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in ginocchio il Trattato di non proliferazione nucleare



E' di ieri la notizia che la riunione di 188 nazioni che doveva rivedere il Trattato di non proliferazione nucleare non ha prodotto risultati politici: le differenze sono rimaste, rimane la pretesa dell'intervento unilaterale, si sposta più in là la necessità di un approccio multilaterale. No new proposals from meeting on nukes: 'Tragic lost opportunity' at conference of 188 nations
*http://msnbc.msn.com/id/8008209/

Ma perchè è così difficile trovare una soluzione comune ad un tema che pure prelude scenari radioattivi? Non c'è solo la constatazione che Iran e Corea del Nord siano per gli USA paesi nemici, ma la continua affermazione da parte degli USA di non voler procedere ad un disarmo nucleare previsto dal trattato per le cinque originali potenze atomiche (USA, Gran Bretagna, Francia, Cina e Russia), a cui si sono aggiunte Israele, Pakistan, India che sono fuori dal TNP. Nel frattempo Algeria e Siria sono stati con moderato rischio di proliferazione e Iran e Corea del Nord sono sospettati di avere programmi nucleari. Il Giappone possiede almeno 235 tonnellate di plutonio sufficienti a costruire 30.000 bombe atomiche.
A proposito dell'Iran vedere:
Nucleare: l'Europa presenterà all'Iran una proposta entro luglio*
http://www.euronews.net/create_html.php?page=detail_europa&lng=4&option=4,europa&PHPSESSID=5ec4b8a180f1204b67ad07ed3667278b

L'Egitto durante le giornate del congresso ha fatto presente che Israele ha un arsenale nucleare, ma in generale le nazioni non nucleari hanno fatto presente che non vi è la rinuncia dell'uso del nucleare da parte di quelle che lo possiedono. Questo Trattato è pieno di controsensi, si vieta lo sviluppo del nucleare e allo stesso tempo attraverso la tecnologia dual-use si favorisce l'acquisizione di capacità di arricchimento dell'uranio per scopi pacifici che hanno le stesse modalità tecniche che servono a costruire la bomba.

Gli USA attraverso il Pentagono vogliono la libertà di manovra per le sue flotte nucleari in America Latina, Caraibi, Pacifico meridionale e Asia sud-orientale (poi ci sono in discussione Africa e Asia Centrale). In più sappiamo bene che hanno avviato programmi di bombe atomiche "acchiappa-bunker". Ma non solo, a livello internazionale e anche qui in Italia, si riaffaccia l'ipotesi di spendersi per un ritorno all'energia nucleare come soluzione ai prblemi energetici. (vedi il reattore di ricerca termonucleare che sorgerà in Francia finanziato con 10 miliardi di dollari da tutti e che anche se viene definito "leggero" e non pesante (uranio e plutonio), rimane pur sempre suscettibile ad attività militari).

Se poi considerariamo che le ricerche sulle nuove armi radianti e ad alta tecnologia proseguono con enormi finanziamenti e fanno riferimento anche al progetto di scudo elettronico interconnesso e ai satelliti di sorveglianza e ai vari sensori, allora il problema rimane sempre quello delle nazioni che vogliono la supremazia di una parte del mondo su tutti.