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Aeronautica, Eurofighter operativo, programma Nato a Gioia del Colle



Pagine di Difesa, 20 dicembre 2005

Dal 16 dicembre, a Grosseto, sono in prontezza operativa i primi quattro Eurofighter nazionali. L’annuncio ufficiale l’ha dato il giorno precedente il ministro della Difesa, Antonio Martino. Un’arma in più contro il rischio di aerei dirottati da terroristi: una eventualità che dopo l’11 settembre è stata presa in concreta considerazione in tutto il mondo. Del resto il numero degli ‘scramble’, cioe’ le intercettazioni di velivoli sospetti, dal 2001 è sensibilmente aumentato in Italia.

Dall’inizio del 2005 i caccia dell’Aeronautica militare si sono alzati in volo 45 volte per intercettare velivoli che stavano volando nello spazio aereo nazionale in condizioni ‘non regolari’, in genere perché sprovvisti delle previste autorizzazioni o per non aver comunicato con gli enti del traffico aereo. Si è trattato, comunque e fortunatamente, sempre di falsi allarmi: l’ultimo intervento in ordine di tempo si è avuto il 5 dicembre scorso, quando un F-16 del 37° stormo di Trapani ha intercettato un aereo militare serbo sprovvisto delle autorizzazioni necessarie al sorvolo dello spazio aereo nazionale.

Dal 16 dicembre il 4° stormo di Grosseto, che è dotato del nuovo caccia europeo F-2000 ‘Typhoon’, è entrato a far parte del cosiddetto Sssa, il Servizio di sorveglianza dello spazio aereo nazionale, tramite il quale l’Aeronautica militare assicura il monitoraggio e la difesa dei cieli 365 giorni all’anno, 24 ore su 24. E l’Italia sarà la prima nazione del consorzio Eurofighter (al quale partecipano anche Inghilterra, Germania e Spagna) a ‘montare di allarme’ con il nuovo sistema d’arma.

Il 4° stormo di Grosseto affianca i due reparti di volo che attualmente assicurano il servizio di decollo immediato e intercettazione, cioè il 5° stormo di Cervia e il 37° di Trapani, entrambi dotati di aerei F-16. La sorveglianza e la difesa dello spazio aereo nazionale è la missione principale della Aeronautica Militare. Si tratta di un servizio che viene garantito tramite un sistema integrato di radar, velivoli e sistemi missilistici connesso con quelli degli altri paesi Nato.

Una complessa rete di sensori radar distribuiti sull’intero territorio nazionale garantisce il monitoraggio costante dello spazio aereo. E a questi sensori fissi si possono aggiungere i sistemi radar montati a bordo degli ‘Awacs’, gli aerei radar dell’Alleanza Atlantica, mobilitati in base alle esigenze. Tutti i sensori fanno capo al Comando operativo delle forze aeree, il Cofa di Poggio Renatico, che tramite la sala operativa assicura il coordinamento di tutte le operazioni di controllo dello spazio aereo e l’attivazione delle procedure di difesa aerea in caso di necessità.

In caso di velivolo sospetto, il Cofa ordina lo ‘scramble’, il decollo immediato dei velivoli intercettori da una delle basi aeree che si trovano in servizio di ‘pronti su allarme’. Una volta in volo, gli aerei, assistiti dai controllori della difesa aerea a terra, si dirigono verso il velivolo sospetto e lo intercettano. A questo punto accertano e comunicano l’identita’ e la nazionalita’ dell’aereo, tenendosi pronti a eseguire gli ordini che la situazione richiede, come scortare il velivolo fino al confine dello spazio aereo nazionale oppure obbligarlo all’atterraggio.

Per quanto riguarda l’integrazione italiana nell’Alleanza Atlantica, l’area dell’Italia centro-meridionale è stata scelta per le missioni aeronautiche del Tlp (Tactical leadership programme), il programma di addestramento ad altissimo livello per le forze aeree di otto Paesi della Nato, che si è svolto nella base di Gioia del Colle. I piloti che hanno partecipato al corso dal 18 novembre al 16 dicembre sono stati 46; 40 i velivoli di diverse tipologie impiegati nelle missioni; 319 le sortite fatte.

Il Tlp - hanno spiegato in un incontro con giornalisti nella base aerea pugliese il colonnello Mike Minne, comandante dello stesso Tlp, e il generale Pietro Valente, comandante della Divisione caccia Aquila, che si occupa della difesa aerea nazionale - è un programma in cui vengono sviluppati vari scenari aerei, dal più semplice al più complesso, per poter addestrare i piloti e i navigatori della Nato alla conduzione di missioni con tante tipologie di velivoli per raggiungere un obiettivo aeronautico molto difficile.

Istituito nel 1978 in Germania, il Tlp dal 1989 ha trasferito la sua sede centrale in Belgio, a Florennes. Vi aderiscono attualmente Belgio, Danimarca, Germania, Italia, Olanda, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti, che cooperano fra loro standardizzando le tattiche e le procedure di impiego dei diversi sistemi. Ogni anno si tengono sei corsi di Tlp, cinque dei quali in Belgio e uno all’estero in una delle nazioni partecipanti. Quest’anno è stata scelta la base di Gioia del Colle, che si è rivelato - è stato detto - “uno degli aeroporti più attrezzati, più capaci di ricevere e supportare una missione tanto complessa”.

La scelta è stata anche motivata dalla possibilità di ampi spazi aerei che possono essere utilizzati in Italia, a differenza che nel centro Europa, dove gli spazi aerei sono ristretti. Nella base di Gioia del Colle è possibile, inoltre, svolgere missioni notturne, che non sono invece praticabili in Belgio. Si dicono tutti soddisfatti i partecipanti al Tlp di Gioia del Colle; unica nota negativa sono state le condizioni meteorologiche, particolarmente difficili in tutto il periodo del corso di addestramento proprio nell’Italia meridionale.

Fonte: Ansa