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Spesa militare/ Superati i mille miliardi a livello mondiale, la metà dagli Usa



Spesa militare/ Superati i mille miliardi a livello mondiale, la metà dagli Usa
Mercoledí 08.06.2005 14:52

La spesa militare a livello mondiale nel 2004 ha superato i mille miliardi di dollari e le prime 100 aziende produttrici di armi nel 2003 hanno incrementato gli ordini del 25% rispetto all'anno precedente. Sono questi alcuni dei dati rivelati dal rapporto 2005 del Sipri, l'Istituto internazionale di Stoccolma per la ricerca sulla pace, presentato ieri nella capitale svedese.

Si tratta della prima volta, dopo la fine della Guerra Fredda, che viene oltrepassata la significativa cifra del trilione di biglietti verdi americani (l'incremento complessivo è stato del 6%) e sono proprio gli Stati Uniti i protagonisti dell'impennata. Da soli, infatti, e per la "guerra al terrorismo", l'anno scorso hanno speso 455,3 miliardi: 41 in più del 2003, quasi la metà del totale e più degli investimenti delle 32 nazioni più potenti.

Al secondo posto l'alleato più fedele, la Gran Bretagna, che però ha visto diminuire i suoi investimenti in armi da 51,1 miliardi di dollari a 47,4. Poco più sotto, e pressoché stabili, la Francia, con 46,2 miliardi, e il Giappone con 42,4. Cresce, di un paio abbondante di migliaia di milioni la spesa militare della Cina, Paese nel quale si sta registrando un cambiamento di orientamento: da sempre dipendente dalla Russia per l'acquisto di armi finite, recentemente si sta convertendo alla raccolta di componenti e tecnologie da utilizzare in centri produttivi interni e allontanando dalla dipendenza dall'ex Unione Sovietica a causa del rapido invecchiamento dei suoi armamenti.

Proprio la Russia stupisce per la sua ottava posizione (con una spesa di 19,4 miliardi, in crescita rispetto ai 18,5 del 2003), preceduta dalla Germania (sesta con poco meno di 40.000 milioni) e dall'Italia (settima), i cui investimenti bellici si confermano poco sotto i 28 miliardi (27,8 nel 2004 e 27,6 nel 2003). Chiudono la lista dei primi 15, che muovono da soli l'85% di questo mercato, Arabia Saudita, Corea del Sud, India, Israele, Canada, Turchia e Australia, tutti tra i 10 e i 20 miliardi da quest'anno.

Rilevando che l'incremento di spesa più consistente si è registrato tra il 2002 e il 2004, in occasione delle operazioni militari in Iraq e in Afghanistan, dal Sipri fanno sapere che per la pace disarmata ci sono poche speranze per l'avvenire. Secondo la ricercatrice dell'istituto Caroline Holmqvist, entro il 2010 la spesa globale per gli armamenti potrebbe addirittura raddoppiare.