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Nave San Marco della Marina Militare, è pronta per portare aiuti umanitari al Libano



L'Italia è pronta a fare la sua parte: Libano,Prodi e D'Alema:Italia pronta a far parte della forza Onu
http://today.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&storyID=2006-08-12T114630Z_01_CIN241269_RTRIDST_0_OITTP-PRODI-DALEMA-LIBANO.XML&ImageID=

Hezbollah: «Rispetteremo risoluzione Onu»
«Coopereremo con l'esercito libanese e la forza internazionale dell'Unifil, ma il cessate-il-fuoco quando ci sarà l'accordo sui tempi»
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2006/08_Agosto/12/hezbollah.shtml

E non sia mai detto che i gioiellini di famiglia cari alla Difesa e ai sindacati confederali siano usati solo per la guerra:
la pace vuole la sua parte.
I missili Storm Shadow saranno provati in Sud Africa.

Nave San Marco della Marina Militare, è pronta per portare aiuti umanitari al Libano. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Romano Prodi. La nave può trasportare fino a mille tonnellate di materiale ed è attualmente nel porto di Brindisi. Sarà questa la seconda missione della Marina Militare per portare aiuti umanitari in Libano, dopo la missione analoga compiuta dalla gemella di Nave San Marco, la San Giorgio. Le due navi sono unità da assalto anfibio dotate di un ampio ponte di volo che possono impiegare elicotteri leggeri e pesanti, sia di giorno che di notte. Le navi sono dotate di moderne ed ampie strutture medico-sanitarie. L’equipaggio è composto da circa 150 uomini e donne ed imbarca un team medico di supporto.

Prove per i nuovi Storm Shadow

Entra nel vivo la messa in servizio degli Storm Shadow con l’Aeronautica Militare. Completata nei mesi scorsi l’accettazione dei 200 missili a suo tempo ordinati, la forza armata si accinge a compiere un proprio ciclo di prove per la sperimentazione operativa del nuovo sistema d’arma. Nel mese di settembre tre Tornado IDS ed un C-130J italiani partiranno per una missione in Sud Africa, dove effettueranno alcuni lanci in poligono finalizzati al conseguimento della capacità operativa iniziale (IOC). La campagna, coordinata dal Reparto Sperimentale con la partecipazione del 6° Stormo di Ghedi, porterà per la prima volta dei velivoli A.M. ad operare in Sud Africa, un paese rimasto a lungo isolato prima per la sua posizione geografica e poi per le conseguenze politiche dell’apartheid. Prima di questa cesura, negli anni Sessanta e Settanta l’industria italiana seppe sviluppare buoni rapporti con le forze armate sudafricane, fornendo addestratori Aermacchi MB.326 (poi costruiti in loco dalla Atlas Aircraft Corporation), ricognitori Piaggio P.166S ed aerei da collegamento Aermacchi AL.60C-4 e AM.3C. I rapporti industriali si sono di recente riallacciati quando AgustaWestland si è aggiudicata con il proprio A109 la gara per il Light Utility Helicopter. La scelta del Sud Africa per l’attuale ciclo sperimentale discende però soprattutto dalla necessità, dettata dalla forte gittata dello Storm Shadow, di condurre le prove su vaste aree disabitate che non sono disponibili in Europa e tanto meno in Italia. Analoghe considerazioni, unite alla necessità di specifiche attrezzature, portarono nel 2002 il 50° Stormo a sperimentare negli Stati Uniti il missile HARM. Oltre alle ampie aree vuote, a favore del paese africano gioca anche la minor sensibilità politica verso la tematica dei poligoni, che è invece molto accesa in Italia, tanto da costringere aziende come Alenia Aeronautica a effettuare in Svezia la sperimentazione del proprio velivolo non pilotato Sky-X. Con una massa di circa 1.300 kg, una lunghezza di 5,10 metri e un’apertura alare di tre metri, lo Storm Shadow è un missile piuttosto grande, in grado di volare a velocità che si collocano nella parte alta della gamma subsonica. MBDA, l’azienda europea che lo costruisce, definisce sul proprio sito lo «missile stand-off superficie-aria a lunga gittata con armamento convenzionale» e gli attribuisce una gittata «superiore a 250 km». La gittata effettiva è classificata, ma è opinione diffusa che sia doppia di quella cifra. La ditta ha già effettuato i propri lanci ed integrato l’arma su piattaforme che comprendono Mirage 2000 e 2000-5, Rafale (foto MBDA a destra), Tornado IDS (foto RAF in basso) ed Eurofighter, quest’ultimo utilizzando il prototipo italiano DA7 (foto Eurofighter in apertura). Ne è già prevista l’installazione sul Joint Strike Fighter F-35. Tra le caratteristiche principali dell’arma - che ha debuttato nel 2003 in Iraq e di cui l’Italia ha ordinato nel 2002 duecento esemplari per i propri Tornado ed Eurofighter - vi è il sistema di guida che integra una piattaforma inerziale (INS), un ricevitore satellitare (GPS) e sofisticati algoritmi che comparano il terreno sottostante con una banca di immagini precaricate, nonché con immagini all’infrarosso (IIR). La capacità di operare di giorno e di notte, in forma del tutto autonoma, rende lo Storm Shadow idoneo all’uso anche da parte di aerei monoposto. Secondo MBDA, il missile è stato già scelto da cinque paesi. La versione francese, nota come SCALP, è identica a quella internazionale salvo per alcune periferiche necessarie per adattare taluni sottoassiemi dell’arma ai velivoli o ai sistemi di preparazione di missione nazionali. È in corso anche lo sviluppo di una versione navale destinata alle fregate e sommergibili atomici francesi.