responsabile del
tumore al seno che le è stato diagnosticato due anni fa. La signora non
ha dubbi sull'origine del male: «Sono convinta che si tratti della
radioattività
rilasciata dai sommergibili nucleari». Le macchine da guerra targate US
Navy ad armamento e propulsione atomica sono ormeggiate nella base di Santo
Stefano, isolotto a poche miglia dalla città maddalenina, dall'estate del
1972. «Ho visto nascere l'installazione americana e oggi, a distanza di
33 anni, non saprei come comportarmi in caso di incidente», sottolinea
prima
di tutto Maiore. «Mai nessuna autorità ha spiegato ai cittadini quali
accorgimenti
adottare se si dovesse sprigionare una nube tossica dai sommergibili. Ci
risulta però che il personale della base Usa disponga di un libretto in
lingua inglese con tutte le istruzioni in merito. Tutto ciò ci sembra grave
e paradossale».
Alla denuncia della signora potrebbero unirsi altri cittadini affetti da
tumore o che semplicemente si ritengono danneggiati dalla presenza americana:
«Sto ricevendo tantissimi messaggi di incoraggiamento. Sono in molti a
sperare
che porti avanti sino in fondo questa iniziativa».

Per avvalorare la sua tesi Maiore ha raccolto un ampio fascicolo di documenti,
dati, informazioni che è già nelle mani dell'avvocato e che potrebbe costituire
l'ossatura della causa intentata contro il presidente Usa: «A breve
depositeremo
tutto alla Procura della Repubblica, attendo solo una telefonata del mio
legale», spiega l'insegnante.

L'iniziativa, inevitabilmente destinata a fare scalpore e sollevata dal
quotidiano sassarese La Nuova Sardegna, non è però una banale operazione
per far parlare di sé: «Non volevo assolutamente investire la stampa di
tutto questo», precisa la signora. «Avevo intenzione di presentare la denuncia
e aspettare. Ma poi ho pensato che il mio caso può essere un esempio da
seguire perché non si tratta di un problema personale e isolato. Alla Maddalena
esiste un'alta incidenza di tumori e malformazioni neonatali, una delle
più alte della regione. Tra il 2003 e il 2004 in città sarebbero venuti
alla luce tre bambini affetti da cranioschisi».

La signora Maiore è informatissima, cita le recenti ricerche del centro
francese Criirad e del professor Fabrizio Aumento che hanno riscontrato
nell'arcipelago la presenza di Torio 234 e plutonio. Sciorina dati e
percentuali
e precisa garbatamente: «È mia intenzione chiedere un risarcimento e ottenere
l'allontanamento della base americana. Per il disinquinamento della zona,
invece, ho paura che occorreranno degli anni».

Nello stesso momento in cui una cittadina sarda decide di procedere a titolo
personale contro il presidente Bush, a Roma la Commissione Ambiente del
Senato indaga sulla presenza di radioattività alla Maddalena. L'ultima
audizione
con le associazioni ambientaliste si è tenuta avantieri: «Si vuole dimostrare
che a seguito dell'incidente al sottomarino Hartford non si è creata nessuna
situazione di allarme e che le analisi del Criirad e di Fabrizio Aumento
non hanno rilevato tracce significative di radioattività», sostiene
polemicamente
Salvatore Sanna di Italia nostra, maddalenino, esperto di questioni militari,
sentito dall'organismo parlamentare presieduto da Emiddio Novi. «Italia
nostra non si ritiene assolutamente corresponsabile della campagna di
allarmismo
mediatico che secondo il senatore Pino Mulas sarebbe stata orchestrata
a
danno della Gallura. Continueremo a dire che i sommergibili nucleari americani
non sono compatibili con l'ambiente». Di tutt'altro tenore le dichiarazioni
del senatore di An Mulas, vicepresidente della Commissione: «Tutti i dati
forniti rivelano che i valori di radioattività sono sempre inferiori alla
norma e molto al di sotto di quelli consentiti dall'Unione Europea. Basta
con l'allarmismo ingiustificato che si spinge fino al "terrorismo ambientale
e sanitario"».

