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La nave appoggio Emory Land lascia Santo Stefano e torna in Usa



 unione  della  gallura  del  2w\4\2005



La Maddalena Sarà sostituita in estate



La nave appoggio "Emory's Land" dovrebbe lasciare prima dell'estate prossima
la banchina del punto d'appoggio di Santo Stefano per tornare
definitivamente negli Stati Uniti dopo circa otto anni di permanenza
nell'arcipelago. Dovrebbe essere sostituita, secondo notizie non ufficiali,
da una nave appoggio più moderna e certamente più modesta nel numero del
personale tecnico di bordo. Sempre secondo alcune indiscrezioni, al posto
degli attuali 1300 uomini di equipaggio ne dovrebbero arrivare solo
settecento. Non sembrerebbe tuttavia che tale diminuzione di personale
significhi un ridotto impegno della Marina statunitense nel Mediterraneo ed
in particolare a La Maddalena. Deriverebbe piuttosto da una diversa
impostazione tecnica della funzione delegata alla nave appoggio che, a
partire dal 1972, ha costantemente ? a parte le uscite decise per impegni di
routine o di addestramento, ovvero per impegni bellici come avvenne nelle
due guerre del Golfo ? stazionato nelle acque di Santo Stefano come unità di
appoggio ai sommergibili a propulsione nucleare della Sesta Flotta. È
evidente che una diminuzione della presenza di militari americani sull'isola
potrebbe coincidere con una diminuzione percentuale della fetta di reddito
che costoro investono normalmente in città. Per ora non si hanno reazioni da
parte dei maddalenini a quello che appare come un altro dato negativo nella
situazione economica locale. D'altronde però, il grande striscione "USS
Emory's Land Welcome Back" fatto affiggere a Punta Nera qualche tempo fa da
alcuni imprenditori isolani, al ritorno della nave da operazioni di
addestramento nel Golfo di Guinea, tradisce la sensazione che in una parte
dei commercianti maddalenini sia costante la preoccupazione di non voler
rinunciare anche a quella fonte di reddito che viaggia nella tasche dei
"marines". Più di una volta la stessa Confcommercio locale si è schierata a
favore della presenza americana nell'Arcipelago guardando a un presunto buon
ritorno economico. E in effetti durante le pur brevi assenze della nave e
dei suoi 1300 inquilini è noto che gli introiti dei commercianti, specie di
alcuni commercianti come bar e caffetterie, locali di ritrovo, diminuiscono
in modo sensibile. La prima nave appoggio per sommergibili nucleari, le
cosiddette "navi officina" o "navi balia", fu la "Fulton" che raggiunse le
acque di La Maddalena, il 2 agosto del 1972. A quella seguì, il 6 aprile del
1973, la "Gilmore", quindi, il 22 giugno 1980, fu la volta della "Oron", poi
di nuovo la "Uss Fulton" il 22 gennaio 1985, cui seguì la "Simon Lake" fino
al 1997 e da allora l'attuale "Emory's Land". Francesco Nardini