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Guerre vecchie e nuove, intanto a morire sono i civili



Siamo (ancora) qui a parlare di una guerra fra le guerre.
Il The Wall street journal di ieri (20 luglio) scriveva:
Attacks weigh on Israeli business:
"....tourism farmers and small factories bear economics brunt...one of hezbollah's goals to target the economic and industrial infrastructure of haifa israel's third largest city..." Se il business in guerra rallenta, quali aziende fanno affari in questo momento? Una piccola lista: ....Despite the continuing conflict, Haifa's hight-tecnology business are operating normally. There is no majior impact. These companies' large, modern buildings complete with bomb shellers or fortified rooms on each floor afford employees a degree of safety....

ossia: Intel Corp., Microsoft Israel Ltd., Amdocs Ltd., Zoran Microelectronics Ltd., Elbit Systems Ltd. Quelle cioè che hanno a che fare con l'high-technology business. Infatti è una guerra che Israele (sbagliando?) gioca tutta con una tattica da attacco tecnologico.

In un'altra pagina (anzi 2 pagine) si parla dell'uso dei satelliti durante una guerra. I satelliti sebbene siano per la maggior parte adoperati ad uso commerciale (telefonini, televisioni, ecc.), possono essere "stoppati" dai militari e occupati solo per i loro fini, ma non sempre con successo!
"Despite Israel's best efforts, Al-manar keeps broadcasting.
Bombings fail to silence hezbollah's news network".

La guerra si abbatte sui civili, solo sui civili, è questo che dobbiamo capire quando parliamo di nuove e vecchie guerre. E' solo questo il denominatore comune di entrambe (e di entrambi i nemici, a chi di costoro interessano davvero le popolazioni? A nessuno!).

Il che appunto, non significa disdegnare le vecchie armi:
Belgian doctor: Israel using chemical weapons
http://www.uruknet.info/?p=24903

E l'Italia che fa in Iraq? Vende!!!!

Iraq: chi va, chi arriva: mentre vengono ritirati i militari, nel paese mediorientale giunge la Fincantieri, che dovrebbe fornire alla marina del nuovo governo iracheno quattro pattugliatori. Lo dichiara il senatore Giovanni Lorenzo Forcieri (DS), attuale sottosegretario alla Difesa. Le trattative sarebbero in uno stato avanzato. Il progetto di questi pattugliatori è stato sviluppato da quello delle unità della classe Diciotti della Guardia Costiera, a sua volta uno sviluppo del pattugliatore Saettia, il risultato di una private venture di Fincantieri. I pattugliatori della classe Diciotti (o Saettia 2), la Guardia Costiera ne ha in linea cinque esemplari, hanno una lunghezza fuori tutto di 52,80 metri, un dislocamento di 427 tonnellate e sono costruiti in acciaio; con un’autonomia di 1.800 miglia, raggiungono la velocità di 32 nodi. Di questa classe è stata sviluppata anche una unità meno performante, più lunga, ma con un minore dislocamento e velocità. È il P61, noto come Saettia 2 Modificato, che è in servizio a Malta. Al momento non è ancora chiaro, la commessa di fatto non è stata firmata, se all’Iraq saranno fornite unità della classe Diciotti o simili al P61 maltese. In questa commessa sarebbero interessate diverse aziende italiane, come la Isotta Fraschini Motori, un’azienda Fincantieri con sede a Bari, che su ogni unità di questa classe ha installato tre generatori diesel Isotta Fraschini L1306t2ME, ognuno da 260 kVA, per la produzione di energia elettrica. Sui classe Diciotti della Guardia Costiera Isotta Fraschini ha invece installato quattro motori Isotta Fraschini V1716T2MSD, mentre sull’esemplare della classe realizzato per Malta, non essendo richiesti particolari spunti di velocità, la propulsione è assicurata da due soli motori di questi tipo. Sull’argomento ha sentito il senatore Giovanni Lorenzo Forcieri (DS), attuale sottosegretario alla Difesa. Spezzino di nascita e residenza, da sempre Forcieri segue con particolare attenzione le problematiche legate al polo cantieristico ligure.
Quali significati ha questa commessa?
Forcieri. È una decisione che ha assunto il Governo iracheno. L’ho voluta segnalare sia per le positive ricadute che potrà avere per la nostra industria cantieristica, sia perché dimostra come il nuovo governo iracheno stia cominciando ad operare, ad occuparsi dei problemi del Paese. Sta a significare anche che i suoi rapporti con il nostro Paese sono positivi, anche con la fine della missione militare, e quindi con la continuazione del nostro impegno civile, economico e sociale in quel Paese. È positivo, in ultimo, che sia stata scelta la nostra industria cantieristica che dimostra anche nel militare che Fincantieri merita il primato conquistato nel commerciale.
Ci può ci può dire qualcosa di più sulla commessa?
Forcieri. La commessa, che ha un valore di settantotto milioni di euro, riguarda quattro pattugliatori, uno sviluppo della classe Diciotti in servizio nel Corpo delle Capitanerie di Porto, che saranno armati con una mitragliatrice di piccolo calibro della Oto Melara; le navi saranno utilizzate per il pattugliamento delle acque irachene.