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(Fwd) guerra contro l'iran: ci siamo



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GUERRA CONTRO L'IRAN: CI SIAMO

Milano, 15 aprile 2006 - ore 21.00

La 
guerra USA-Iran si sta avvicinando a grandi passi. Logica vuole, anche
guardando ai balletti diplomatici cui abbiamo assistito in passato,
che il conto alla rovescia sia iniziato. I tempi sono strettissimi, se
valgono le considerazioni che andro' esponendo. Il Consiglio di
sicurezza dell'ONU ha in via di approvazione una risoluzione di
condanna di Teheran in una forma che implicitamente puo' essere
interpretata dagli USA come autorizzazione ad un'azione militare. E'
noto che Europa (inclusa stavolta la Gran Bretagna), Russia e Cina,
come abbiamo gia' visto fare con l'Iraq, frenano, ma sappiamo anche
che questa contrarieta' non costituisce motivo sufficiente  per
bloccare una decisione unilaterale di Washington, qualora essa fosse
presa, e pare che sia proprio stata gia' presa. Lo affermano ripetute
indiscrezioni della stampa americana ed internazionale (ultimi in
ordine di tempo: The Newyorker, Le Monde) e lo conferma, ripeto, un
ragionamento logico sullo stato attuale del gioco della potenza. Non
è un mistero che il Pentagono sta esaminando piani di attacco gia'
pronti che si possono condurre nell'immediato. Piani che prevedono
l'uso di armi nucleari (le cosiddette mininukes tattiche) per impedire
all'Iran di procurarsi armi nucleari. Un disarmo atomico realizzato,
paradossalmente, a colpi di bombe atomiche, tecnicamente necessarie -
si sostiene - per distruggere i laboratori sotterranei di
arricchimento dell'uranio. La superpotenza USA ha la forza, oggi come
oggi, di imporsi all'ONU e alle altre potenze perche' puo' contare su
una schiacciante supremazia militare: il budget della "difesa"
americano supera, con oltre 500 miliardi di dollari, quello di tutto
il resto del mondo messo assieme e viaggia su un livello qualitativo
al momento irragiungibile: l'acquisita capacita' del primo colpo
nucleare (da Foreign Affairs, febbraio 2006), il monopolio della
quarta dimensione dello spazio satellitare, il controllo della rete
telematica mondiale... Nel quadro della decisione di democratizzare
(si fa per dire) il Medio Oriente allargato, tenendo conto delle
difficolta' della situazione iraqena, sospinta dalla necessita' di
completare l'opera iniziata per acquisire il controllo dei giacimenti
petroliferi piu' importanti del mondo, la cricca
militarista-petrolifera di Bush e dei neocon doveva per forza
perseguire ed ottenere il "cambiamento di regime" in Iran. Dal suo
punto di vista, non e' tollerabile, in una situazione di guerra civile
strisciante, che gli sciiti iraqeni, oggi al potere, anche se sotto
tutela, possano consolidare un asse omogeneo con gli sciiti iraniani:
questo retroterra deve essere loro sottratto, se no, per gli
occupanti, il "divide et impera" non funziona piu'. La guerra in Iraq
avrebbe portato al risultato paradossale di un'egemonia nascosta ma
concreta dell'Iran su Bagdad! Bisogna percio', dal punto di vista del
MIC (military-industrial complex), agire in fretta: Bush e' l'unico
leader a Washington, tra l'altro in declino di popolarita', disposto a
correre il rischio di un conflitto che potrebbe estendersi a vaste
aree del pianeta. La logica ed i fatti quindi ci dicono che la guerra
sta per scoppiare. Ma il mondo, per fortuna o sfortuna, non e'
imbrigliabile nei nostri schemi logici, sempre limitati ed imperfetti,
inadeguati se non distorcenti di fronte alla complessita' del reale.
Vi sono alcuni accadimenti probabili, ma non del tutto o non
precisamente prevedibili, che, se si verificassero a breve, potrebbero
scompaginare il precipitare della crisi. (Gli stessi potrebbero pero'
anche determinarne un'accelerazione). Potrebbe persino intervenire
qualche grande evento positivo: non poniamo limiti alla Provvidenza
anche se, devo dire, chissa' perche', di questi tempi personalmente
non mi sento affatto incline all'ottimismo. Non riesco infatti ad
immaginare, su ampia e grande scala, niente di buono per il futuro
prossimo venturo. Per quanto riguarda il pacifismo italiano, solo dopo
aver costruito, con una obiezione fiscale massiccia, una forza di
iniziativa permanente e radicata nel sociale - ritengo - potremo
cominciare a parlare di una mobilitazione con capacita' di incidere,
di risolvere e di costruire: ragion per cui, cari "Forum", care
"Tavole" e cari "Coordinamenti", non chiamatemi per l'ennesimo,
tardivo, inutile corteo per "fermare la guerra", guarda caso sempre
quella appena sospinta dall'"Impero del Denaro" sotto i riflettori
mediatici. Speriamo comunque che il Diavolo abbia fabbricato si' la
pentola della guerra contro l'Iran, ma, come spesso succede, si sia
dimenticato del coperchio... Speriamo che non sia una catastrofe ad
evitare un'altra catastrofe alla stessa maniera con la quale chiodo
schiaccia chiodo: che la Superpotenza pacifista, come Cristo a Pasqua,
risorga sulla base della nonviolenza attiva.

Buona Pasqua a tutti.

Alfonso Navarra
segreteria Lega per il Disarmo 
Unilaterale



vedi file allegato che contiene l'intervento completo
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