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Accordo Onu sulla rintracciabilità delle armi : i peggiori commercianti mondiali di armi continueranno a fare i loro affari



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CONTROL ARMS

AMNESTY INTERNATIONAL
IANSA
OXFAM


COMUNICATO STAMPA

ACCORDO ONU SULLA RINTRACCIABILITA' DELLE ARMI: I PEGGIORI COMMERCIANTI
MONDIALI DI ARMI CONTINUERANNO A FARE I LORO AFFARI

Secondo la campagna Control Arms, l'accordo raggiunto dalle Nazioni Unite
sul sistema di rintracciabilita' delle armi leggere e di piccolo calibro
e' inefficace e pieno di scappatoie. Il testo, negoziato a porte chiuse,
sara' dibattuto pubblicamente per la prima volta oggi a New York.

Le organizzazioni promotrici della campagna Control Arms - Amnesty
International, Oxfam International e Iansa - denunciano che la mancata
intesa su un sistema di rintracciabilita' legalmente vincolante
significhera' che commercianti di armi privi di scrupoli continueranno a
vendere armi ai responsabili di gravi violazioni dei diritti umani e a
criminali di guerra, facendo perdere le loro tracce. Per le tre
organizzazioni, inoltre, il fatto che il 'Processo delle Nazioni Unite
sulle piccole armi' abbia impiegato quattro anni per produrre un cosi'
misero risultato costituisce un pericoloso precedente.

La maggior parte dei governi aveva sostenuto un accordo piu' forte e
legalmente vincolante che comprendesse sia le armi che le munizioni, ma
l'opposizione di un piccolo gruppo di paesi - particolarmente Usa, Iran ed
Egitto - ha vanificato l'opportunita' di incidere concretamente sulle
attivita' dei commercianti di armi.

L'accordo istituira' un sistema di registrazione dei numeri di serie delle
armi leggere e di piccolo calibro quando sono vendute o trasferite tra
paesi. Il problema, secondo la campagna Control Arms, e' che si tratta di
un accordo essenzialmente volontario.

'Persone innocenti in paesi poveri continueranno a pagare il prezzo della
mancanza di un sistema legalmente vincolante di tracciabilita' delle armi
letali' - ha dichiarato Anna MacDonald, direttrice delle campagne di
Oxfam. 'I paesi che si comportano bene continueranno ad agire
correttamente, ma per quei paesi che vendono regolarmente armi ai peggiori
regimi del pianeta gli affari proseguiranno come prima. Oggi e' piu'
probabile rintracciare una valigia smarrita che proiettili per una
mitragliatrice'.

Oltre a essere di natura volontaria, l'accordo e' reso ulteriormente
debole da due scappatoie. In primo luogo, esclude del tutto le munizioni,
le granate e gli esplosivi. Spesso, i bossoli e i caricatori vuoti sono
l'unico indizio utile riscontrabile sul luogo in cui e' avvenuta
un'atrocita' e sarebbe quindi vitale marchiare le forniture di munizioni
per poterle rintracciare. Escluderle dall'accordo, al contrario,
significhera' aiutare i trafficanti e gli assassini a evadere la
giustizia.

Inoltre, una scappatoia esplicitamente prevista dall'accordo consente a
qualunque paese di rifiutare di fornire informazioni su vendite di armi
per motivi di 'sicurezza nazionale'. Si teme che questo argomento sara' un
alibi di comodo per coloro che vendono armi a regimi oppressivi.

'E' ridicolo escludere proiettili ed esplosivi da un accordo globale sulla
rintracciabilita', quando essi vengono usati ogni giorno per uccidere,
sopprimere, cacciare e intimidire persone indiscriminatamente. Questo
accordo limitato ed essenzialmente volontario vale meno del pezzo di carta
su cui e' stato scritto' - ha criticato Denise Searle, direttrice delle
campagne di Amnesty International.

L'anno scorso, le cartucce rinvenute sul luogo di un massacro avvenuto a
Gatumba, Burundi, in cui erano state assassinate 150 persone, riuscirono a
dimostrare la provenienza delle munizioni da Cina, Bulgaria e Serbia. Ma
l'assenza di qualsiasi sistema di rintracciabilita' impedi' di scoprire
come fossero giunte in Burundi. Se ci fosse stato, chi aveva venduto
quelle munizioni agli assassini sarebbe oggi sotto processo e ulteriori
forniture avrebbero potuto essere fermate.

'E' oltraggioso che una manciata di paesi abbia ostacolato un accordo
utile che avrebbe potuto fare davvero la differenza' - ha aggiunto Rebecca
Peters, direttrice di Iansa, la Rete internazionale d'azione sulle armi di
piccolo calibro.

Sebbene a giudizio della campagna Control Arms ci sia poco da festeggiare
in questa occasione, alcuni timidi passi avanti vanno comunque tenuti in
considerazione: il dovere degli Stati di assicurare che tutte le armi
leggere e di piccolo calibro illegali rinvenute sul proprio territorio
siano marchiate e registrate oppure distrutte, e l'obbligo di tenere un
registro completo di tutte le armi marchiate per almeno 20 anni.

Istituire un sistema globale vincolante di rintracciabilita' delle armi
leggere, delle armi di piccolo calibro e delle munizioni e' uno degli
scopi della campagna Control Arms, lanciata da Oxfam International,
Amnesty International e Iansa nel 2003. Il principale obiettivo della
campagna e' la richiesta di un Trattato internazionale sul commercio delle
armi, che metta al bando tutti i trasferimenti di armi che potranno
contribuire a violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario.

Ulteriori informazioni:

Il dibattito sull'accordo sulla rintracciabilita' delle armi leggere e di
piccolo calibro si svolgera' giovedi' 14, alle ore 10 locali presso la
sede delle Nazioni Unite a New York.

FINE DEL COMUNICATO
Roma, 14 luglio 2005

Per ulteriori informazioni, approfondimenti e interviste:
Amnesty International Italia - Ufficio stampa
Tel. 06 4490224 - cell. 348-6974361, e-mail: press at amnesty.it












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