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Re: La difesa europea secondo la Francia e l'Italia



Non c'è che scegliere fra le tante notizie:

Giovedì 19 Gennaio 2006, 15:34

Radiocor - Milano, 19 gen - Finmeccanica in luce all'indomani delle dichiarazioni dei vertici del gruppo che hano confermato il raggiungimento degli obiettivi di ricavi e reddito operativo stabiliti per il 2005. Il titolo in Borsa sale del 2,89% tra volumi sostenuti. Ieri, intervenendo a un convegno sull'alta tecnologia organizzato dai Democratici di Sinistra, il d.g. Giorgio Zappa ha detto che il giro d'affari potra' lievitare fino a 15 miliardi di euro entro 2/3 anni. Le attese degli analisti di Rasbank per il 2008 e il 2009 prevedono ricavi rispettivamente di 14,1 miliardi e 14,7 miliardi. Il raggiungimento della soglia di 15 miliardi di ricavi in 2 anni, affermano, sarebbe sicuramente un risultato superiore alle aspettative. Le posizioni emerse al convegno organizzato dai Ds ieri, aggiunge Rasbank, 'evidenziano la volonta' di attribuire maggiore attenzione al mercato e ai programmi europei e, sicuramente, se il Centro-sinistra dovesse vincere le elezioni, anche Finmeccanica dovrebbe tenere conto di questo orientamento. Le posizioni emerse ieri da esponenti del maggiore partito di opposizione - proseguono gli analisti - sono apparse rassicuranti per i destini di Finmeccanica, riconosciuta essere un'importante realta' nel settore dell'alta tecnologia (si tratta anche della seconda industria manifatturiera nazionale per numero di occupati, un tema a cui la sinistra e' senza dubbio molto sensibile)'. Secondo Rasbank quindi le notizie riferite sono positive e conferma il rating buy con target price a 18,9 euro.

Per ulteriori informazioni visita il sito del Sole 24 Ore

Mercoledì 18 Gennaio 2006, 12:08

Finmeccanica: Zappa,2005-2006 Ancora Soddisfazione Azionisti

(ANSA) - ROMA, 18 gen - "Nel 2005-2006 Finmeccanica (Milano: FNC.MI - notizie) continuerà a dare soddisfazione agli azionisti". Lo ha detto il direttore generale di Finmeccanica, Giorgio Zappa, senza aggiungere dettagli sui conti della holding spiegando che "li delibera il board". Zappa, parlando a margine di un convegno dei Ds, ha confermato il fatturato di Finmeccanica per il 2005 in "quindici miliardi, un dato noto, frutto degli investimenti in Gran Bretagna e Stati Uniti". (ANSA).

Finmeccanica si riscatta oggi, sconta target più alti del piano industriale

19/01/2006 12.25

Seduta su di giri per Finmeccanica. L'azione solo oggi riscatta le dichiarazioni della vigilia del management: a fronte di un fatturato 2005 in crescita del 20%, il gruppo dovrebbe raggiungere nel giro dei prossimi due—tre anni un fatturato di circa 15 miliardi di euro. Un dato superiore alle previsioni degli analisti e così il titolo sale in Borsa del 2,59% a 17,60 euro.

"Questo dato appare superiore alle nostre stime che incorporano per il 2007 un fatturato consolidato di circa 14,3 miliardi di euro", constata Monica Bosio di Caboto che tra le altre notizie positive segnala il livello del portafoglio ordini 2005, attestatosi a circa 10 miliardi di euro (escludendo il progetto Fremm), nonché l'arrivo a breve di una seconda tranche di finanziamenti per il progetto Tetra da parte del Ministero degli Interni per un valore di circa 160 milioni di euro.

"Ribadiamo il nostro giudizio di add sul titolo. Ma ai prezzi correnti e tenendo conto degli attuali multipli dei principali peers del gruppo, la nostra Somma delle parti analisi indica un nuovo target price, post holding discount del 20%, in area 19,1 euro per azione contro il precedente 18,2 euro", conclude Monica Bosio.

Anche Intermonte, secondo quanto appreso da Mf Online, dopo aver confermato il rating di outperform (farà meglio del mercato), ha alzato il prezzo obiettivo a 21 da 18,5 euro in quanto è ora probabile che gli obiettivi del piano industriale della società vengano rivisti al rialzo. Le indicazioni contenute nel piano industriale di Finmeccanica indicano ricavi 2005 in aumento di oltre il 20% (circa 11,3 miliardi la stima di AbaxBank) e un Ebita superiore a 700 milioni, il tutto includendo il 100% di Agusta Westland e l'operazione conclusa con Alcatel nello spazio.

