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(Fwd) antinucleari innovativi



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da parte di Alfonso Navarra

Noi, nonviolente/i chiamati in causa 
dall'appello di Alex Zanotelli (18 aprile 2006), ci stiamo impegnando
ad organizzare una nuova campagna per il disarmo atomico. Gia' da
quell'appello originario possiamo ricavare una prima, chiara idea, dei
sogetti politico-culturali che possiamo chiamare a responsabilizzarsi
nel ruolo di promotori. Li elenco: 1- il Comitato delle personalita'
nonviolente; 2 - i movimenti nonviolenti "storici": LDU, MN, MIR,
(Loc, Berretti Bianchi) 3- gli obiettori di coscienza organizzati
nella Campagna OSM-DPN (obiezione alle spese militari per la difesa
popolare nonviolenta); 4- le organizzazioni disarmiste: la Rete per il
Disarmo, Assopace, il Comitato Via le Bombe; 5- l'ecologismo radicale:
Greenpeace 6- la rete dell'economia solidale e sostenibile: Lilliput
7- Alex Zanotelli, personalita' che riassume in se' una tensione etica
essenziale, radicata in una cultura cattolica aperta al dialogo con il
"Diverso" anche totalmente "Altro", accompagnata da lucidita' di
impegno "complessivo" e orientato al coinvolgimento partecipativo .

Questo elenco ci dice subito che, perseguendo la discesa in campo
della nonviolenza attiva, non stiamo considerando tra i promotori
possibili due categorie di soggetti organizzati: 1- le organizzazioni
del pacifismo generico, i cui obiettivi tendono ad essere subalterni
alla tecnocrazia del controllo degli armamenti (l'accordo FMTC, vedi
specificazione piu' avanti esposta) ed i cui metodi di mobilitazione,
"moderati e legalitari", sollecitano un coinvolgimento superficiale e
delegante dell'opinione pubblica; 2- le organizzazioni
dell'antagonismo ideologico, i cui obiettivi sono finalizzati ad una
agitazione "antisistema" ed i cui metodi di azione puntano a radunare
moltitudini "arrabbiate" da addestrare alla disciplina paramilitare (i
combattenti della "guerra sociale contro l'imperialismo").

D'altro canto, anche 
rispetto alla "nonviolenza tradizionale" l'insieme originale dei
promotori indicati da Zanotelli dovrebbe costituire una miscela capace
di accendere novita' e freschezza sia nella configurazione politico-
culturale complessiva, sia nella predisposizione di percorsi,
strumenti e tecniche.

Le vecchie campagne per il disarmo atomico, ad es. Comiso, 
pur se nobilmente ispirate al rifiuto dello "sterminismo" ed ad un
criterio antimilitarista radicale, non riuscivano ad includere, nella
finalizzazione degli strumenti di pressione, dimensioni diverse dallo
specifico pacifista "generico": l'opposizione riarmo/disarmo. 

Oggi 
invece potremmo adottare e sperimentare le seguenti novita', quali
contributi delle "sorgenti culturali" che stiamo coalizzando  insieme:

1- l'ancoraggio del disarmo al concetto della difesa nonviolenta
(tappa intermedia: il transarmo) come alternativa alla difesa
militare;

2- il 
rifiuto della Tecnologia Nucleare in quanto tale (la distinzione tra
nucleare civile e nucleare militare ancora oggi non ha consistenza
rilevante); 

3- la radicalita' di forme di lotta che, nel rispetto 
della vita delle persone, mirano all'incisivita' diretta del risultato
ed al profondo coinvolgimento personale, anche nella forma del
boicottaggio economico di enti ed imprese implicati nel riarmo
atomico;

4- l'esigenza di individuare le forme di noncollaborazione, 
individuale e collettiva, con i propri livelli di compromissione
rispetto all'apparato nucleare, punta di lancia del complesso
militare- scientifico-industriale;

5- l'approccio etico che deve essere proposto 
come prevalente, anche se non sostitutivo, rispetto all'approccio
legalista.

(l'intervento completo nel file allegato)
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