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Deliperi: «La popolazione deve sapere come comportarsi nelle emergenze» «Nucleare, la battaglia deve continuare»




dalla  nuova  cronaca di Olbia  del 23\5\2005



LA MADDALENA. Mercoledi scorso il Prefetto di Sassari Salvatore Gullotta, ha consegnato ai comuni interessati (La Maddalena, Palau, Santa Teresa, e Arzachena) la voluminosa copia del piano di emergenza per i rischi di incidente nucleare derivante dalla presenza dei sottomarini Us Navy a propulsione nucleare. Se questo vuol dire, finalmente, fare chiarezza, non è ancora dato sapere quando le informazioni verranno diffuse anche alle popolazioni residenti. Il tempo necessario e poi tutti, forse, lo potranno conoscere. Intanto però le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico - e per esse proprio due cittadini residenti a Cagliari (Stefano Deliperi) ed a La Maddalena (Marta Battaglia) - avevano avanzato alla fine di marzo una richiesta di informazioni concernente i relativi piani di emergenza. E ora si punta a presentare ricorso all'Ue per la mancata ottemperanza dell'obbligo di informare la popolazione. «In Italia - spiegano i due - sono ben pochi i porti autorizzati a ospitare naviglio a propulsione nucleare, mentre in Sardegna sono due: Cagliari e La Maddalena. Sfidiamo qualsiasi cittadino comune cagliaritano o maddalenino a saperne qualcosa». Il Prefetto di Cagliari ha reso noto che «la Marina ha comunicato che non sussiste alcuna necessità di pianificazione di emergenza. Ciò in quanto la rada di Cagliari non sarà più compresa nell'elenco dei punti di approdo nazionali impiegabili per la possibile sosta di unità a propulsione nucleare». Il Prefetto di Sassari ha invece reso noto che «il piano di emergenza esterna, per l'arcipelago della Maddalena di recente definito, è attualmente oggetto di una specifica illustrazione agli organismi interessati alla sua attuazione» per consentire la condivisione delle procedure attuative. Successivamente «si prevede che a breve verrà assolta la finalità di garantire alla popolazione sia l'informazione preventiva sui casi di emergenza prevedibili, sia l'informazione sul comportamento da adottarsi nelle ipotesi di una concreta effettività dell'emergenza». Un paio di aspetti preoccupano: tuttora cosa possono fare le popolazioni interessate? Il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230 prevede che lo Stato provveda alla tutela delle popolazioni potenzialmente esposte al rischio di incidenti negli impianti nucleari mediante la predisposizione di specifici piani di emergenza. «Molto importante rimane per i rischi di incidente nucleare la specifica campagna di informazione, a carattere obbligatorio; inoltre, le informazioni devono essere sempre accessibili al pubblico e devono essere fornite senza che la popolazione debba richiederle. La popolazione deve, inoltre, essere regolarmente informata e aggiornata sulle misure di protezione sanitaria da adottare. Oppure ci dovrà salvare il maestrale?».
Andrea Nieddu

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