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Armi italiane in Iraq, perquisito il Corriere



In seguito all'articolo sulle pistole Beretta nelle mani dei guerriglieri
La guardia di finanza in redazione. Il Cdr: «E' un atto contrario alle regole del libero giornalismo»

MILANO -La Guardia di Finanza, su ordine della magistratura bresciana, ha eseguito una perquisizione nella redazione milanese del Corriere della Sera, in via Solferino. L'intervento delle Fiamme Gialle è collegato all'articolo «Iraq, pistole italiane alla guerriglia». Il mistero delle Beretta fantasma, <http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2005/05_Maggio/25/beretta.shtml> a firma della corrispondente da Brescia Nunzia Vallini, che era già stata ascoltata dai magistrati. Nel decreto di perquisizione, firmato dai sostituti Piantoni e Chiappani e vistato dal procuratore di Brescia Giancarlo Tarquini, si spiega che il provvedimento si è reso necessario, secondo i magistrati, per «verificare la provenienza delle notizie contenute nell'articolo, con particolare riferimento agli elementi che, non presenti nel materiale di indagine sino a oggi acquisito, assumono rilevanza». La perquisizione, si legge sempre nel decreto, aveva lo scopo di «sequestrare la bozza dell'articolo» nonchè «eventuale ulteriore documentazione, pertinente alle notizie contenute nell'articolo stesso e utile alle indagini in corso». Nell'articolo - ricorda lo stesso quotidiano - è contenuta la notizia che, come risulta da un'informativa dei servizi di sicurezza Usa, i ribelli iracheni sono armati di un numero considerevole di pistole Beretta di modello recente con numero di matricola illeggibile o inesistente. Sulla base di questa informativa, e con l'intervento anche dell'intelligence italiano, la Procura di Brescia ha aperto un'inchiesta fin dal 2004 e l'altro ieri, sostiene sempre l'articolo, la polizia giudiziaria è andata alla Farnesina per acquisire «copia di atti» «La perquisizione - ha scritto in un comunicato il comitato di redazione - è contraria alle regole del libero giornalismo. Si aggiunge quindi l’allarme per un atto che appare una intrusione nella libertà del Corriere della Sera. Non costituisce, infatti, questa materia, nemmeno in via ipotetica violazione del segreto delle indagini». Il segretario della Fnsi Paolo Serventi Longhi ha definito la perquisizione alla redazione del «Corriere della Sera» «un atto di grave intimidazione nei confronti del diritto-dovere dei giornalisti di fornire le informazioni di cui sono in possesso. Una perquisizione in forze della Guardia di Finanza - ha aggiunto Serventi Longhi - che è l'ultimo episodio di una lunga serie di gravi attacchi al diritto di cronaca».
25 maggio 2005

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/05_Maggio/25/perquisizione.shtml