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ancora sui pescatori dail giornale di sardegna del 17\5 2005



S u l c i s. Protesta sotto il Consiglio regionale, poi l'incontro con il governatore
I pescatori nella rete di Soru:
«Non firmo senza dire la mia»
Le marinerie di Teulada
e di Sant'Anna Arresi
ascoltano la Regione
e si ritirano in attesa

stefania.aoi at gd s.sm
«Non firmo contratti prestampati
». Il Presidente della
Regione Renato Soru rimane
sulle sue posizioni. Lo ha detto
ieri pomeriggio ai pescatori di
Sant'Anna Arresi e Teulada,
riuniti in una sala del palazzo
di viale Trento. Non sottoscriverà,
per adesso, il protocollo
integrativo che riconosce indennizzi
speciali alle due marinerie.
Indennizzi strappati al
ministero della Difesa dopo
due anni di lotte, occupazioni
del poligono militare, interruzione
delle esercitazioni. Bene,
per avere quei soldi, i pescatori
dovranno attendere. Soru lo ha
detto chiaro e tondo ai suoi
interlocutori e ai sindaci dei
due comuni del Basso Sulcis:
«datemi tempo, devo discutere
e concordare quello che vado a
fi r m a r e » .
Discutere e concordare. Queste
le parole d'ordine del Presidente.
Invece il documento
che il ministero della Difesa
vorrebbe far firmare al governatore
non è frutto di un confronto.
«Eppure fa intendere -
dice il presidente - che i "vertici
politici" e militari abbiano avuto
un dialogo e abbiano deciso
insieme». Il confronto non c'è
stato. «Da 10 mesi», accusa il
Presidente «chiedo un incontro
con il governo per discutere
di servitù militari». La Regione
vuole dire la sua, vuole far
mettere nero su bianco il desiderio
che le basi sarde vengano
smantellate, almeno in
parte. L'ottanta per cento delle
bombe italiane vengono lanciate
in terra sarda, «questo
deve cessare» avverte Soru.
I pescatori ascoltano in silenzio.
«I soldi sono importanti,
ma ci sono cose che non
si vendono» prosegue il governatore
dopo una delle lunghe
pause che contraddistinguono
il suo parlare. «Firmerò
per i vostri indennizzi, firmerò
per il passato» altra pausa,
«ma per il futuro, sappiate che
chiederemo di riequilibrare
servitù». Per quanto riguarda il
poligono di Teulada, «chiederemo
che venga dismesso».
L'obbiettivo è riprende il filo di
un discorso interrotto a metà
anni 80, che aveva portato alla
sottoscrizione di un accordo
tra Melis, ex presidente della
Regione, e il ministro Giovanni
Spadolini. «Non vogliamo ricevere
denaro svendendo terra
e mare» questo il succo della
filosofia "soriana". «Ci basterebbe
che lo Stato pagasse i
diritti sulle entrate» aggiunge
il Presidente. Quei redditi sulla
persona, sulla proprietà, l'Iva.
«Ci devono circa 600 milioni di
euro» afferma Soru. Poi ritornando
ai pescatori di Teulada,
avvisa: «Domani (oggi) scriverò
al ministro della Difesa
chiedendo di discutere», ancora
una pausa, «La Regione
vuole avere la possibilità di
rivendicare le sue posizioni»
conclude il Presidente. «E noi
come mangiamo?» la domanda
di un pescatore nasce spontanea.
«Non abbiamo ancora
visto gli indennizzi del 2003 e
2004». Soru:«Lei cosa mi consiglia?
- replica, con un tono di
voce paterno -Di firmare un
contratto prestampato, che dice
che c'è stata una discussione
che invece non c'è stata»? I
pescatori insistono, ma Soru
non molla. Anzi rilancia: «Vorrei
anche vedere i risultati della
campagna di ricerca per la bonifica
delle aree interdette».
Ricerca promessa, che non
sembra essere mai partita.
Prende la parola il sindaco di
Sant'Anna Arresi Paolo Dessì:
«cerchiamo un punto d'incontro,
lavoriamo insieme. Gli obbiettivi
sono comuni. Ora però
firmi», e quello di Teulada:
«firmi». La risposta è sempre
no. I pescatori si riuniscono in
conclave. Dopo pochi minuti la
decisione è presa. Si torna a
casa, «diamo dieci giorni al
Presidente per decidere».


Vertenza -indennizzi,
intervengono i consiglieri
Uras e La Spisa

Sulla vertenza dei pescatori
intervengono anche alcuni
esponenti del consiglio
regionale. Il capogruppo di
Forza Italia Giorgio La Spisa
ha espresso «stupore per
l'atteggiamento del presidente
Soru» per il pagamento
degli indennizzi ai pescatori.
«Soru deve firmare subito
l'accordo per rispettare
un principio basilare della
continuità amministrativa».
Quella del presidente della
Regione - ha detto ancora La
Spisa - assomiglia più ad un
capriccio che ad una proposta
seria di progressiva riduzione
e riconversione delle
aree impiegate dal Ministero
della Difesa e dalla Nato. Luciano
Uras, Ciriaco Davoli ,
Paolo Pisu (Prc), Silvio Cherchi,
Antonio Calledda, Nazareno
Pacifico (Ds), presentano
una interpellanza, chiedendo
al Presidente Soru:
quali iniziative intenda intraprendere
perchè abbia concreta
attuazione, la dichiarazione
pronunciata dal Consiglio
Regionale, della Sardegna
come terra di pace e di
amicizia tra i popoli. Se intenda
agire per il ridimensionamento
delle basi militari
sull'isola. Se ritenga di dover
assumere iniziative che garantiscano
la pesca e il reddito
da lavoro. Se ritenga
di anticipare gli indennizz