Le indicazioni 2006 vedono la crescita dei ricavi oltre il 10% (circa 12 miliardi la stima di AbaBank) e un Ebita maggiore di 800 milioni. Il target dei ricavi per il 2007 è di raggiungere i 14 miliardi e per il 2008 di superarli, indicando così implicitamente una crescita superiore al 10% annuo. "Il direttore generale di Finmeccanica ieri ha parlato di un target di 15 miliardi, modificando così abbondantemente al rialzo le indicazioni del piano industriale", commentano a quest'altra merchant bank. "Ci mancano circa 3 miliardi che non riusciamo a spiegare".

"Al momento, comunque, siamo concentrati a capire se Finmeccanica è in grado di generare un tasso di rendimento sul capitale investito superiore al Wacc (costo medio ponderato del capitale, ndr), considerando che la crescita dimensionale dell'azienda è da attribuire in massima parte alle acquisizioni fatte negli ultimi anni", precisano gli analisti di AbaxBank mantenendo quindi il rating di market perform sull'azione con un target a 16,5 euro.

Il quadro per Finmeccanica appare dunque roseo, anche considerando le posizioni emerse al convegno organizzato dai DS ieri che ha evidenziato la volontà di attribuire maggiore attenzione al mercato e ai programmi europei e, sicuramente, se il Centro-sinistra dovesse vincere le elezioni, anche Finmeccanica dovrebbe tenere conto di questo orientamento.

"Le posizioni emerse ieri dagli esponenti del maggiore partito di opposizione sono apparse rassicuranti per i destini di Finmeccanica, riconosciuta essere un'importante realtà nel settore dell'alta tecnologia", osserva Gabriele Gambarova di RasBank, ricordando che si tratta anche della seconda industria manifatturiera nazionale per numero di occupati, "un tema a cui la sinistra è senza dubbio molto sensibile. Su Finmeccanica manteniamo il rating di buy (comprare, ndr) con un target a 18,9 euro".

Francesca Gerosa
http://www.milanofinanza.it/news/dettaglio_news.asp?id=152215&chkAgenzie=TMFI

http://news.excite.it/economia/270683

Difesa Italia: serve tecnologia, ma 2006 anno nero -convegno Ds
mercoledì, 18 gennaio 2006 7.42 168
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ROMA (Reuters) - In un'Europa che nel settore della difesa punta a costituire un sistema integrato credibile, l'Italia dovrebbe investire in tecnologia mentre si trova a fare i conti con risorse risibili e l'assenza di politiche mirate.

E' quanto, in sintesi, è emerso oggi nel corso di un convegno organizzato a Roma dai Ds su "L'alta tecnologia per lo sviluppo, il lavoro e la sicurezza dell'Italia".

"Un fortissimo investimento per innalzare il livello tecnologico è un'opzione di governo fondamentale", ha detto al convegno il leader dei Ds Piero Fassino, aggiungendo che "il cuore strategico" dell'innalzamento tecnologico è rappresentato dai settori di spazio, difesa e sicurezza.

Ma proprio nel settore difesa, a ricerca e sviluppo tecnologico sono destinate cifre estremamente ridotte, ha sottolineato nel suo intervento il senatore Ds Lorenzo Forcieri, organizzatore del convegno.

"Il bilancio della difesa non è mai stato così povero e, al suo interno, la spesa per il personale arriva quasi al 75%", ha detto Forcieri.

Per il 2006 la difesa italiana può contare "solo su 161,7 milioni di euro per tutte le quattro forze armate. La Francia dispone, per lo steso periodo, di un miliardo e mezzo di euro. Siamo nell'ordine di dieci volte tanto".

Invece, dice Forcieri, ci vogliono politiche adeguate e nuove modalità per "consolidare e sviluppare un comparto per noi fondamentale e strategico come è quello dell'industria dell'aerospazio e della difesa". Tra le proposte, anche quella di un "sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei ministri per la Sicurezza nazionale, dal quale potrebbe dipendere anche il coordinamento delle iniziative in questo settore".

Ma è l'Europa nel suo complesso a dover elaborare una politica industriale europea per il settore difesa. Come ha sottolineato anche il segretario generale della Difesa Gianni Botondi, "Solo un'Europa integrata può consentire al nostro continente di essere marginalizzato".

In realtà, dice Forcieri, l'industria della difesa europea - con più di 600.000 addetti e un volume d'affari di 104 miliardi di euro - "è abbastanza in buona salute e lo stesso gap tecnologico tra gli Stati Uniti e l'Europa è meno largo di quello che si crede. Semmai si tratta di un gap di investimenti".

I governanti si devono impegnare ... senza falsi moralismi né timidezze: non bisogna avere vergogna di promuovere prodotti industriali italiani", ha commentato Enzo Camporini, presidente del Centro alti studi sulla difesa.


http://www.difesa.it/files/rassegnastampa/060119/9O9KA.pdf
http://www.difesa.it/files/rassegnastampa/060119/9OANU.pdf
http://www.difesa.it/files/rassegnastampa/060120/9OOE7.pdf
http://www.difesa.it/files/rassegnastampa/060118/9NVN0.pdf