Walter Falgio


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LA NUOVA SARDEGNA

20-02-05, pag. 3,
Fatto del Giorno




Maria Franca Maiore accusa: tutta colpa dei sommergibili
«Avevo un tumore, denuncio Bush»


dal nostro inviato Stefania Puorro

  LA MADDALENA. Lo ricorda bene quel terribile giorno. Quando le è stato
diagnosticato un tumore al seno. Due anni, sono passati. Due anni trascorsi
a pensare, dopo un?operazione riuscita e una parte del seno asportata,
per
decidere se lasciar cadere tutto o se intraprendere una battaglia che potrà
essere molto dolorosa e che, forse, potrà rappresentare l?inizio di un
nuovo
incubo. Fatto di smentite, di attacchi, di altra sofferenza. Ma oggi Maria
Franca Maiore, 63 anni, maddalenina, non ha più dubbi. Denuncerà il presidente
Bush.  Lo denuncerà in quanto capo delle forze armate degli Stati Uniti
(articolo 2, comma 2, Costituzione americana) perché adesso, con una montagna
di carte ed elementi in mano, è sempre più convinta: «Se io mi sono ammalata
di tumore - dice - è a causa della presenza dei sommergibili a propulsione
nucleare. E se sono qui a parlare, con un po? di difficoltà ma senza timore,
è perché sono sempre stata una donna attenta con la prevenzione. Il mio
tumore (paget), una rara forma di carcinoma che si presenta inizialmente
sotto forma di eczema, è stato scoperto in tempo. Una parte del seno non
ce l?ho più, ma non sono stata privata della forza di combattere. Continuo
a farlo ogni giorno per tenermi sotto controllo, continuo a viaggiare con
tutti i disagi che ciò comporta per fare esami diagnostici e analisi. Ma
continuo anche, ogni minuto che passa, a essere sempre più sicura di quello
che dico. Non è facile, per me, parlare. Uscire allo scoperto, raccontare
la mia esperienza e dire a tutti che secondo me alla Maddalena ci sono
inquinamento
e radioattività, mi catapulterà in un tunnel. Forse pericoloso. Ci sarà
chi si schiererà con me, ma saranno molti quelli che mi attaccheranno e
che mi accuseranno di aver creato falsi allarmismi. Sono pronta anche a
questo. E aggiungo: qui si continua a vivere nell?incertezza e ancora oggi
una verità non esiste. Tanti pareri, tanti test, tante teorie. A volte
contradditorie.
C?è chi ha sostenuto l?inadeguatezza delle centraline di rilevamento della
Asl, chi ha detto il contrario. Ma bisogna venirne fuori, in qualche modo.
Sono anche noti i casi di bambini nati malformati e poi morti: casi ancora
da chiarire. Ci sono inchieste in corso a vari livelli e, questo, conferma
l?assoluta mancanza di elementi certi. Da parte mia intendo muovermi
utilizzando
quello che secondo me è il rimedio più efficace: una denuncia, che mi auguro
non venga strumentalizzata».  Maria Franca Maiore è la prima donna, operata
di tumore, che arriva a questo punto (anche se per una situazione differente
venne denunciato e poi condannato l?ex presidente Reagan ndr). Altre persone
prima di lei, come Giulio Giudice, ammalato di cancro, avevano lanciato
le stesse accuse contro la base americana. Ma loro non erano arrivati a
denunciare il presidente degli Stati Uniti. «Mi rifaccio alla Costituzione
americana - aggiunge Maria Franca -: il presidente è il capo delle forze
armate e quindi è lui, in questo caso, a dover rispondere nel caso venisse
accertato che la presenza dei sommergibili ha contribuito all?aumento di
tumori alla Maddalena».  Maria Franca Maiore non è nervosa quando parla.
E non si blocca mai. E? forse un po? timida, ma nello stesso tempo schietta.
Il marito e i suoi tre figli, dice, non avrebbero mai fatto ciò che lei
sta facendo. Per loro conta solo una cosa: quella di avere a fianco una
moglie e una madre che adesso sta meglio. Però la sostengono e rispettano
la sua scelta. «So perfettamente a che cosa andrò incontro. Ma il dossier
che sono riuscita a mettere da parte con l?aiuto del mio legale non è
superficiale.
Mi manca giusto qualche altro elemento, che sto raccogliendo, poi scatterà
la denuncia».  Ha tanta rabbia, dentro, questa donna. Profondamente sensibile
e dall?intelligenza acuta, ha insegnato inglese alle scuole superiori sino
al 1982. Poi è andata in pensione, prima del tempo, dopo un periodo trascorso
in Iraq per motivi di lavoro del marito. Un?esperienza, vissuta anche con
i suoi tre bambini, che l?ha segnata e sconvolta. Erano gli anni della
guerra
con l?Iran, quando davanti ai suoi occhi si presentavano solo scene
raccapriccianti
e strazianti. Al suo ritorno alla Maddalena ha voluto pensare solo ai figli
e alla famiglia e ha così smesso di lavorare. Li ha cresciuti, quei figli.
E poi li ha visti partire: oggi uno vive a Londra e due a Milano. Dalla
sua casa, in una zona panoramica della Maddalena, vede il mare. Dalla fine
del 2002, però, lo guarda e basta. Non ci va più. Ha paura. E le estati
sulla spiaggia fanno parte dei ricordi.