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inquinamento elettromagnetico sul monte limbarta creato da una ex base nato



dalla  nuova sardegna cronaca di olbia-gallura   del 9\06\2006
Monte 
limbara , via le reti dell’aeronautica»
Aisoni (Ds) solleva il caso 
della recinzione metallica abbandonata
Sulla montagna numerose antenne 
civili e militari

TONIO BIOSA
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*TEMPIO. **«Chiedete, nel caso l’amministrazione comunale non l’avesse 
già fatto, all’Aeronautica militare di smaltire la rete di recinzione 
dismessa». E l’invito rivolto dal consigliere di minoranza Nico Aisoni, 
alla giunta nel corso della seduta dell’altra sera del consiglio 
comunale.
* La rete è quella che, sostituita da una nuova, recingeva la 
base che l’Aeronautica militare da diversi anni detiene in cima al 
monte Limbara con funzioni prevalenti di rilevamento dati per le 
previsioni del tempo.
Abbandonata in territorio di proprietà comunale, 
la vecchia recinzione metallica, oltre a risultare pericolosa per 
quanti sono soliti fare in quell’area delle passeggiate, sarebbe un 
elemento inquinante. «Probabilmente è solo una dimenticanza - conclude 
l’interpellanza del consigliere diessino -. Sarebbe comunque opportuno 
intervenire immediatamente».
Può esser che ciò avvenga quanto prima. Il 
caso sollevato da Nico Aisoni viene a riproporre la più ampia questione 
dei tanti elementi estranei giunti in questi ultimi decenni a turbare 
il profilo e l’ambiente della più alta montagna del nord dell’isola. A 
nessuno, in qualunque punto si collochi, sfugge la selva di antenne 
piazzate sul cocuzzolo. Ripetitori, ricetrasmettitori e ogni tipo di 
impianti similari rispondenti a funzioni di carattere civile e militare 
chissà se dotati delle dovute autorizzazioni e sottoposti a controlli 
di carattere igienico sanitario ma in ogni caso costituenti un 
macroscopico caso di mancato rispetto dell’ambiente. A maggior ragione 
se l’ambiente è quello particolare del monte Limbara. Il caso della 
vecchia recinzione della base dell’Aeronautica sollevato dal 
consigliere Aisoni ha infatti a monte tutti quelli di una luna lunga 
serie di dismissioni di basi e di impianti che non sempre si sono 
risolti con il dovuto ripristino dei luoghi. Perdurano infatti impianti 
di ogni genere, innanzitutto militari, la cui funzione si dà per 
cessata e dei quali non è dato sapere la sorte. L’esempio più evidente 
per chi compie l’ascesa superando tra boschi rigogliosi la serie 
interminabile di tornanti non può esser dato che dalle grandiose 
parabole a servizio - si è sempre superficialmente detto - della Nato e 
mandate in disuso dal mutamento dello scacchiere difensivo succedutosi 
alla fatidica caduta del Muro.
Ma è nella selva di antenne ricadenti 
nelle aree più alte che bisognerebbe cercare l’ordine e la ripulitura. 
Ecco che l’invito del consigliere Nico Aisoni a risolvere il caso 
relativo alla recinzione dismessa dall’Aeronautica militare merita di 
esser esteso all’intera situazione esistente sul Limbara. E quanto meno 
di esser raccolto, al fine di ridurre al minimo indispensabile e del 
sostenibile il gravame delle antenne e delle altre servitù. Da non 
dimenticare infatti che la montagna gallurese è stata dichiarata Sic, 
ovvero sito d’interesse comunitario. Senza poi arrivare a ricordare che 
da anni si auspica per essa uno sviluppo e un avvenire turistico.