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Re: Aermacchi cresce e sostiene i lavoratori



caro Vignarca io ero presente in sede confindustriale quando questi sindacati e azienda cercavano di patteggiare sull' ancora da costruire agenzia per la riconversione dell'industria bellica lombarda. Ero lì come cassaintegrata. E come già ex-lavoratrice (perchè era ovvio che la ristrutturazione voluta da entrambi doveva perseguire un rilancio militarista) ho chiesto a questi sindacati di non permettere ambigui scambi fra noi e l'agenzia. Se non si è capaci di operare in piena onestà e chiarezza, si dica semplicemente con lealtà come stanno le cose.
ciao

Francesco Vignarca ha scritto:

Prima di leggere il primo articolo qualcuno si legga anche cosa dicono i sindacati CGIL-CISL e UIL a proposito dell'ultimo accordo siglato. Buona pace per i lavoratori che producono nel settore militare e ne raggranellano favoritismi, puona pace per chi come pacifista e/o antimilitarista si presenta insieme a codesti personaggi pensando ancora di essere poi credibili di fronte alla società intera.


presente!!!

ecco uno di quelli ormai non più credibili di fronte alla società
intera

applausi applausi!!
grazie mille..

a parte gli scherzi (e mi scuso per il tono un po' strafottente, ma dopo un po' uno si rompe..) quali sonno le alternative?

o uccidiamo tuti i lavoratori dell'industria bellica
o uccidiamo tutti i sindacalisti
o ce ne freghiamo
o tentiamo di partire proprio da questa contraddizione, con una collaborazione vera che non vuole "tutto subito" con un finto utopismo ma cerca di costruire una utopia reale

concliudo con parole molto più belle delle mie...

Al  fratello che lavora in una fabbrica di armi
Caro operaio, non si direbbe. Ma scrivere a tè, che con altri ottantamila compagni di lavoro strappi la vita in una delle trecento fabbriche di morte disseminate in Italia, è più difficile che scrivere al Sotto segretario della Difesa.

...

Perché non regge a nessuno l'animo di dirti che, sia pure incolpevolmente, tu collabori a seminare la morte sulla terra.
E  neanch'io tè lo voglio dire.
Hai già tanti problemi sulle spalle, che non mi sento di gra varti la coscienza di un ulteriore fardello. Sei così preoccupato, come tutti i lavoratori, dagli spettri del la fame, che non mi va di intossicarti anche quei quattro soldi che ti danno. Hai così viva la percezione di essere vittima di una squallida catena di sfruttamento, che sarebbe crudeltà dirti senza mezzi termini che, oltre che oppresso, sei anche oppressore. Mi sembrerebbe di ucciderti moralmente, prima ancora che le armi confezionate dalle tue mani potessero fare strage di altri innocenti. Povero fratello operaio. Sei veramente «chiuso in una spira mortale» direbbe Ungaretti che non era un economista neppure lui, e neanche un alto funzionario dei ministeri romani. Ma era un uomo.

...

Quell'uomo pulito che dorme dentro di tè, e che la sera, quando torni a casa, ti spinge ad accarezzare senza titubanze il volto dolcissimo della tua donna; e ti fa porre le mani sul capo incontaminato dei tuoi figli, senza paura che un giorno si ritorcano su di loro, come un tragico boomerang, le armi che quelle stesse mani hanno costruito. Certo, se io fossi coraggioso come Giovanni Paolo II, dovrei ripeterti le sue parole accorate: «Siano disertati i laboratori e le officine della morte per i laboratori della vita!».
...

Non ti esorto perciò, almeno per ora, a quella forte testimo nianza profetica di pagare, con la perdita del posto di lavoro, il rifiuto di collaborare alla costruzione di strumenti di morte. Ma ti incoraggio a batterti perché si attui al più presto, e in termini perentori, la conversione dell'industria bellica in impianti civili, produttori di beni, atti a migliorare la qualità della vita. È un progetto che va portato avanti. Da tè. Dai sindacati. Da tutti. Con urgenza. Con forza. Chiedendo solidarietà. Invocando consensi. *Forse l'ultima alternativa di pace per il mondo sei proprio tu, povero operaio, che vivi all'epicentro di questo apocalittico vorti ce di morte.* Non scoraggiarti. Tu sei la nostra superstite speranza. Se tutti gli ottantamila tuoi compagni di lavoro si mobiliteranno, il sogno di Isaia diventerà presto realtà. Anzi, ci pare già di vedere, quasi in una miracolosa dissolvenza cinematografica, le spade che si trasformano in vomeri tra le tue mani, e le lance che si incurvano in falci al sole della primavera. Mentre la scritta «the end» si sovrappone non a commentare immagini di catastrofi planetarie. Ma a concludere per sempre l'era lunghissima della nostra preistoria.
Ti  abbraccio.
2 febbraio 1986 + don TONINO, Vescovo


un saluto di Pace e grazie per le importanti segnalazioni (che poi cerco sempre di mettere sul sito www.disarmo.org)

Francesco


15/06/2005 - 11:34
AERMACCHI IN GARA IN TRE PAESI PER LA FORNITURA DELL'ADDESTRATORE M-311

(AGE) PARIGI - L'addestratore basico a getto M-311, destinato alla formazione dei piloti delle scuole aeree militari, concorrerà per la fornitura di velivoli alle forze aeree inglesi, turche e di Singapore. Lo ha annunciato Carmelo Casentino, amministratore delegato di Aermacchi, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei programmi e delle attività della società di Finmeccanica che si è svolta al Salone Aerospaziale di Le Bourget. Le gara che saranno lanciate in Gran Bretagna, Turchia e Singapore equivalgono ad una fornitura globale di 120 velivoli, corrispondente ad un valore di 900 milioni di dollari. L'M-311 è la versione completamente riprogettata dell'S-211, rispetto al quale presenta una nuova configurazione aerodinamica, con alette ventrali lungo la fusoliera, struttura e carrello rinforzati, motore turbofan più potente che fornisce una spinta superiore del 30 per cento e avionica completamente rinnovata. Il dimostratore avionico dell'M-311 ha volato il 1° giugno scorso. Aermacchi conta di piazzare nel medio termine 300 esemplari dell'M-311 a vari Paesi, contando soprattutto sulla maggiore efficienza e i minori costi di gestione rispetto ai concorrenti turboprop. La presenza di Aermacchi al Paris Air Show si caratterizza soprattutto per il successo riscosso dall'addestratore avanzato e pre-operativo di nuova generazione M-346, definito dallo speaker che accompagna le esibizioni sull'aeroporto di Le Bourget "il trainer che più si avvicina per caratteristiche e prestazioni ad un aereo da combattimento". Al salone parigino Aermacchi ha fatto esordire l'M-346 nella nuova livrea blu. Il secondo prototipo ha effettuato il suo primo volo il 17 maggio scorso e permetterà di accelerare il programma coprendo una parte della sperimentazione in volo prevista per la qualifica dell'aereo. L'inizio della produzione di serie dell'M-346, al cui programma industriale Aermacchi conta di aggregare partner soprattutto europei fino al 49% di quota di partecipazione, è prevista nel 2007. (AGE) SOR

*Aermacchi cresce e sostiene i lavoratori
http://www.vareseweb.it/lavoro/articoli-lavoro/2004/settembre/30-9aer
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