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Emergenze atomiche, pubblicato il piano della maddalena



dalla nuova sardegna del  28\9\2005

La Maddalena: è disponibile presso gli uffici comunali. Dubbi sull'efficacia

LA MADDALENA. Il sindaco della Maddalena, Angelo Comiti, a sorpresa, ha reso pubblico il Piano di emergenza in caso di incidente nucleare nella base di Santo Stefano. La consegna alla stampa è stata effettuata tramite l'Ufficio relazioni con il pubblico del Comune. Si è trattato di una consegna formale: non di una conferenza stampa, come usuale in queste circostanze, senza commenti da parte dell'amministrazione. Il Piano è da oggi disponibile per qualunque cittadino che ne faccia richiesta all'Ufficio relazioni pubbliche. Si tratta del Piano che il Prefetto di Sassari aveva consegnato al sindaco a maggio e per il quale era attesa una discussione in consiglio comunale prima della consegna alla popolazione: il sindaco ha ha deciso di informare la cittadinanza, come previsto nel Piano stesso. In sostanza il primo cittadino deve provvedere, insieme agli altri enti competenti (capitaneria, carabinieri, vigili del fuoco e questura) a definire un piano operativo, a organizzare la struttura e i mezzi occorrenti, evacuazione compresa, a informare la popolazione dei dettagli di questo Piano operativo e a organizzare le simulazioni. Il piano è basato su alcune ipotesi di incidente ed è articolato in alcune contromisure: è destinato a contrastare gli effetti del massimo disastro che possa avvenire: la fusione del nocciolo che si verifica se un reattore nucleare, fuori controllo, raggiunge temperature tanto elevate da arrivare appunto a fondere. Al verificarsi di questa ipotesi si avrebbe la diffusione di una nube radioattiva e una ricaduta di isotopi radioattivi di entità di gran lunga superiore ai limiti considerati tollerabili, con conseguenti danni per la popolazione. La contromisura prevista è l'allontanamento del sottomarino, trainato al largo da un rimorchiatore, fattoche, secono il Piano eliminerebbe i danni per gli abitanti. Durante l'allontanamento con il rimorchiatore, il sottomarino transiterebbe in vicinanza dei residenti nella zona di Capo d'Orso, che per questo motivo dovrebbero essere evacuati forzatamente, mentre per la restante popolazione (dell'isola o di Palau o di Cannigione) l'evacuazione è prevista solo per decisione volontaria: nel caso dei turisti, è prevista una priorità di evacuazione, non disponendo gli stessi di idonei ripari. Secondo Gian Carlo Fastame, radio-chimico maddalenino che si è più volte espresso sul tema della radioattività nell'arcipelago, il piano «è del tutto inadeguato, non congruente con tutti i Piani di emergenza internazionalmente accolti in sede Iaea, del tutto difforme da questi e dagli analoghi Piani che anche la Us Navy ha predisposto per i porti di casa, come a San Diego in California». «È un Piano che non sta in piedi - prosegue -: la principale contromisura, l'allontanamento del sottomarino avente in atto la fusione del nocciolo è di una ingenuità disarmante: la fusione comporta infatti anche la fusione del contenitore e poi dello scafo».
Andrea Nieddu




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